
Sale a 700 il numero dei casi confermati di West Nile virus in Italia dall’inizio della stagione di sorveglianza. Il dato, aggiornato al 22 settembre 2026, emerge dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità e fotografa una situazione in continua evoluzione. A preoccupare è soprattutto l’aumento delle forme più gravi e l’estensione della circolazione del virus sul territorio nazionale.
Dei 700 casi complessivamente segnalati, 368 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, quella che può coinvolgere il sistema nervoso. Nel bilancio sono compresi anche cinque casi importati, con esposizione avvenuta all’estero, rispettivamente in Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda.

Il bollettino registra inoltre 88 infezioni asintomatiche individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue, 239 casi di febbre e altri casi caratterizzati da sintomi differenti o privi di sintomi. Tra le forme febbrili figura anche un’infezione acquisita in Burkina Faso, mentre complessivamente sono 54 i decessi associati ai casi confermati di West Nile, tre in più rispetto al precedente aggiornamento.
La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone confermate si attesta al 14,6%, un valore leggermente inferiore al 14,9% registrato nello stesso periodo del 2025. Il confronto con lo scorso anno mostra però un quadro che resta significativo: alla stessa data del 2025 erano stati segnalati 680 casi e 48 decessi.
Non cresce soltanto il numero delle infezioni, ma anche l’area interessata dalla circolazione del virus. Le province italiane nelle quali è stata documentata la presenza del West Nile sono diventate 83, distribuite in 19 Regioni. Nel precedente bollettino erano 82, sempre in 19 Regioni. Un’estensione territoriale che conferma quanto sia importante il monitoraggio delle malattie trasmesse dalle zanzare.
Sul fronte della Dengue, dall’inizio dell’anno al 22 settembre sono stati invece confermati 312 casi. Di questi, 47 sono risultati autoctoni, mentre gli altri sono collegati a viaggi all’estero. Non sono stati registrati decessi. Il sistema di sorveglianza ha inoltre individuato tre episodi di trasmissione locale e quattro casi considerati al momento sporadici.
Uno dei focolai di Dengue riguarda un comune della provincia di Livorno, dove sono stati identificati 26 casi con esposizione locale. Un secondo focolaio interessa alcuni comuni della provincia di Lecce, con 13 casi confermati e tutti sintomatici. Il terzo è stato individuato in un comune della provincia di Milano, dove sono stati registrati due casi associati a trasmissione locale. In tutte le aree interessate sono in corso attività di sorveglianza e interventi contro le zanzare.
Il monitoraggio riguarda anche Chikungunya e Zika. Dall’inizio dell’anno sono stati confermati 28 casi di Chikungunya, ma soltanto uno è stato classificato come autoctono; gli altri risultano collegati a viaggi internazionali. Per lo Zika virus sono invece tre i casi confermati, tutti associati a viaggi all’estero. Non sono stati registrati decessi per nessuna delle due infezioni.
Infine, il bollettino segnala 15 casi di Usutu virus, distribuiti in diverse Regioni: otto in Lombardia, uno in Emilia-Romagna, uno nelle Marche, due nel Lazio, uno in Piemonte e due in Veneto. Il quadro complessivo conferma quindi la presenza sul territorio italiano di diversi virus trasmessi da vettori, con il West Nile che rappresenta al momento il fenomeno più rilevante per numero di casi e forme neuroinvasive. I dati vengono aggiornati periodicamente dall’Istituto superiore di sanità attraverso il sistema nazionale di sorveglianza.


