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“Salta tutto”. Garlasco, ancora un colpo di scena: cosa succede e perché

Pubblicato: 25/09/2026 18:47

L’attesa potrebbe essere ormai agli sgoccioli. Entro lunedì 28 settembre potrebbe infatti arrivare la chiusura, per la seconda volta, delle indagini su Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007. Gli inquirenti devono ora completare gli ultimi passaggi prima dell’eventuale invio dell’avviso di conclusione delle indagini alla difesa.

Uno dei principali interrogativi riguarda la consulenza psichiatrica affidata al dottor Roberto Catanesi. Secondo le indiscrezioni riportate, tuttavia, questa consulenza potrebbe non essere mai depositata. Il motivo sarebbe legato al fatto che Sempio non avrebbe incontrato il consulente, rifiutandosi di sottoporsi all’accertamento.

Una scelta che, secondo i suoi avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, rientra nelle facoltà dell’indagato. La difesa ritiene infatti che un eventuale accertamento psichiatrico potrebbe essere effettuato nel corso di un processo, attraverso la nomina di un perito super partes e quindi garantendo il contraddittorio tra le parti.

Nel frattempo, le altre consulenze investigative sono già entrate nel fascicolo della Procura. Tra queste c’è quella affidata a Carlo Previderè per un nuovo esame del DNA individuato sulle unghie di Chiara Poggi. Il documento è stato depositato in Procura il 7 settembre.

Sono state inoltre depositate il 23 settembre altre due consulenze considerate importanti per il procedimento. La prima riguarda le misurazioni antropometriche di Sempio, affidate alla dottoressa Cristina Cattaneo; la seconda riguarda invece l’impronta a pallini individuata sul pavimento della villetta di Garlasco e affidata a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli.

Il nodo, dunque, potrebbe essere proprio la consulenza psichiatrica che, allo stato delle informazioni riportate, non sarebbe arrivata perché l’indagato non si è sottoposto all’esame. Il dottor Catanesi, inoltre, potrebbe rinunciare all’incarico e non presentare quindi alcuna relazione. Resta da capire se questo elemento avrà un peso nella tempistica della chiusura delle indagini.

Sulla questione è intervenuta anche la criminologa Roberta Bruzzone, che ha espresso perplessità sull’opportunità di procedere con una valutazione psichiatrica in queste condizioni. Secondo Bruzzone, una cosa è analizzare scritti, messaggi o altri contenuti sotto il profilo personologico per finalità investigative, mentre sarebbe diverso formulare una valutazione relativa a eventuali patologie psichiatriche senza aver incontrato direttamente la persona.

La criminologa sottolinea inoltre che, nel caso di Sempio, non risulterebbe una precedente storia psichiatrica e che quindi il consulente non avrebbe avuto a disposizione eventuali cartelle cliniche pregresse. In caso di rifiuto dell’indagato, osserva Bruzzone, procedere con una vera valutazione psichiatrica diventerebbe impossibile, trattandosi di una scelta che Sempio ha la facoltà di compiere.

La partita sulle indagini bis di Garlasco entra dunque nella fase decisiva. Le principali consulenze risultano depositate, mentre resta da chiarire il destino dell’accertamento psichiatrico su Sempio. Entro il 28 settembre potrebbe arrivare il prossimo passaggio formale della Procura, aprendo una nuova fase giudiziaria destinata a riportare al centro dell’attenzione uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni.

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