
Un clamoroso riavvicinamento segna la politica americana: Elon Musk fa il suo ritorno ufficiale nell’amministrazione guidata da Donald Trump, lasciando alle spalle le recenti frizioni legate alla gestione del Doge. Al miliardario è stato affidato un incarico di primissimo piano nello sviluppo delle future strategie di difesa.
L’annuncio si inserisce nel solco tracciato dal segretario Pete Hegseth, che presso la Marine Corps Base di Quantico ha tenuto un discorso di 52 minuti denominato “State of the Force” dinanzi a centinaia di ufficiali. Hegseth ha impresso una svolta radicale, invitando i vertici delle forze armate a «indossare l’armatura di Dio», promuovendo il monitoraggio dei livelli di testosterone e pianificando il taglio del 20% degli alti ranghi ritenuti troppo “woke”. Nel piano rientra la creazione dell’AutoWarCom, comando dedicato ai droni guidato dall’ex marine Owen West, pensato per adeguare l’esercito ai conflitti attuali come quelli in Ucraina e Iran.
La nascita del Project Meridian e le nuove sfide dello spazio
Per guardare oltre i confini bellici convenzionali, il Pentagono ha lanciato il Project Meridian, affidandone la guida a un triumvirato d’eccezione composto da Elon Musk, dall’ex Speaker della Camera Newt Gingrich e dal fondatore di Anduril, Palmer Luckey. Il team avrà 120 giorni per elaborare le prime proposte operative e valutare l’impiego delle nuove tecnologie su teatri d’azione finora inviolati, compresa la Luna. Come evidenziato da Hegseth: «Stiamo assistendo a rapidi progressi nell’intelligenza artificiale, autonomia, energia diretta, robotica, biotecnologie».
I recenti eventi bellici hanno dimostrato che la supremazia di carri armati, navi e caccia non è più sufficiente dinanzi all’impatto devastante di droni da poche decine di dollari. «Questi nuovi domini, modi di combattere e sviluppi tecnologici, modificheranno profondamente la natura della guerra. Per mantenere il dominio globale, gli Usa devono anticipare i futuri ambienti operativi, con una postura orientata al futuro. Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che i migliori analisti dei conflitti futuri non si trovano esclusivamente all’interno del Pentagono. Esistono evidenti pregiudizi e rischi nel pretendere di porci le domande e, al contempo, di darci le risposte», ha rimarcato il segretario.
Il gruppo capitanato da Musk, Luckey e Gingrich lavorerà dunque senza condizionamenti procedurali, orientandosi «sulla individuazione, sviluppo e impiego operativo di armi e sistemi di cui i nostri figli e nipoti avranno bisogno nel corso della loro vita. Senza limitazioni creative o vincoli, per qualsiasi futuro campo di battaglia, dal sottosuolo terrestre fino a oltre la Luna».


