
Una vasta epidemia alimentare di ciclosporiasi sta interessando gli Stati Uniti. L’infezione, provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis, ha raggiunto almeno 15 Stati americani e ha fatto registrare 10.468 casi confermati in laboratorio. A questi si aggiungono oltre 12mila segnalazioni ancora in fase di verifica.
Le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire l’origine dell’epidemia e di capire se esista una singola fonte di contaminazione. Tra i possibili alimenti coinvolti è finita sotto esame la lattuga iceberg sminuzzata, associata a uno dei gruppi di casi individuati.
Due decessi in Michigan
In Michigan sono stati segnalati i primi due decessi conosciuti collegati all’epidemia. Entrambe le persone presentavano già importanti problemi di salute e l’infezione avrebbe contribuito ad aggravare le loro condizioni.
La ciclosporiasi raramente porta alla morte nelle persone sane, ma può diventare più pericolosa per anziani, persone immunodepresse, pazienti fragili e soggetti affetti da patologie croniche. La diarrea persistente può infatti provocare una significativa perdita di liquidi e sali minerali, con conseguente disidratazione e possibili complicazioni.
Sotto esame la lattuga iceberg
Una parte dei contagi è stata collegata al consumo di lattuga iceberg già tagliata e confezionata. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire la catena di produzione e distribuzione degli alimenti per individuare l’eventuale punto di contaminazione.
L’indagine non ha però stabilito che la lattuga sia all’origine dell’intera epidemia. Per questo le autorità stanno verificando anche altre possibili fonti.
I consumatori sono invitati a seguire le eventuali comunicazioni ufficiali e a non consumare prodotti oggetto di richiami. La presenza del parassita, infatti, non è riconoscibile semplicemente osservando l’alimento.
Cos’è la ciclosporiasi
La Cyclospora cayetanensis è un parassita microscopico che può contaminare acqua, frutta, verdura e piante aromatiche destinate al consumo crudo.
L’infezione può essere associata alla contaminazione degli alimenti durante diverse fasi della filiera, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla lavorazione e alla distribuzione. Il parassita può inoltre essere presente nell’acqua utilizzata per irrigare o lavare i prodotti.
Diarrea e crampi tra i sintomi principali
La ciclosporiasi provoca soprattutto una diarrea acquosa e persistente, che può protrarsi per settimane e talvolta ricomparire dopo un temporaneo miglioramento.
Tra gli altri possibili sintomi vengono segnalati crampi e dolori addominali, gonfiore, nausea, perdita dell’appetito, dimagrimento, stanchezza, febbre e dolori muscolari.
La comparsa dei disturbi può non essere immediata, rendendo più difficile individuare l’alimento responsabile dell’infezione. In presenza di una diarrea prolungata è quindi importante rivolgersi a un medico, fornendo anche informazioni sugli alimenti consumati nei giorni precedenti.
Le indagini sulla fonte continuano
Le autorità sanitarie stanno mettendo a confronto le informazioni raccolte dai pazienti, i dati relativi agli acquisti e alla distribuzione degli alimenti e i risultati degli esami di laboratorio.
L’obiettivo è capire se i casi siano riconducibili a un unico focolaio o se siano presenti più fonti di contaminazione.
Con oltre 10mila casi confermati e migliaia di segnalazioni ancora da verificare, l’epidemia continua a essere monitorata negli Stati Uniti. I due decessi registrati in Michigan mostrano inoltre come l’infezione, pur avendo generalmente un decorso non letale, possa rappresentare un rischio concreto soprattutto per le persone più fragili.


