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Femminicidio Pamela Genini, Soncin: “Comprendo le mie azioni, chiedo scusa alla famiglia di Pamela”

Pubblicato: 05/10/2026 12:17

Il silenzio si è fatto pesante nell’aula della Corte d’Assise di Milano, dove il cinquantenne Gianluca Soncin ha deciso di rompere il mutismo per rendere brevi e inaspettate dichiarazioni spontanee. L’imprenditore, alla sbarra con l’accusa di omicidio pluriaggravato per l’assassinio della compagna, ha preso la parola prima dell’audizione dei testimoni. A voce bassa e tono monocorde, consultando pochi appunti scritti a mano, l’imputato si è rivolto direttamente ai congiunti della vittima: «In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere».

L’uomo ha cercato di manifestare una sorta di ravvedimento per il gesto compiuto, aggiungendo a chiare lettere: «Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità», per poi tornare a sedersi di fianco ai suoi difensori.

MILANO, 4/06/2025 – Tribunale di Milano, Gianluca Soncin, l’uomo che ha ucciso Pamela Genini, lascia il tribunale dopo l’udienza in corte d’Assise

La ricostruzione della tragedia e le accuse in aula

Le parole pronunciate dall’imputato tentano di mettere un punto fermo su una vicenda dai contorni spaventosi, consumatasi la sera del 14 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Gianluca Soncin si era procurato una copia illegittima delle chiavi dell’abitazione della ragazza situata in via Iglesias, nella periferia di Milano, facendovi irruzione a sorpresa.

In quel momento la giovane Pamela si trovava al telefono con l’ex compagno. È stato in quel frangente che si è scatenata la furia dell’uomo, che ha infierito sulla vittima con ben 76 coltellate, colpendola dapprima sul balcone dell’appartamento e proseguendo poi la mattanza all’interno delle mura domestiche. Un’aggressione inaudita che ha portato la Procura a contestare le aggravanti più severe per il reato di omicidio pluriaggravato, il cui iter giudiziario prosegue ora per stabilire la pena definitiva.

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Ultimo Aggiornamento: 05/10/2026 12:18

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