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“Perché si è fermato nei sondaggi!”. Vannacci in crisi: cosa succede al generale

Pubblicato: 01/10/2026 12:07

Il confronto sul futuro di Roberto Vannacci parte da una domanda diretta e arriva rapidamente al rapporto tra consenso elettorale, protesta politica e destra europea. A Otto e mezzo, Lilli Gruber ha chiesto a Marco Travaglio se il fenomeno legato al generale e leader di Futuro Nazionale sia destinato a ridimensionarsi oppure se possa trasformarsi in una nuova fase di crescita dell’estrema destra.

«Il fenomeno Vannacci è destinato a sgonfiarsi oppure c’è il rischio di un’ondata nera nerissima, fascistoide?», è stata la domanda rivolta al direttore del Fatto Quotidiano. Travaglio ha risposto concentrandosi soprattutto sul modo in cui gli avvertimenti contro il rischio di una deriva fascista possono incidere sul consenso di Vannacci e sul profilo degli elettori che lo sostengono.
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Il paragone con l’AfD

Secondo Travaglio, il continuo ricorso all’allarme fascismo potrebbe avere un effetto diverso da quello atteso. «Più, secondo me, si lancia l’allarme fascismo più si gonfia Vannacci perché io credo che l’elettorato di Vannacci sia abbastanza simile a quello dell’AfD», ha spiegato durante il collegamento con il programma di La7.

Il direttore del Fatto Quotidiano ha quindi utilizzato il caso tedesco come termine di paragone, richiamando la crescita dell’AfD e collegandola, nella sua analisi, alla presenza di coalizioni di governo molto ampie.

«L’AfD sfonda oltre ormai il 30% in Germania perché il governo europeo è formato da ‘tutti insieme’, socialisti, popolari, liberaldemocratici e Verdi; il governo tedesco è formato da una grossa coalizione dove ci sono tutti dentro. E quindi la gente incazzata, disperata e impoverita dove va? Va nell’unico posto che non sta al governo, né in Europa né in Germania, cioè a destra».

Il ragionamento di Travaglio individua dunque nella protesta contro le forze di governo uno degli elementi che possono favorire la crescita di una formazione collocata alla destra dell’arco politico.

Vannacci e la destra italiana

Il confronto con la Germania, secondo Travaglio, va però adattato alla situazione italiana. Il direttore del quotidiano ha sottolineato come in Italia una parte della domanda politica di destra sia già stata intercettata dai partiti che sostengono il governo.

«Vannacci è più basso rispetto all’AfD per fortuna perché in Italia c’è già la destra al governo, quindi l’ondata di destra è già stata in parte assorbita da Meloni, Salvini e Tajani nel 2022 e hanno deluso».

Nella sua ricostruzione, una parte dell’elettorato potrebbe quindi spostarsi dai partiti di governo verso Vannacci proprio perché ritiene che alcune promesse non siano state mantenute. Travaglio descrive questa dinamica attraverso una convinzione attribuita agli stessi elettori: «Ci sono quelli che vanno dai partiti di destra di governo a Vannacci perché si illudono che quello che gli altri avevano promesso e poi non sono riusciti a fare, secondo me perché non si può fare, invece lo farà Vannacci perché si può fare e se Salvini, Meloni e Tajani non l’hanno fatto è perché si sono rammolliti o venduti alla sinistra, non so bene per quale altro complotto».

È questa, secondo l’analisi proposta in trasmissione, una delle possibili ragioni alla base del consenso verso il movimento guidato dal generale.

La propaganda e i temi affrontati

Travaglio ha però evidenziato anche alcune differenze tra Vannacci e AfD, soffermandosi sulla capacità di affrontare una gamma più ampia di argomenti politici.

«Vannacci non è particolarmente abile nella sua propaganda come lo sono i leader dell’AfD. I leader dell’AfD hanno un programma su tutto, Vannacci parla sempre di 3-4 cose ma se tu gli chiedi dell’economia non sa di cosa parla, se tu gli chiedi di Israele non apre bocca, lui è semplicemente filorusso, non è nemmeno pacifista, è filorusso, che è una cosa diversa».

Travaglio ha poi proseguito il ragionamento citando le posizioni sulle politiche internazionali: «Se gli chiedi delle politiche di Trump e delle politiche di Netanyahu non le contesta minimamente, quindi diciamo che al momento canta sempre la stessa nenia e rischia di stufare, per questo nei sondaggi in questo momento si è fermato».

Nella stessa risposta, però, ha introdotto un elemento di cautela rispetto alle prospettive future: «Però noi non sappiamo che succede di qui alle elezioni».

La distinzione tra Vannacci e i suoi elettori

Nella parte conclusiva dell’intervento, Travaglio ha invitato a distinguere il profilo politico del leader da quello delle persone che lo votano. Un passaggio che riguarda direttamente il modo in cui viene interpretato il consenso raccolto da Futuro Nazionale.

«Eviterei di confondere i suoi elettori con lui, perché credo che i suoi elettori gli somiglino abbastanza poco, altrimenti dovremmo pensare che gli italiani come i tedeschi si siano improvvisamente trasformati tutti in fascisti o nazisti».

La distinzione proposta da Travaglio riguarda quindi il rapporto tra leader politico ed elettorato. Il consenso verso una determinata formazione, nella sua lettura, non può essere automaticamente utilizzato per attribuire agli elettori le stesse posizioni, caratteristiche o identità politiche del loro rappresentante.

Il confronto televisivo ha così lasciato aperta la questione posta inizialmente da Lilli Gruber: il futuro del fenomeno Vannacci resta legato all’evoluzione del suo consenso e al rapporto con gli altri partiti della destra italiana, mentre Travaglio ha sottolineato che qualsiasi valutazione sulle prossime elezioni deve tenere conto dell’incertezza sul comportamento futuro degli elettori.

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