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“Ayatollah della sharia Lgbt”. Vannacci, attacco totale: le parole del generale scatenano di tutto

Pubblicato: 25/09/2026 17:27

È scontro aperto tra Roberto Vannacci e Tommaso Cerno dopo le dichiarazioni del direttore de Il Giornale in difesa del conduttore televisivo Pierluigi Diaco. Al centro della polemica c’è il racconto fatto da Diaco del proprio matrimonio, con alcuni bambini invitati a sedersi al tavolo degli sposi. Una vicenda che ha acceso il dibattito sui social e provocato la reazione di Futuro Nazionale.

Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha risposto duramente alle parole di Cerno, accusandolo di sostenere l’ideologia woke. «Cerno fa l’ayatollah della sharia Lgbt e non perdona a Futuro Nazionale di pensarla diversamente», ha dichiarato all’Adnkronos, contestando quella che considera una visione distante dalla propria idea di famiglia e società.

Nel suo affondo, Vannacci ha ricordato il passato di Cerno come dirigente nazionale di Arcigay e ha contestato le sue posizioni sul tema della famiglia. Secondo il leader di Futuro Nazionale, Cerno sosterrebbe una visione che, a suo giudizio, finirebbe per mettere in discussione biologia, diritto e logica, arrivando a parlare di un matrimonio senza la presenza della madre.

La polemica era esplosa dopo il racconto di Pierluigi Diaco sulla propria esperienza matrimoniale. A intervenire era stato anche Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, che aveva precisato: «Non contestiamo la presenza di conduttori omosessuali in televisione, ma contenuti che possano influenzare i bambini». Una posizione collegata alla proposta del partito di introdurre una fascia protetta in televisione per i contenuti considerati di natura “gender”.

Il tema dei bambini è quindi diventato uno dei punti centrali dello scontro. Da una parte c’è chi considera importante evitare che determinati contenuti possano influenzare i più giovani; dall’altra, la vicenda viene letta come una questione di rappresentazione e libertà di raccontare pubblicamente la propria esperienza personale e familiare.

Vannacci ha poi spostato il confronto sul tema della famiglia e della genitorialità. «Il fondamento della comunità è l’unione stabile tra l’uomo e la donna», sostiene il leader di Futuro Nazionale, collegando questa impostazione alla propria idea di crescita dei bambini e alla necessità di una presenza complementare di paternità e maternità durante il percorso educativo.

Nel mirino di Vannacci finiscono anche le adozioni. Il leader di Futuro Nazionale sostiene che Cerno abbia dichiarato in passato di voler arrivare a un modello di adozioni senza madre e padre. Da qui la contrapposizione tra quella che Vannacci definisce una visione fondata sul diritto naturale e il modello che attribuisce invece a Cerno.

L’attacco finale torna quindi direttamente sul direttore de Il Giornale. Vannacci contrappone al modello da lui contestato quello che definisce un “patriarcato mediterraneo”, fondato, nelle sue parole, su «bellezza, amore, cura, sacrificio e complementarità di uomini e donne». Una posizione che inserisce la polemica in un confronto politico e culturale più ampio sulla famiglia e sui rapporti tra uomini e donne.

Il caso nato dalle parole di Diaco si trasforma così in uno scontro più ampio tra visioni profondamente differenti su famiglia, educazione dei bambini, televisione, diritti e rappresentazione delle coppie omosessuali. Vannacci chiude il suo intervento ribadendo la propria posizione e attaccando nuovamente Cerno, accusandolo di sostenere una visione che Futuro Nazionale non intende condividere.

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