
I centri meteorologici europei – Météo-France, DWD tedesco e Met Office britannico – delineano un quadro atmosferico complesso e dinamico per la stagione fredda. L’azione congiunta di un El Niño di eccezionale intensità nel Pacifico equatoriale e le temperature fuoriscala del Mediterraneo e dell’Atlantico guideranno l’evoluzione climatica, con un’iniziale fase mite e piovosa seguita da possibili blitz di gelo siberiano a inizio 2027.
Météo-France e il rischio Medicanes
L’analisi dell’ente francese evidenzia per la prima parte dell’autunno e l’inizio dell’inverno anomalie termiche positive di circa 1,0-1,5°C su Francia e Mediterraneo. Le acque superficiali del bacino mediterraneo, con temperature fino a 3°C oltre la norma, costituiscono un imponente serbatoio di energia: l’arrivo delle prime sacche d’aria fredda polare marittima rischia di innescare cicloni extra-tropicali esplosivi e Medicanes con potenziale impatto sulle coste italiane e francesi.
Deutscher Wetterdienst (DWD): il fattore continentale
Il servizio meteorologico tedesco prevede un autunno e un inizio inverno dominati dal flusso mite atlantico, con nevicate sulle Alpi rilegate a quote medio-alte. Tuttavia, il progressivo raffreddamento pellicolare sulla Siberia e sull’Europa nord-orientale potrebbe invertire la circolazione a stagione avanzata: l’eventuale formazione di anticicloni di blocco tra Scandinavia e Russia favorirebbe il richiamo di masse d’aria gelida verso la Germania e il Nord Italia.
Met Office e la svolta con la NAO negativa
L’agenzia britannica collega l’evento di El Niño all’andamento dell’indice NAO (North Atlantic Oscillation):
- Autunno – Dicembre: Prevalenza di NAO positiva e Vortice Polare forte, con frequenti perturbazioni atlantiche, piogge abbondanti e clima mite sull’Europa nord-occidentale.
- Gennaio – Febbraio: Aumento delle probabilità di un Sudden Stratospheric Warming (SSW) innescato da El Niño. L’eventuale rottura del Vortice Polare spingerebbe l’indice NAO su valori negativi, aprendo la strada a imponenti retrogressioni di aria artico-continentale verso l’Europa e il Mediterraneo.
Gli impatti previsti sulla Penisola Italiana
- Autunno e prima parte dell’inverno:
- Nord e versante tirrenico: Elevata piovosità e rischio di sistemi temporaleschi autorigeneranti dovuti al contrasto tra correnti umide e mari caldi.
- Centro-Sud: Alternanza tra fasi miti fuori stagione e bruschi passaggi d’instabilità.
- Alpi: Nevicate abbondanti, ma confinate a quote medio-alte.
- Seconda parte dell’inverno (Metà Gennaio – Febbraio):
- Il paventato indebolimento del Vortice Polare potrebbe favorire l’arrivo dell’aria gelida siberiana (Buran), portando crolli termici e la possibilità di neve a bassa quota o in pianura.


