
Aveva appena un anno Damiano quando è stato trovato privo di sensi nel suo lettino. Il piccolo è morto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, intorno all’1.30 della notte tra giovedì e venerdì, dopo i ripetuti tentativi dei medici di rianimarlo. La tragedia si è consumata a Marocco di Mogliano, dove il bambino viveva con la sua famiglia. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha iscritto nel registro degli indagati la babysitter di 22 anni che quella sera si occupava di lui.
L’iscrizione della giovane, come precisato dalla Procura, rappresenta un atto a garanzia dell’indagata. La ragazza, assistita dall’avvocato Lisa Caldato, potrà infatti nominare un proprio consulente medico-legale che partecipi agli accertamenti sul corpo del bambino. Sarà soprattutto l’autopsia a dover chiarire che cosa sia accaduto e quale sia stata la causa della morte.
La tragedia è avvenuta mentre i genitori, Marta Fasan e Lorenzo Celeghin, erano fuori casa. Damiano era stato affidato alla babysitter insieme alla sorella tredicenne. La giovane conosce da tempo la famiglia ed è considerata un’amica di casa. Studia inoltre per diventare infermiera, un elemento che rende ancora più drammatico il racconto di quelle ore e il tentativo disperato di salvare il bambino.
La babysitter aveva messo Damiano a letto, come aveva fatto altre volte. Quando è tornata nella stanza per controllarlo, però, lo ha trovato immobile e con il volto ormai blu. Ha immediatamente dato l’allarme e ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, mentre al telefono chiedeva l’intervento del 118. Ha continuato le manovre di rianimazione fino all’arrivo dei soccorritori.
«Sono sotto choc. Lo avevo messo a letto. Quando sono andata a controllarlo ho visto che era tutto blu», ha raccontato la ragazza, attraverso la propria legale. «Disperata ho iniziato a fargli il massaggio cardiaco. Era ancora caldo. Mentre cercavo di rianimarlo ho subito chiamato i soccorsi. Sono sconvolta». Parole che restituiscono la concitazione di quei momenti e il dramma vissuto dalla giovane.
I sanitari hanno preso in carico il bambino e lo hanno trasportato d’urgenza al Ca’ Foncello. In ospedale Damiano è stato affidato alle cure dei medici del pronto soccorso, degli anestesisti e dei pediatri, immediatamente allertati per la gravità delle sue condizioni. Nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, però, il cuore del piccolo non ha più ripreso a battere.
Ora l’inchiesta dovrà concentrarsi soprattutto sulle cause del decesso. Tra le ipotesi iniziali c’è quella di un arresto cardiaco provocato da una grave carenza di ossigeno, una possibile ipossia che potrebbe essere stata determinata dall’ingestione accidentale di un corpo estraneo o di un piccolo pezzo di cibo. Si tratta, però, soltanto di una prima ipotesi: al momento nessuno scenario è escluso.
La Procura si prepara quindi a conferire l’incarico per l’esame autoptico, che dovrà fornire gli elementi scientifici necessari a ricostruire gli ultimi momenti di vita di Damiano. Saranno fondamentali anche gli accertamenti per stabilire se vi siano stati segnali precedenti, eventuali problemi di salute o altri elementi capaci di spiegare un malore così improvviso.
Intanto resta il dolore di una famiglia numerosa, colpita dalla perdita del più piccolo. I genitori appartengono al Cammino neocatecumenale e hanno altri sei figli oltre a Damiano. La babysitter, profondamente scossa, dovrà ora affrontare anche l’inchiesta aperta dalla Procura. La difesa si dice fiduciosa che l’autopsia possa chiarire ogni dubbio e stabilire se vi siano o meno responsabilità: per ora, davanti alla morte di un bambino di appena un anno, la risposta è tutta affidata agli accertamenti degli investigatori e dei medici legali.


