
L’episodio della temporanea sparizione delle due sorelle Benedetta e Domitilla Costanza, rispettivamente di dodici e otto anni, ha tenuto con il fiato sospeso la comunità di San Cataldo e l’intera regione siciliana. La notizia della loro scomparsa, avvenuta durante la serata, ha immediatamente attivato i protocolli di emergenza previsti per la ricerca delle persone scomparse. La Prefettura di Caltanissetta ha coordinato una complessa macchina organizzativa che ha visto la partecipazione attiva delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Fortunatamente, la vicenda si è conclusa con un lieto fine: le due sorelle sono state ritrovate e stanno bene. Gli inquirenti hanno accertato che le bambine si trovavano inizialmente in una comunità per poi essere affidate al padre, elemento che ha aggiunto complessità al quadro delle verifiche iniziali condotte dai carabinieri.
La ricostruzione dei fatti e la denuncia
Le indagini dei carabinieri si sono concentrate sin da subito sulle ultime ore precedenti all’allontanamento delle minori. Secondo quanto emerso dalle testimonianze e dai racconti raccolti sul posto, il padre delle bambine, Alessandro Costanza, è stato ascoltato a lungo dagli investigatori per chiarire ogni dettaglio della dinamica. L’uomo aveva dichiarato di aver visto le figlie per l’ultima volta intorno alle ore venti in corso Vittorio Emanuele, prima di allontanarsi momentaneamente per commissioni familiari. Al suo ritorno, non trovandole più a casa, ha sporto denuncia presso la stazione locale. La famiglia aveva inoltre diffuso un appello urgente tramite i social network, chiedendo la massima condivisione e invitando chiunque avesse informazioni utili a contattare immediatamente le autorità competenti per accelerare le ricerche.
Il contesto familiare e i precedenti giudiziari
Gli accertamenti condotti dagli inquirenti sulla situazione del nucleo familiare hanno portato alla luce dinamiche complesse e vicende risalenti agli anni precedenti. Dalle verifiche è emerso un provvedimento del passato legato a presunti maltrattamenti che aveva coinvolto i genitori, i quali risultano separati. In quella fase i figli erano stati temporaneamente inseriti in una struttura protetta. Successivamente, nel corso del duemilaventiquattro, i minori erano stati affidati al padre, con cui risiedevano stabilmente. Gli investigatori hanno dovuto analizzare con attenzione ogni aspetto del contesto domestico e sociale per escludere qualsiasi ipotesi di pericolo, mantenendo il massimo riserbo durante lo svolgimento di tutti gli accertamenti preliminari necessari a garantire la tutela dei minori coinvolti.
Il coinvolgimento delle istituzioni locali
La mobilitazione del territorio è stata immediata e capillare, coinvolgendo non solo i soccorritori professionisti ma anche i rappresentanti delle istituzioni cittadine. Il sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, ha diffuso un appello pubblico invitando i concittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare tempestivamente qualsiasi dettaglio utile. La riunione d’urgenza convocata in Prefettura ha permesso di coordinare in modo efficiente le ricerche sul campo, impiegando unità cinofile e squadre di ricerca specializzate. La notizia del ritrovamento in salute delle due sorelle ha infine riportato serenità nella comunità locale, mentre proseguono gli ultimi accertamenti di rito da parte delle autorità competenti per chiudere definitivamente il caso.


