
Il silenzio di una chiesa, i fiori davanti all’altare e il dolore composto di una comunità hanno accompagnato un ultimo saluto arrivato dopo giorni segnati da interrogativi e accertamenti. Una bara ricoperta di fiori, le persone raccolte accanto ai familiari e una cerimonia scandita dalle parole del sacerdote hanno riportato per qualche ora l’attenzione sulla vita di un uomo la cui morte, a distanza di due settimane, continua a essere al centro di un’inchiesta.
Dietro il lutto, però, rimane una domanda alla quale gli investigatori stanno ancora cercando di dare una risposta: come è stata provocata la ferita che ha causato l’emorragia mortale? È questo il nodo attorno al quale ruotano gli accertamenti, mentre gli inquirenti ricostruiscono gli ultimi momenti e verificano ogni elemento raccolto nell’abitazione.
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L’ultimo saluto a Giancarlo Bernardini
È successo a Bibbiena, nell’Aretino, dove ieri, giovedì 1 ottobre, si sono celebrati i funerali di Giancarlo Bernardini, 70 anni, ex operatore ecologico. L’uomo era morto il 18 settembre dopo una grave emorragia provocata da una profonda ferita alla gamba sinistra, che aveva interessato la vena poplitea.
La chiesa neoromanica di Serravalle era gremita per le esequie. Davanti all’altare si trovava la bara, circondata dai fiori, con rose rosse e un cuscino floreale. Accanto ai familiari c’era la moglie Maria, 59 anni, che al dolore per la perdita del marito deve ora aggiungere quello legato all’inchiesta della Procura di Arezzo.
La donna è stata iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio, come anticipato dal Corriere di Arezzo. L’iscrizione, viene sottolineato, si colloca nella fase preliminare dell’indagine e dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti ancora in corso. Maria non è sottoposta ad alcuna misura cautelare e resta libera. È assistita dall’avvocato Saverio Agostini e sostiene la ricostruzione del fatto accidentale.

La ferita al centro dell’inchiesta
Il decesso risale al 18 settembre. Bernardini si trovava nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel territorio di Bibbiena, insieme alla moglie. Dopo mezzogiorno era stato richiesto l’intervento del 118. Le condizioni del 70enne erano apparse subito molto gravi e l’uomo era stato trasferito in elicottero ad Arezzo, dove è morto in serata.
Da allora, i carabinieri della Compagnia di Bibbiena e del Reparto investigativo di Arezzo stanno cercando di ricostruire quanto accaduto all’interno dell’abitazione. La procura mantiene il riserbo sull’inchiesta, coordinata dal magistrato Giorgio Martano e dal procuratore Gianfederica Dito.
Uno degli aspetti principali riguarda la natura della lesione. Gli investigatori stanno verificando se la ferita sia compatibile con la dinamica accidentale riferita dalla moglie oppure se possa essere stata provocata da un oggetto affilato.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro. Nel corso degli accertamenti sono stati acquisiti anche alcuni coltelli, che saranno sottoposti agli esami necessari per verificare l’eventuale presenza di elementi utili a collegare i reperti alla lesione.
A completare il quadro saranno anche gli accertamenti medico-legali. La relazione del professor Mario Gabbrielli dovrà descrivere nel dettaglio la ferita, particolarmente profonda, che ha interessato la vena poplitea in posizione fronto-laterale.

Le verifiche sulla ricostruzione dei fatti
Gli investigatori hanno raccolto numerose informazioni da familiari e conoscenti e stanno verificando anche le dichiarazioni rese dalla moglie nelle diverse fasi della vicenda, dalla telefonata al 118 agli interrogatori successivi.
Secondo quanto emerge dall’indagine, alcuni elementi del racconto avrebbero attirato l’attenzione degli inquirenti. La difesa continua però a sostenere la versione del sinistro domestico, mentre gli accertamenti dovranno stabilire quale sia stata la dinamica effettiva.
Intanto, durante i funerali, la comunità di Serravalle si è stretta intorno alla famiglia Bernardini. La cerimonia è stata accompagnata dal coro e dall’organo e il sacerdote ha ricordato Giancarlo come un uomo buono e benvoluto.
Al termine della funzione, la salma è stata trasferita al cimitero di Soci. Per gli investigatori, invece, il lavoro non è finito: resta da ricostruire con precisione che cosa sia accaduto nell’abitazione e, soprattutto, quale sia l’origine della ferita che ha portato alla morte del 70enne.


