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Mario Roggero chiede la grazia: «Ho avuto paura». Il gioielliere piange dopo l’ingresso in carcere

Pubblicato: 18/07/2026 08:50

Dopo l’ingresso nel carcere di Bollate, Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina avvenuta il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour, rilancia la richiesta di grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intanto i suoi legali hanno presentato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena.

«Mi aspetto la grazia»

Roggero ha ribadito di ritenere ingiusta la condanna e ha rivolto un appello al Capo dello Stato.

«Ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti. Penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Penso di subire un’ingiustizia. Io me l’aspetterei, la grazia», ha dichiarato.

La domanda di grazia è stata depositata dalla moglie Mariangela Sandrone, mentre gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Novani hanno presentato anche un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena.

Il risarcimento ai familiari dei rapinatori

Roggero ha espresso perplessità anche sulla normativa che prevede il risarcimento ai familiari delle vittime.

La sentenza confermata dalla Cassazione dispone infatti il pagamento di 480 mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. Secondo il gioielliere, la disciplina dovrebbe essere diversa nei casi in cui una persona reagisce a una rapina.

«Ho reagito perché avevo paura»

Prima di entrare in carcere, Roggero è tornato a parlare di quanto accaduto quel giorno.

«Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura», ha spiegato.

Alla domanda se si fosse pentito di quanto accaduto, ha risposto: «Certamente, col senno di poi. Però bisogna trovarsi in quel momento».

Sull’ipotesi di comportarsi diversamente ha aggiunto: «Non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia ti spara per primo».

L’addio alla famiglia

L’ordine di carcerazione è stato firmato dal procuratore capo di Asti Biagio Mazzeo. Ad accompagnare Roggero al carcere di Bollate sono state la moglie e la figlia Laura.

Il gioielliere ha salutato i familiari con commozione, ricordando anche una promessa fatta ai nipoti.

«L’altro nipotino mi ha detto: “Se non vai in carcere ci porti a Gardaland”. Gli ho risposto: “Promesso”. Invece non potrò».

Ha poi spiegato di aver scelto Bollate perché gli era stato descritto come un istituto dove è possibile svolgere diverse attività.

«Mi hanno detto che è un buon carcere. Ci sono molte attività da poter fare. Devo ancora imparare l’inglese, me lo sono sempre ripromesso».

Il sostegno della Lega

Secondo alcune fonti, le prime ore di detenzione sarebbero state particolarmente difficili e Roggero avrebbe pianto dopo l’ingresso in cella.

Nel frattempo prosegue il sostegno politico da parte di alcuni esponenti del centrodestra. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che parteciperà, insieme a una delegazione della Lega, a un presidio davanti al carcere di Bollate per manifestare vicinanza al gioielliere.

Sul fronte opposto, il rapinatore sopravvissuto, Alessandro Modica, attraverso la sua legale Carla Montarolo, ha fatto sapere di ritenere che «è stata fatta giustizia» e che oggi sta cercando di ricostruire la propria vita dopo quanto accaduto.

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