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“Senza di lui…”. Vannacci e il centrodestra: cosa dicono i sondaggi

Pubblicato: 21/09/2026 08:29

La crescita di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, rappresenta un nuovo elemento di complessità per il centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche. Il tema non riguarda soltanto la presenza di una nuova forza nello scenario politico, ma soprattutto la provenienza dei suoi consensi. Una parte potrebbe infatti arrivare dagli elettori dei partiti che compongono l’attuale maggioranza, mentre un’altra potrebbe essere intercettata tra coloro che non votano o che non si riconoscono nelle forze politiche già presenti.
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È proprio questo uno dei principali interrogativi legati alla crescita del movimento. I sondaggi sulle intenzioni di voto citati nel testo mostrano infatti uno scenario nel quale alcune forze del centrodestra registrano percentuali inferiori rispetto ai risultati ottenuti nelle precedenti consultazioni, mentre Futuro Nazionale sembra riuscire a ritagliarsi uno spazio proprio.

Il fenomeno assume un peso ancora maggiore considerando il sistema elettorale e la soglia del 42% indicata come riferimento per l’accesso al premio di governabilità. Per una coalizione che punta a costruire una maggioranza parlamentare, ogni spostamento di consenso può quindi diventare rilevante.

Il nodo del 42%

La nuova legge elettorale prevede un premio di governabilità di 70 deputati e 35 senatori per la lista o la coalizione che riesca a raggiungere almeno il 42% dei voti. Al di sotto di questa soglia, invece, il premio non scatterebbe e i seggi verrebbero distribuiti secondo un criterio proporzionale.

La differenza è significativa perché il raggiungimento o meno della soglia può incidere sulla possibilità di costruire una maggioranza parlamentare stabile. In questo quadro, la distribuzione dei voti tra le diverse forze del centrodestra assume un’importanza particolare.

Secondo le rilevazioni richiamate nel testo, Fratelli d’Italia si mantiene intorno al 27%, mentre Lega e Forza Italia vengono indicate al di sotto dei risultati ottenuti alle ultime elezioni politiche e, successivamente, alle europee. Considerando anche Noi Moderati, le altre forze della coalizione non arriverebbero attualmente a raccogliere il 15% necessario, secondo questa proiezione, per raggiungere complessivamente la soglia del 42%.

Il rapporto con Futuro Nazionale diventa quindi anche una questione matematica. Se il nuovo movimento dovesse sottrarre consensi ai partiti della maggioranza, la sua crescita potrebbe incidere sulla distribuzione dei voti all’interno del centrodestra. Ma resta aperta anche un’altra possibilità: una parte degli elettori potrebbe provenire dal bacino dell’astensione e del non voto, rendendo più difficile stabilire quale sia l’effettiva origine dei consensi raccolti dal movimento di Vannacci.

Per il momento, comunque, si tratta di sondaggi e non di risultati elettorali. Il primo appuntamento destinato a fornire un dato concreto sarà quello delle elezioni suppletive nel collegio uninominale di Reggio Calabria, dove Futuro Nazionale sarà presente per la prima volta con il proprio simbolo.

Le suppletive di Reggio Calabria

Il voto è previsto per il 27 e 28 settembre e vedrà come candidato di Futuro Nazionale Domenico Giannetta, proveniente da Forza Italia. Giannetta era infatti capogruppo del partito in Consiglio regionale prima del passaggio con Vannacci.

La sua candidatura rende particolarmente interessante la lettura del risultato. Il candidato possiede infatti un proprio percorso politico e un radicamento territoriale precedente alla nascita della nuova esperienza politica. Un eventuale consenso ottenuto da Futuro Nazionale a Reggio Calabria dovrà quindi essere interpretato anche alla luce di questo elemento.

La consultazione, inoltre, si svolge in un territorio nel quale il centrodestra ha recentemente ottenuto un risultato importante alle elezioni amministrative. A Reggio Calabria la coalizione si è infatti imposta con Francesco Cannizzaro, candidato di Forza Italia.

Le caratteristiche della consultazione impediscono naturalmente di considerare il voto di Reggio Calabria come una fotografia del consenso nazionale. Si tratta di un singolo collegio e di una competizione nella quale il candidato di Futuro Nazionale proviene direttamente da una delle forze della coalizione di centrodestra. Il risultato potrà però fornire un primo elemento concreto per valutare la capacità del movimento di trasformare le percentuali indicate dai sondaggi in consenso elettorale.

Oltre i sondaggi, il primo test per Futuro Nazionale

Il risultato di Domenico Giannetta sarà quindi osservato anche per capire quanto Futuro Nazionale possa incidere sugli equilibri del centrodestra. La sua precedente appartenenza a Forza Italia rappresenta un elemento inevitabile nella lettura del voto, soprattutto nel caso di un risultato significativo.

Se il candidato dovesse ottenere un consenso consistente, una parte della sua performance potrebbe essere collegata al radicamento personale costruito negli anni sul territorio, oltre che alla capacità del nuovo movimento di intercettare elettori provenienti dall’area del centrodestra. Al contrario, un risultato contenuto potrebbe essere letto come un’indicazione sulla difficoltà di Futuro Nazionale a penetrare nello zoccolo più stabile dell’elettorato della coalizione, pur considerando sempre i limiti di una consultazione locale.

Il voto di Reggio Calabria rappresenta dunque il primo passaggio nel quale il movimento guidato da Vannacci potrà misurarsi direttamente con gli elettori attraverso il proprio simbolo. Fino a questo momento, il suo peso è stato soprattutto oggetto di sondaggi e rilevazioni sulle intenzioni di voto.

La questione centrale resta quindi quella della provenienza dei consensi. Capire se Futuro Nazionale stia conquistando soprattutto elettori già vicini al centrodestra oppure persone che in precedenza non partecipavano al voto sarà determinante per comprendere la portata del fenomeno. E, in prospettiva, anche per valutare l’impatto che la nuova forza potrebbe avere sugli equilibri della coalizione e sulla corsa verso la soglia del 42%.

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