
Torna a livelli di allarme rosso la tensione tra Russia ed Europa. In una sola giornata si incrociano raid su Kiev, lettere minacciose alla Nato, accuse di sabotaggio e la promessa di Mosca di usare tutto il suo arsenale. Al centro di tutto c’è Kaliningrad, l’enclave russa stretta tra Polonia e Lituania, diventata il simbolo di un confronto che non è più solo verbale. L’Alleanza Atlantica conferma di aver ricevuto la missiva del Cremlino e di aver risposto, ma il clima resta da guerra fredda tornata bollente.
Mosca avverte la Nato: “Difenderemo Kaliningrad con l’intero arsenale”
La Russia, attraverso la sua ambasciata in Belgio, ha scritto alla Nato per protestare contro la linea avventurista e irresponsabile dell’Alleanza, che comprenderebbe esercitazioni volte a simulare l’isolamento dell’exclave di Kaliningrad, che aumenta notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto. La Russia è pronta a ricorrere all’intero arsenale di armi a sua disposizione per difendere il proprio territorio, recita la dichiarazione diffusa il 29 settembre 2026. Una minaccia esplicita che include anche la retorica nucleare e che ha immediatamente fatto scattare l’allarme nelle cancellerie europee. La Nato conferma di aver ricevuto la missiva e di aver anche risposto, denunciando le minacce di usare la forza da parte della Russia.
La risposta della Nato
Posso confermare che la Russia ha inviato un documento informale alla Nato e che abbiamo inviato una risposta, sottolineando che siamo un’Alleanza difensiva e che nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo, ha affermato la portavoce della Nato, Allison Hart. Condanniamo con forza la minaccia dell’uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile. Chiediamo alla Russia di porre fine alla sua guerra non provocata in Ucraina. L’uso di tattiche ibride da parte della Russia è un segno di disperazione. Ma non ci faremo dissuadere dal nostro sostegno all’Ucraina. Abbiamo ciò che serve per difendere ogni centimetro del territorio alleato e rimaniamo forti, pronti e in grado di contrastare qualsiasi minaccia.
Accusa dell’Estonia su sabotaggio a fabbrica di droni, Mosca respinge come infondate
Torna alta la tensione dopo l’accusa dell’Estonia contro il Cremlino di aver deliberatamente sabotato con un attacco un’azienda lo scorso agosto. Secondo Tallinn, l’incendio di una fabbrica di droni terrestri sarebbe stato orchestrato da Mosca. Nel briefing quotidiano con la stampa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto categoricamente le accuse, definendole infondate, avventate, assolutamente non corrispondenti alla realtà e prive di qualsiasi argomentazione. Ha aggiunto che non possiamo prendere sul serio dichiarazioni del genere. E non lo faremo. Ma per l’Unione europea la questione è gravissima. La Commissione europea esprime piena solidarietà all’Estonia di fronte a questo attacco sconsiderato e prende atto della chiara attribuzione di tale attacco alla Russia.
Ue e Macron rispondono alla Russia
La replica dell’Occidente è stata immediata e compatta. Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato la pericolosa fuga in avanti della Russia dopo l’incendio di una fabbrica di droni in Estonia attribuita da Tallinn a Mosca. La moltiplicazione di queste azioni ostili fa emergere una pericolosa fuga in avanti da parte della Russia, che potrà soltanto portarla in un vicolo cieco, ha scritto su X. La Russia deve sapere che non avrà la meglio né sulla nostra unità, né sulla nostra determinazione nel continuare a sostenere l’Ucraina. Sulla stessa linea Bruxelles. La Russia sta intensificando gli attacchi in prossimità dei nostri confini e le minacce sul territorio europeo sono sempre più frequenti. Mosca sta quindi cercando di spaventare l’Europa per indurla a ridurre il proprio sostegno all’Ucraina. Questo non accadrà, ha assicurato il portavoce della Commissione Ue, che ha ricordato il finanziamento di tecnologie anti-drone e nuove sanzioni in arrivo.


