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Maxi incendio nell’Agrigentino, oltre 100 evacuati: fiamme minacciano case e aziende agricole

Pubblicato: 22/07/2026 22:05

È emergenza nell’Agrigentino, dove un vasto incendio alimentato dal vento di scirocco continua ad avanzare tra Santo Stefano Quisquina e Bivona. Le fiamme hanno raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina e la parte bassa di Bivona, rendendo necessaria l’evacuazione di oltre cento persone.

Il sindaco di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore, ha definito la situazione “drammatica”. L’incendio ha raggiunto anche l’area dell’Eremo di Santa Rosalia, dove sono impegnati canadair ed elicotteri. A Bivona, intanto, si sono sviluppati nuovi focolai dopo i roghi che avevano già colpito il territorio nelle ore precedenti. Il sindaco Milko Cinà ha annunciato l’intenzione di richiedere lo stato di crisi, dopo i danni subiti da aziende agricole, allevamenti e alcune abitazioni.

Evacuazioni e viabilità compromessa

Le evacuazioni sono iniziate all’alba del 22 luglio e hanno interessato inizialmente i residenti delle contrade Canfuto e Bosco, per poi estendersi all’area di Cad Canfuto. Gli avvisi sono stati diffusi attraverso i canali ufficiali del Comune e del sindaco, invitando la popolazione a lasciare rapidamente le abitazioni.

A causa dell’emergenza è stato chiuso temporaneamente un tratto della strada statale che conduce alla zona interessata dall’incendio, mentre anche la rete telefonica Tim ha subito disservizi.

Canadair in azione per proteggere le aree più esposte

I canadair stanno effettuando continui lanci d’acqua sui fronti più critici del rogo, che ha interessato anche la zona del Teatro Andromeda e si è spinto fino alle vicinanze dell’Eremo di Santa Rosalia.

Particolare preoccupazione desta la presenza, nei pressi del centro abitato di Santo Stefano Quisquina, di un deposito di ossigeno, di una fabbrica di fuochi d’artificio e di una stazione di rifornimento. Tra le strutture evacuate figura anche una clinica con una ventina di pazienti; è stato inoltre scongiurato il rischio che le fiamme raggiungessero il deposito di ossigeno.

Mobilitazione di soccorritori e cittadini

Nelle operazioni di spegnimento sono impegnati vigili del fuoco, Corpo forestale, volontari della Protezione civile, carabinieri e polizia locale. A supporto dei soccorritori si sono mobilitati anche numerosi cittadini, che stanno trasportando acqua nelle aree interessate dall’incendio.

Fondamentale anche il contributo degli agricoltori, che con trattori, ruspe ed escavatori stanno realizzando fasce tagliafuoco per cercare di rallentare l’avanzata delle fiamme e proteggere abitazioni, aziende e terreni agricoli.

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