Vai al contenuto

“Decisione assurda!”. Ilaria Salis, la notizia che la manda nel panico

Pubblicato: 01/10/2026 11:42

«È con grande rammarico che prendo atto» di una decisione che, secondo Ilaria Salis, rischia di aprire un nuovo capitolo delicato per una persona a lei vicina. L’eurodeputata di Avs ha affidato alle sue parole tutta la preoccupazione per quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi, chiedendo soprattutto garanzie sulla sicurezza e sul trattamento giudiziario del militante.

Il timore espresso da Salis riguarda in particolare la possibilità che la persona coinvolta possa essere trasferita nuovamente in un altro Paese europeo dopo il primo passaggio giudiziario. «È di vitale importanza ottenere dalle autorità tedesche garanzie chiare e vincolanti affinché Gino non venga, per nessuna ragione, consegnato successivamente all’Ungheria», ha dichiarato. Una posizione che accompagna una vicenda giudiziaria internazionale nella quale sono coinvolte autorità di più Paesi e che ha riacceso il dibattito sulle condizioni alle quali vengono disposte le consegne tra Stati.
Leggi anche: Roberto Salis contro il governo: “Repressione”. Scontro con Libero sul caso Ilaria Salis

La decisione della Cassazione francese

Al centro della vicenda c’è Rexhino “Gino” Abazaj, 33 anni, militante antifascista di origine albanese. La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando la sua consegna alla Germania per il procedimento relativo alle presunte aggressioni contro alcuni militanti neonazisti avvenute a Budapest nel febbraio 2023.

Abazaj si trovava a Parigi in libertà vigilata e dovrà ora essere consegnato alle autorità tedesche. Il procedimento riguarda le accuse relative agli scontri avvenuti durante una manifestazione nella capitale ungherese, quando alcuni militanti di estrema destra furono aggrediti con manganelli e martelli.

La posizione di Abazaj si intreccia con quella di altri imputati coinvolti nella stessa vicenda. Per i medesimi fatti, secondo quanto riportato, rischia una pena fino a 24 anni in Ungheria e fino a 10 anni in Germania, anche in relazione alla nazionalità tedesca di alcune delle presunte vittime.

La Francia aveva già respinto nel 2025 la richiesta di consegna diretta all’Ungheria, richiamando il timore di una possibile violazione dei diritti fondamentali. Successivamente, la Germania aveva emesso nei confronti di Abazaj un mandato d’arresto europeo, chiedendone la consegna per gli stessi fatti.

Le parole di Ilaria Salis

La decisione francese ha provocato la reazione di Ilaria Salis, che ha collegato il caso alle proprie vicende giudiziarie e al dibattito sulle accuse rivolte ai militanti antifascisti.

«Speravo sinceramente che la giustizia francese rifiutasse di cooperare con un processo di criminalizzazione dell’antifascismo che trae origine da un’inchiesta costruita sulla base del lavoro della polizia del regime di Orbán».

Salis ha quindi espresso l’auspicio che Abazaj possa affrontare il procedimento in Germania senza essere sottoposto a misure cautelari: «Gino possa restare in libertà e affrontare il procedimento in Germania senza l’applicazione di misure cautelari».

Nel suo intervento, l’eurodeputata ha richiamato anche la questione della cittadinanza italiana di Abazaj, sostenendo che la sua storia personale dovrebbe essere considerata dalle autorità italiane.

«Voglio ricordare un aspetto paradossale e profondamente ingiusto di questa vicenda: Rexhino Abazaj è, di fatto, un italiano senza cittadinanza. È cresciuto in Italia e tutta la sua famiglia ha ottenuto la cittadinanza italiana. A lui, invece, fu negata a causa di una denuncia legata a un picchetto antisfratto, procedimento dal quale è stato successivamente assolto. Le autorità italiane dovrebbero intervenire, riconoscergli finalmente la cittadinanza e garantirgli tutte le tutele che spettano a un cittadino italiano», conclude Salis.

La posizione della difesa

La decisione della Cassazione francese è stata contestata anche dall’avvocato di Abazaj. Il legale ha criticato la scelta dei giudici di confermare la consegna alla Germania, sostenendo che non sarebbero state considerate adeguatamente le condizioni personali del proprio assistito.

«La Cassazione ha tenuto ciecamente in considerazione le esigenze tedesche, il cui carattere illegittimo è evidente, senza nessuna considerazione per la sicurezza personale di Gino, è deprecabile», ha dichiarato.

Anche Thomas Portes, deputato de La France Insoumise, ha protestato contro la decisione: «La Francia si rende oggi complice degli attacchi contro i militanti antifascisti. Gino deve essere messo sotto protezione, questa decisione minaccia oggi la sua vita e la sua sicurezza».

Abazaj ha ricevuto nel tempo il sostegno di diversi esponenti della sinistra francese e di personalità del mondo della cultura, tra cui Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura nel 2022.

Gli altri procedimenti

La vicenda di Abazaj si inserisce in un quadro giudiziario più ampio legato agli episodi avvenuti a Budapest nel febbraio 2023. Nelle stesse ore della decisione della Cassazione francese sono arrivate dall’Ungheria anche le notizie relative alle condanne di altri due militanti antifascisti, Maja T. e Gabriele Marchesi, indicati come coinvolti nelle aggressioni contro militanti di estrema destra.

Per Abazaj, il prossimo passaggio sarà dunque il trasferimento in Germania, dove dovrà affrontare il procedimento a suo carico. Resta invece al centro delle preoccupazioni espresse dalla difesa e da Salis la possibilità di un successivo trasferimento in Ungheria.

La decisione della giustizia francese chiude il ricorso contro la consegna alla Germania, ma lascia aperto il confronto sulle garanzie che le autorità tedesche dovranno fornire riguardo alla permanenza di Abazaj sotto la propria giurisdizione.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure