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Francesca Neri, morto tragicamente il nuovo compagno Silvano Loia. con lui diceva: “Mi sento rinata”

Pubblicato: 31/08/2026 07:27

Dopo la fine del lungo matrimonio con Claudio Amendola e anni segnati da seri problemi di salute, Francesca Neri aveva ritrovato accanto a Silvano Loia una serenità che sembrava perduta. Una relazione vissuta lontano dai riflettori, iniziata circa tre anni fa e diventata per l’attrice il simbolo di una nuova fase della sua vita. Poi la tragedia: Loia è morto annegato il 30 agosto, spezzando improvvisamente quel nuovo equilibrio. Nel 2024 Neri, senza parlare direttamente del compagno, aveva raccontato il proprio stato d’animo con parole molto nette: «Sto molto bene, mi sento rinata e finalmente libera, felice di essere me stessa».

Alle spalle c’erano venticinque anni di storia con Amendola, conosciuto nel 1998 e sposato a New York nel 2010, e il figlio Rocco. La separazione era arrivata nel 2022, al termine di una relazione sulla quale entrambi avevano sempre mantenuto grande riservatezza. Negli stessi anni Neri aveva dovuto affrontare anche la cistite interstiziale cronica e la fibromialgia, problemi di salute che avevano inciso profondamente sulla sua quotidianità e che aveva raccontato nel libro Come carne viva.

Una relazione lontana dai riflettori

Con Silvano Loia, manager di Rai Way e lontano dal mondo dello spettacolo, Francesca Neri aveva scelto ancora una volta la discrezione. Nessuna presentazione ufficiale, poche dichiarazioni e una storia lasciata emergere quasi esclusivamente attraverso alcune fotografie pubblicate dai settimanali. Le prime immagini della coppia insieme risalivano a un viaggio a Firenze, dove erano stati fotografati alla stazione di Santa Maria Novella durante un fine settimana organizzato in occasione del compleanno dell’attrice.

Altri scatti li avevano poi mostrati insieme a Roma, mentre passeggiavano mano nella mano. Era diventato evidente che non si trattasse di una frequentazione occasionale, ma di un rapporto ormai stabile. Loia rimaneva però una presenza volutamente defilata, lontanissima dall’esposizione pubblica che aveva accompagnato per anni la relazione tra Neri e Amendola.

Per l’attrice quella nuova stabilità era coincisa anche con una fase di maggiore serenità personale. Dopo essersi progressivamente allontanata dal cinema a causa della malattia, aveva raccontato di sentirsi cambiata e, allo stesso tempo, nuovamente vicina alla persona che era stata prima delle difficoltà. Anche il rapporto con l’ex marito, secondo quanto raccontato da persone vicine alla coppia, aveva trovato nel tempo un equilibrio più disteso.

Il ritorno sul set dopo dieci anni

Quella rinascita aveva avuto anche una conseguenza professionale. Dopo circa dieci anni lontana dal set, Francesca Neri aveva deciso di tornare a recitare entrando nel cast di Gotico padano, la miniserie noir diretta da Pupi Avati e ambientata tra le nebbie della laguna veneta.

Un ritorno importante per un’attrice che nel corso della carriera aveva lavorato con Massimo Troisi, Carlo Verdone, Gabriele Salvatores, Bernardo Bertolucci e Pedro Almodóvar, oltre allo stesso Avati. Nel suo palmarès anche tre Nastri d’argento, ottenuti per Pensavo fosse amore… invece era un calesse, Carne trémula e Il papà di Giovanna.

La morte improvvisa di Silvano Loia arriva così nel momento in cui Francesca Neri sembrava aver ritrovato una nuova stabilità, personale e professionale. Un amore nato lontano dai riflettori e rimasto riservato fino alla fine, che aveva accompagnato l’attrice fuori dagli anni più difficili e verso quella sensazione di rinascita che lei stessa aveva raccontato pubblicamente.

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