Vai al contenuto

Regno Unito, allarme esplosivi vicino alla base Raf di Fairford: cinque persone arrestate per terrorismo 

Pubblicato: 28/09/2026 15:46

Quando la sicurezza nazionale viene minacciata nel profondo, le ombre del sospetto e della geopolitica si intrecciano in un groviglio ad altissima tensione che valica i confini continentali. Tra blitz coordinati nella penombra, bonifiche d’emergenza in centri abitati messi improvvisamente sotto chiave ed elicotteri di perlustrazione in volo costante, una tranquilla mattinata si trasforma nel teatro di un’operazione d’intelligence d’imponente portata. Mentre i palazzi del potere internazionale scambiano dichiarazioni al vetriolo e tentano di smarcarsi dalle accuse, gli investigatori lavorano nel massimo riserbo per disinnescare una potenziale bomba a orologeria che avrebbe potuto spalancare scenari di devastazione incalcolabile.

Un’operazione ad altissimo impatto dell’Antiterrorismo britannico ha condotto alla cattura di cinque uomini, tutti di nazionalità britannica e di età compresa tra i 23 e i 25 anni, con l’accusa di aver pianificato un gravissimo attentato. I giovani, tutti residenti a Londra, sono finiti in manette poiché sospettati di aver trasportato una carica di materiale esplosivo a bordo di tre furgoni diretti verso l’insediamento militare della Raf di Fairford, situato nella contea del Gloucestershire. L’infrastruttura bellica, utilizzata congiuntamente dalle forze armate americane, risulta impiegata fin dallo scorso febbraio per condurre incursioni strategiche contro l’Iran nel quadro del conflitto mediorientale.

L’allarme è scattato nella mattinata di domenica 27 settembre nei pressi della base della Royal Air Force, quando la segnalazione circa il potenziale trasporto di ordigni ha spinto le forze dell’ordine a dichiarare un “major incident”. L’area di Whelford è stata sigillata con un cordone di sicurezza e diverse abitazioni sono state evacuate, mentre gli artificieri dell’esercito analizzavano i veicoli sospetti.

Le accuse di terrorismo e la reazione della diplomazia globale

I sospettati, dapprima fermati con l’imputazione di violazione dell’Explosives Act, vedono ora la propria posizione aggravarsi sotto il peso formale delle contestazioni legate al terrorismo. Gli inquirenti hanno definito l’indagine come un fascicolo «a vasto raggio ed enormemente complessa», mantenendo estrema prudenza circa la matrice ideologica del gruppo.

L’eco del blitz ha immediatamente varcato l’Atlantico, incassando il commento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: «Collaborando con la Gran Bretagna, è stato fatto un lavoro straordinario. Li avevamo sotto indagine. Puntavano a causare gravi danni ai nostri aeroporti». Il leader americano ha preferito non rispondere ai giornalisti che chiedevano se tra i fermati vi fossero individui con un passato da migranti.

Parallelamente, da Teheran è giunta la netta e immediata smentita di ogni addebito. Attraverso una nota ufficiale diramata dalla propria rappresentanza diplomatica nel Regno Unito, l’ambasciata iraniana ha respinto «categoricamente» qualsiasi insinuazione di un coinvolgimento diretto o indiretto nella sventata azione contromilitare, rimarcando come i cinque fermati siano unicamente cittadini britannici con domicilio stabile nella capitale inglese.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure