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“Addio”. Morta la grande attrice simbolo di molti capolavori

Pubblicato: 25/09/2026 10:12

Una carriera lunga decenni, iniziata quando era ancora una bambina e cresciuta attraversando alcune delle stagioni più importanti dello spettacolo europeo. Dal cinema alla musica, passando per la scrittura, il percorso di un’artista può trasformarsi nel tempo in una testimonianza delle epoche attraversate, dei registi incontrati e dei personaggi interpretati.

È una storia che comincia molto presto, con la danza e i primi passi davanti alla macchina da presa, e prosegue attraverso collaborazioni prestigiose e riconoscimenti internazionali. Una parabola artistica costruita nel corso degli anni, fino a diventare parte della memoria del cinema francese ed europeo.

La protagonista di questa lunga storia è Marina Vlady, attrice, cantante e scrittrice franco-russa, morta oggi, giovedì 24 settembre, all’età di 88 anni. La notizia è stata comunicata dalla famiglia all’agenzia France Presse.
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Gli inizi tra danza e cinema

Nata a Clichy, in Francia, il 10 maggio 1938, Marina Vlady era figlia di immigrati russi fuggiti dalla Rivoluzione del 1917. Prima di dedicarsi alla recitazione aveva iniziato come giovane ballerina dell’Opéra di Parigi, ma il percorso nella danza sarebbe durato poco.

La scelta successiva fu quella del cinema. A soli dieci anni arrivò infatti il primo ruolo sul grande schermo, nel film Orage d’été, diretto da Jean Gehret e uscito nel 1949.

Quel debutto avvenuto durante l’infanzia rappresentò l’inizio di una carriera destinata a svilupparsi nel corso di molti decenni. La giovane attrice avrebbe presto iniziato a lavorare con importanti protagonisti del cinema francese, costruendo una presenza sempre più riconoscibile sul grande schermo.

Tra gli incontri professionali più significativi dei primi anni ci fu quello con Robert Hossein, regista e attore che sposò quando aveva appena 17 anni. I due lavorarono insieme in diverse pellicole e formarono anche nella vita privata una delle coppie più conosciute del cinema dell’epoca.

Il riconoscimento a Cannes

Uno dei momenti più importanti della carriera di Marina Vlady arrivò nel 1963, quando fu protagonista di Una storia moderna – L’ape regina, diretto da Marco Ferreri.

L’interpretazione nel film le valse il premio per la migliore interpretazione al Festival di Cannes, uno dei principali riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera cinematografica.

Il rapporto con il cinema italiano rappresentò così una parte significativa del suo percorso professionale. Il riconoscimento ottenuto a Cannes arrivò in una fase particolarmente intensa della sua attività e contribuì a consolidare la sua presenza nel panorama del cinema europeo.

Vlady continuò infatti a lavorare con registi e produzioni differenti, mantenendo una carriera caratterizzata da una costante presenza sul grande schermo.

L’incontro con Jean-Luc Godard

Gli anni Sessanta furono anche quelli della collaborazione con alcuni dei nomi più importanti del cinema francese. Tra questi c’era Jean-Luc Godard, per il quale Marina Vlady recitò in Due o tre cose che so di lei.

Il film la inserì nella stagione cinematografica legata alla Nouvelle Vague, movimento che avrebbe profondamente segnato il cinema francese.

La sua attività non si fermò comunque alla recitazione. Nel corso della sua vita artistica Marina Vlady fu anche cantante e scrittrice, coltivando quindi percorsi differenti all’interno del mondo dello spettacolo e della cultura.

Il suo esordio era avvenuto quando aveva appena dieci anni e la sua carriera sarebbe proseguita per oltre mezzo secolo, passando dalla danza al cinema e arrivando anche alla musica e alla scrittura.

Oggi la notizia della morte, comunicata dalla famiglia, chiude il percorso di un’artista che aveva attraversato diverse stagioni del cinema francese ed europeo, lavorando con registi come Marco Ferreri, Jean-Luc Godard, Jean Gehret e Robert Hossein.

Tra i momenti più importanti resta il riconoscimento ottenuto al Festival di Cannes nel 1963 per Una storia moderna – L’ape regina, uno dei ruoli che hanno maggiormente segnato la sua lunga carriera.

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