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“Una nuova ondata del virus”. Picco dei contagi, cosa succede

Pubblicato: 03/08/2026 09:44

Il Covid-19 torna a registrare un aumento dei contagi in Cina, dove il Sars-CoV-2 è tornato a essere il virus respiratorio più rilevato, superando anche l’influenza. La crescita delle infezioni ha riacceso l’attenzione sul quadro epidemiologico, ma secondo gli esperti non ci sono elementi che facciano pensare a una nuova emergenza sanitaria. La maggior parte dei casi continua infatti a presentarsi con sintomi lievi e il numero delle forme gravi resta contenuto.

Secondo gli ultimi dati diffusi dal Chinese Center for Disease Control and Prevention, nel mese di giugno sono stati confermati circa 79 mila casi di Covid-19, con 130 pazienti in condizioni gravi e un solo decesso, che ha riguardato una persona con patologie pregresse. La percentuale di positività tra i pazienti con sintomi respiratori è inoltre aumentata dal 16,3% registrato tra il 13 e il 19 luglio a oltre il 20% nella settimana successiva. Le province meridionali risultano le più colpite, mentre la fascia d’età maggiormente interessata è quella compresa tra i 15 e i 59 anni.

La variante Omicron NB.1.8.1 traina la nuova ondata

A sostenere la crescita dei contagi è soprattutto la variante Omicron NB.1.8.1, descritta dalle autorità sanitarie cinesi come più trasmissibile rispetto ai ceppi circolati nei mesi precedenti. Al momento, tuttavia, non emergono indicazioni di una maggiore gravità clinica.

I sintomi più frequenti restano quelli tipici delle infezioni respiratorie, come febbre, mal di gola e raffreddore, con un decorso che nella maggior parte dei casi si conclude nell’arco di cinque-sette giorni.

Perché il Covid cresce anche in estate

Gli specialisti spiegano che il comportamento del virus è cambiato rispetto ai primi anni della pandemia. Il Sars-CoV-2 circola ormai durante tutto l’anno e può provocare ondate anche nei mesi estivi. Tra i fattori che favoriscono la diffusione vengono indicati la permanenza in ambienti climatizzati e chiusi, l’aumento degli spostamenti durante le vacanze e il progressivo calo dell’immunità acquisita con vaccinazioni o precedenti infezioni.

Nonostante l’aumento dei casi, il confronto con il 2025 mostra un quadro meno preoccupante. Nello stesso periodo dello scorso anno la Cina aveva registrato oltre 333 mila contagi nel solo mese di giugno, un dato superiore di oltre quattro volte rispetto a quello attuale. Per questo gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione senza alimentare allarmismi, sottolineando che la situazione è oggi molto diversa rispetto alle fasi più critiche della pandemia.

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Ultimo Aggiornamento: 03/08/2026 09:45

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