
Roberto Vannacci torna all’attacco del centrodestra e utilizza le parole pronunciate pochi giorni fa da Italo Bocchino su La7 per rilanciare la sfida a Giorgia Meloni. Il leader di Futuro Nazionale sostiene che la coalizione di governo preferirebbe rischiare una sconfitta elettorale piuttosto che aprire a un’alleanza con il suo partito e indica quindi la propria formazione come l’unico “voto utile” per impedire una vittoria della sinistra.
“Italo Bocchino, pochi giorni fa su La7, ha rivelato la strategia del centrodestra per le prossime elezioni: meglio perdere che allearsi con Vannacci”, scrive il generale sui social. Nel video rilanciato dal leader di Futuro Nazionale compare proprio l’intervento nel quale Bocchino, direttore del Secolo d’Italia, aveva sostenuto che per Meloni sarebbe preferibile perdere le elezioni piuttosto che vincerle con l’appoggio di Vannacci.
Vannacci: “Questo centrodestra preferisce lasciarci in mano alla sinistra”
Il passaggio diventa per Vannacci l’occasione per alzare ulteriormente il livello dello scontro. “Questo centrodestra annacquato preferisce lasciarci in mano alla sinistra che vincere con Vannacci”, sostiene, accusando la coalizione guidata da Meloni di aver progressivamente abbandonato alcune delle battaglie che una parte dell’elettorato di destra considera identitarie.
La conclusione è altrettanto netta: “Agli italiani rimane un’unica possibilità per far perdere la sinistra: votare Futuro Nazionale. L’unico partito che tutela gli interessi dell’Italia e degli italiani e che non tradisce l’elettorato”. Si tratta naturalmente della tesi politica di Vannacci, che prova così a contendere al centrodestra tradizionale la rappresentanza dell’elettorato più critico verso l’attuale maggioranza.
Cosa aveva detto davvero Bocchino a La7
Le parole riprese da Vannacci risalgono alla puntata di Otto e mezzo del 17 settembre. Nel corso del confronto televisivo, Italo Bocchino aveva escluso una possibile alleanza tra Giorgia Meloni e Futuro Nazionale, sottolineando profonde differenze soprattutto sulla politica estera.
“Per Giorgia Meloni è meglio perdere le elezioni che vincerle con Vannacci”, aveva detto Bocchino, indicando tra i principali punti di incompatibilità le posizioni sull’Ucraina, sull’Unione europea e sugli equilibri internazionali.
Vannacci definisce oggi Bocchino il “portaparola” della premier, ma si tratta di una sua caratterizzazione politica: il direttore del Secolo d’Italia non ricopre un ruolo ufficiale di portavoce della presidente del Consiglio.
Le distanze tra Meloni e Vannacci
Il rapporto tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci resta uno dei nodi più delicati in vista delle prossime elezioni. La premier non ha finora annunciato un’alleanza con Futuro Nazionale, ma allo stesso tempo ha evitato in diverse occasioni di formulare un’esclusione assoluta e definitiva.
Le distanze politiche sono comunque evidenti su alcuni dossier. Vannacci mantiene posizioni molto più critiche verso l’Unione europea e verso il sostegno militare all’Ucraina, mentre il governo Meloni ha confermato negli ultimi anni una linea atlantista e il sostegno a Kiev.
Proprio su questi temi Bocchino aveva motivato il proprio “no” all’ipotesi di una coalizione comune.
Futuro Nazionale punta a crescere fuori dal centrodestra
La strategia di Vannacci appare quindi sempre più orientata alla costruzione di una forza autonoma, capace di presentarsi alle elezioni senza subordinare la propria identità a un accordo preventivo con il centrodestra.
Durante il forum organizzato a Orvieto, il leader di Futuro Nazionale aveva già spiegato che il tema delle alleanze non rappresenta una priorità immediata e che eventuali accordi potranno essere valutati soltanto a ridosso delle elezioni.
Nello stesso appuntamento Vannacci aveva attaccato anche alcuni esponenti del centrodestra, ribadendo di non aver “tradito i principi” né il proprio elettorato e rivendicando una linea politica distinta da quella delle forze oggi al governo.
Il partito si allarga in Parlamento
Nel frattempo Futuro Nazionale continua a rafforzare la propria presenza parlamentare. È atteso il passaggio del deputato siciliano Tommaso Calderone da Forza Italia, che dovrebbe essere ufficializzato con una conferenza stampa alla presenza dello stesso Vannacci.
Con Calderone salirebbe a nove il numero dei parlamentari entrati nell’orbita della nuova formazione. Un dato ancora limitato rispetto ai grandi partiti, ma politicamente significativo perché mostra la capacità di Vannacci di attrarre esponenti provenienti anche dalle forze dell’attuale maggioranza.
La crescita parlamentare diventa inoltre uno degli strumenti utilizzati da Futuro Nazionale per accreditarsi come soggetto destinato a pesare nella costruzione dei futuri equilibri della destra.
La battaglia sul “voto utile”
La novità del messaggio diffuso oggi è soprattutto l’utilizzo esplicito dell’espressione “voto utile”. Tradizionalmente questo argomento viene utilizzato dai partiti maggiori per chiedere agli elettori di non disperdere il consenso verso formazioni più piccole. Vannacci prova invece a capovolgere il ragionamento.
Secondo la sua impostazione, se il centrodestra esclude Futuro Nazionale e rischia così di non avere i numeri sufficienti per vincere, sarebbe proprio il voto al partito del generale a rappresentare la scelta più efficace per impedire un successo della sinistra.
È una tesi politica che dipenderà naturalmente dal sistema elettorale, dai rapporti di forza e dalle eventuali coalizioni con cui i partiti arriveranno al voto. Per ora, però, segnala la volontà di Futuro Nazionale di non presentarsi come una semplice forza satellite della coalizione guidata da Meloni.
Lo scontro sulla futura coalizione è appena iniziato
La questione è destinata a diventare sempre più centrale man mano che si avvicineranno le elezioni. Il centrodestra dovrà decidere se mantenere una separazione netta da Vannacci oppure se lasciare aperto uno spazio di trattativa, mentre Futuro Nazionale dovrà scegliere se puntare fino in fondo su una corsa autonoma o utilizzare il proprio consenso per negoziare un eventuale accordo.
Vannacci, per il momento, sceglie lo scontro e trasforma le parole di Bocchino in un’accusa diretta alla coalizione: “Questo centrodestra annacquato preferisce lasciarci in mano alla sinistra che vincere con Vannacci”.
La risposta politica è altrettanto chiara: Futuro Nazionale vuole presentarsi non come una forza marginale da inglobare, ma come un soggetto con il quale il resto della destra dovrà prima o poi fare i conti.


