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“Devo lasciare casa mia, ho lottato”. 87enne sfrattata: una vera vergogna

Pubblicato: 25/09/2026 16:40

Quando la forza di una causa giusta incontra la determinazione di chi non ha più nulla da perdere, una singola vicenda individuale può trasformarsi nell’emblema di un’intera battaglia sociale ed economica. Tra le mura di una stanza d’ospedale, appelli accorati alla mobilitazione collettiva e una complessa trattativa politica che si riaccende nelle sedi istituzionali, il malessere legato alle trasformazioni del mercato immobiliare esplode in tutta la sua drammaticità. Mentre i numeri descrivono uno scenario sempre più insostenibile per le famiglie, l’opinione pubblica si risveglia unita per chiedere garanzie concrete, risposte immediate e la tutela dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

“Non sono riuscita a difendere la mia casa, ma ho combattuto perché altri imparassero a lottare per la propria”. È il primo messaggio pubblico di Maricarmen Abascal, la donna invalida di 87 anni divenuta il simbolo dell’emergenza abitativa in Spagna, dopo lo sfratto dall’abitazione di Madrid dove viveva da 71 anni. La dichiarazione, fatta dall’anziana dall’ospedale dove è stata ricoverata dopo lo sfratto, in mancanza di soluzioni alternative, è contenuta in un video diffuso dal Sindicato de Inquilinas e Inquilinos, che ha indetto per domani alle 18.30 una manifestazione nella centrale Puerta del Sol della capitale, per rivendicare il diritto alla casa e misure contro gli sfratti.

“La mia casa è stata la mia vita e ora devo lasciarla alle spalle, ma questo non significa che non continui a lottare”, ha detto nel video l’anziana, provata dallo sgombero avvenuto dopo 7 anni di vertenza giudiziaria, imposto dalla società di gestione immobiliare Urbangestion che ha acquistato l’immobile dove Maricarmen viveva, moltiplicando l’affitto fino a 2.650 euro. La pensionata afferma: “Quello che voglio è che il problema che abbiamo tutti con i fondi speculativi venga eliminato una volta per tutte”. E fa appello a partecipare alla mobilitazione di domani, che segue quelle spontanee registrate in numerose città.

Le trattative politiche e i numeri della crisi immobiliare

Il governo spagnolo ha riaperto i negoziati con il partito catalanista Junts per Catalunya sul decreto legge con misure per far fronte all’emergenza abitativa, dopo lo sfratto dell’87enne. La ripresa delle trattative punta a raggruppare una maggioranza parlamentare sul provvedimento, fermo da mesi dopo la mancata convalida del Congresso spagnolo con i voti contrari del Partito Popolare, di Vox e della forza guidata da Carles Puigdemont. Il ministero della Casa sta valutando le proposte della forza catalanista, che chiede che sia lo Stato ad assumere il costo delle politiche abitative per le persone vulnerabili, anziché trasferirlo sui piccoli proprietari.

Maricarmen è diventata il volto della crisi abitativa spagnola, alimentata dall’aumento degli affitti e dalla scarsità di alloggi. Dal 2016, gli affitti sono cresciuti dell’82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, contro una crescita dei salari di circa il 45%, secondo Deutsche Bank. Nella capitale l’affitto medio rilevato da Idealista è di 23,3 euro al metro quadro. Nel primo trimestre dell’anno sono stati eseguiti 2.600 sfratti per morosità e 917 collegati a procedimenti ipotecari, secondo il Consiglio generale del potere giudiziario. Inoltre, secondo la Banca di Spagna, tra il 2021 e il 2025 la creazione di nuove famiglie ha superato la costruzione di nuove abitazioni, con un deficit stimato in 750mila alloggi.

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