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Omicidio Yara Gambirasio: la difesa di Massimo Bossetti punta a chiedere la revisione del processo

Pubblicato: 05/10/2026 13:20

A distanza di anni, il caso di Yara Gambirasio torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La vicenda che ha portato alla condanna definitiva di Massimo Bossetti all’ergastolo continua infatti a essere oggetto delle iniziative della difesa, che punta nuovamente l’attenzione sulle prove raccolte durante le indagini.

Il punto centrale della nuova iniziativa riguarda ancora una volta il Dna e, in particolare, le modalità con cui sarebbe stato acquisito uno degli elementi considerati decisivi nel procedimento. Un passaggio che la difesa ritiene meritevole di ulteriori verifiche e che potrebbe rappresentare, in prospettiva, un tassello di una futura richiesta di revisione.

Prima dell’inizio dell’udienza davanti al Tribunale di Bergamo, uno dei difensori di Massimo Bossetti è intervenuto proprio sul tema delle prove relative all’omicidio della tredicenne di Brembate.

Secondo il legale, il profilo genetico di Ignoto 1, attribuito a Bossetti nel corso delle indagini e del processo, non sarebbe stato prelevato dagli slip della vittima.

È questo uno dei punti sui quali la difesa intende concentrare la propria attenzione nella richiesta di un nuovo esame delle prove.
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La questione del Dna

Il caso ruota ancora attorno alla traccia genetica indicata dagli inquirenti come Ignoto 1 e successivamente attribuita a Massimo Bossetti.

L’ex muratore è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. La condanna è arrivata al termine del lungo iter giudiziario che ha attraversato i diversi gradi di giudizio.

Ora la difesa torna a mettere in discussione un aspetto specifico della prova genetica. L’obiettivo immediato è ottenere un nuovo esame degli elementi già acquisiti, mentre l’eventuale passo successivo potrebbe essere rappresentato da una richiesta di revisione del processo.

La questione sollevata dal difensore riguarda quindi non soltanto l’interpretazione del Dna, ma anche la sua origine e le modalità attraverso le quali la traccia genetica sarebbe stata recuperata.

La richiesta della difesa

L’udienza davanti al Tribunale di Bergamo rappresenta un nuovo passaggio nell’iniziativa intrapresa dalla difesa di Bossetti.

Il legale sostiene che il Dna di Ignoto 1 non sarebbe stato prelevato dagli slip di Yara Gambirasio. Si tratta di un’affermazione destinata a essere valutata nell’ambito della richiesta di esaminare nuovamente le prove.

La difesa guarda quindi a una possibile riapertura della discussione su alcuni degli elementi scientifici che hanno avuto un ruolo fondamentale nel procedimento.

Non si tratta, allo stato, di una nuova sentenza né di una modifica della condanna definitiva. L’obiettivo indicato dal legale è piuttosto quello di ottenere un nuovo esame delle prove, in vista di un’eventuale iniziativa successiva.

L’ipotesi della revisione

La prospettiva indicata dalla difesa è quella di arrivare, in una fase successiva, a una richiesta di revisione del processo.

Perché questo possa accadere, la questione delle prove e degli elementi che secondo la difesa meritano nuovi accertamenti assume un’importanza centrale.

Il procedimento resta dunque legato alla richiesta di verificare nuovamente quanto già acquisito nel corso delle indagini e del processo. Al centro rimane soprattutto la questione del profilo genetico di Ignoto 1, che la difesa considera meritevole di ulteriori approfondimenti.

L’omicidio di Yara Gambirasio, per il quale Massimo Bossetti è stato condannato definitivamente all’ergastolo, torna così ancora una volta davanti alla giustizia. A riaprire il confronto è la richiesta della difesa di sottoporre nuovamente a esame alcune delle prove considerate determinanti nel caso.

Il passaggio davanti al Tribunale di Bergamo rappresenta quindi un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria che, a distanza di anni, continua a concentrarsi sul valore e sulle modalità di acquisizione delle evidenze scientifiche.

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