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Irlanda, niente stretta di mano con Israele prima della partita: sguardo basso durante l’inno

Pubblicato: 27/09/2026 23:30

Calcio e politica si sono intrecciati ancora una volta attorno a Israele-Irlanda, sfida della seconda giornata della Nations League disputata domenica 27 settembre al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria. Prima del calcio d’inizio, i giocatori della Repubblica d’Irlanda hanno evitato il tradizionale scambio di strette di mano con gli avversari. La scelta era stata discussa dalla squadra nelle ore precedenti alla partita, in una vigilia caratterizzata dalle tensioni legate alla decisione di disputare l’incontro.

Il momento più evidente si è verificato durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano. I calciatori irlandesi sono rimasti in posizione con le mani dietro la schiena e lo sguardo abbassato verso il terreno di gioco. Il capitano Dara O’Shea ha mantenuto la stessa posizione anche quando si è avvicinato al centro del campo per il discorso pregara. Poco dopo ha stretto regolarmente la mano all’arbitro e ai suoi assistenti, ma non ha fatto altrettanto con il capitano israeliano Manor Solomon.

La decisione della squadra prima della partita

La rinuncia alla stretta di mano era stata stabilita già prima del fischio d’inizio. La vigilia della partita era stata infatti segnata da un confronto all’interno della nazionale irlandese sulla possibilità di disputare la gara contro Israele. La squadra ha infine scelto di scendere in campo, accompagnando però la propria partecipazione con alcuni gesti durante il cerimoniale.

I giocatori dell’Irlanda hanno inoltre indossato il lutto al braccio durante la partita. Il segno nero è rimasto visibile per tutto l’incontro e ha accompagnato anche alcuni momenti delle esultanze. Dopo il terzo gol irlandese, Jack Moylan si è tolto il bracciale, lo ha baciato e lo ha sollevato verso l’alto.

La vicenda aveva coinvolto anche Gavin Bazunu, portiere della nazionale irlandese, che aveva deciso di non prendere parte alle due partite contro Israele. La sua assenza era stata motivata pubblicamente attraverso una presa di posizione personale sulla situazione in corso. Il resto della squadra ha invece scelto di giocare regolarmente la sfida prevista in Ungheria.

Le reazioni israeliane

Dal fronte israeliano era arrivata alla vigilia una posizione differente. La Federazione israeliana aveva sostenuto la necessità di mantenere separati calcio e politica, ribadendo l’intenzione dei propri giocatori di rispettare il tradizionale rituale della stretta di mano.

Il responsabile della comunicazione della federazione, Shlomi Barzel, aveva sottolineato come la decisione dell’Irlanda di disputare comunque l’incontro rappresentasse, dal suo punto di vista, un successo per il calcio. Anche il centrocampista Dor Peretz aveva dichiarato che i giocatori israeliani avrebbero mantenuto il gesto di rispetto previsto prima della partita.

Alla fine, il cerimoniale si è svolto in modo diverso da quello abituale. I giocatori israeliani hanno mantenuto la propria posizione, mentre gli irlandesi hanno scelto di non stringere la mano agli avversari. O’Shea ha invece salutato normalmente la terna arbitrale.

Una partita davanti a pochi spettatori

Anche sugli spalti l’atmosfera è stata particolare. La partita si è disputata in Ungheria, sul campo neutro di Debrecen, con una presenza di pubblico molto ridotta rispetto a una normale gara internazionale. Sugli spalti erano presenti soprattutto sostenitori israeliani, mentre la presenza dei tifosi irlandesi è stata limitata.

La sfida si è quindi sviluppata in un contesto insolito, con l’attenzione concentrata sui gesti compiuti prima del calcio d’inizio e sulle scelte della nazionale irlandese. Una volta iniziata la partita, però, l’andamento dell’incontro ha preso rapidamente una direzione precisa.

L’Irlanda chiude la partita nel primo tempo

L’Irlanda ha infatti impiegato appena 13 minuti per passare in vantaggio. Troy Parrott ha trovato la rete che ha sbloccato la partita, portando gli ospiti sull’1-0. Israele non ha avuto il tempo di reagire e poco dopo è arrivato anche il raddoppio.

Al 16′ è stato Adam Idah a firmare il secondo gol della nazionale irlandese. La squadra allenata da Heimir Hallgrímsson ha continuato ad attaccare e al 25′ ha trovato anche la terza rete con Jack Moylan, autore del gol che ha portato il risultato sul 3-0 già nella prima metà dell’incontro.

Nel secondo tempo il risultato non è più cambiato. L’Irlanda ha vinto 3-0 contro Israele, con tutte le reti realizzate nel primo tempo. Parrott ha aperto le marcature al 13′, Idah ha raddoppiato al 16′ e Moylan ha completato il risultato al 25′.

La partita di Debrecen si è così conclusa dopo una giornata nella quale l’attenzione non è stata rivolta soltanto al risultato sportivo. Prima dei tre gol irlandesi, infatti, erano stati il mancato saluto tra i giocatori, lo sguardo abbassato durante l’inno israeliano e i bracciali neri a caratterizzare il prepartita.

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