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“Record assoluto!”. Un partito vola nei sondaggi: chi piange davvero

Pubblicato: 05/10/2026 11:39

Il quadro politico delineato dall’ultimo sondaggio Ipsos Doxa mostra una destra attraversata da nuovi equilibri e un’opposizione che, almeno nei numeri complessivi, potrebbe avere le condizioni per contendere la maggioranza al centrodestra. Al centro dello scenario c’è soprattutto la crescita di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che continua ad aumentare i propri consensi.

La rilevazione restituisce quindi una fotografia nella quale il peso dei singoli partiti potrebbe diventare determinante per gli equilibri delle prossime elezioni politiche. La distanza tra le coalizioni cambia infatti sensibilmente a seconda che Futuro Nazionale scelga di correre autonomamente oppure di entrare nella coalizione guidata da Giorgia Meloni.

Secondo il sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per il Corriere della Sera, Futuro Nazionale arriva all’8,8%, guadagnando 1,7 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il movimento di Roberto Vannacci supera così Forza Italia, stimata al 7,3%, e consolida il sorpasso sulla Lega, ferma al 4,7%.

Fratelli d’Italia resta invece il primo partito della destra con il 26,4%, in calo di appena un decimale. Nel complesso, però, il centrodestra tradizionale perde terreno e, senza Futuro Nazionale, si fermerebbe al 39,4%.
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Vannacci cresce e supera Forza Italia

È proprio la crescita di Roberto Vannacci a rappresentare il dato più significativo della rilevazione. Futuro Nazionale guadagna 1,7 punti percentuali e arriva all’8,8%, mentre Forza Italia arretra di un punto e la Lega perde quattro decimi.

Il movimento del generale diventa così la seconda forza politica dell’area di destra, alle spalle di Fratelli d’Italia. I numeri del sondaggio, tuttavia, non permettono di stabilire da quali partiti provengano gli elettori che stanno sostenendo Futuro Nazionale, perché l’indagine non ricostruisce i flussi elettorali.

Il dato è comunque compatibile con un riassetto interno alla destra, più che con una contrazione complessiva dell’area.

La rilevazione arriva inoltre dopo il primo test elettorale di Futuro Nazionale alle suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre. Il candidato vannacciano Domenico Giannetta ha ottenuto il 10,94%, mentre Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, ha vinto con il 51,02%.

Dopo quel risultato, Vannacci ha sostenuto che il suo movimento sarebbe ormai «indispensabile» per consentire al centrodestra di vincere. Il generale, tuttavia, continua a preparare anche l’ipotesi di una corsa autonoma.

Il 2 ottobre ha annunciato di essere al lavoro sui «dieci provvedimenti» che vorrebbe approvare nei primi cento giorni di un eventuale governo. E ha ribadito che, qualora il centrodestra continuasse a considerare Futuro Nazionale incompatibile con la coalizione, il partito potrebbe «andare avanti da solo».

Il campo largo supera il centrodestra

Sul fronte opposto, il sondaggio fotografa una situazione favorevole al cosiddetto campo largo. Il Partito democratico viene stimato al 19,5%, con una flessione di sei decimi, mentre il Movimento 5 Stelle resta stabile al 14,5%.

Alleanza Verdi e Sinistra mantiene invece il 6,3%. Sommando i tre partiti, il blocco arriva al 40,3%, quasi un punto sopra il centrodestra tradizionale, calcolato senza Futuro Nazionale.

Il quadro cambierebbe ulteriormente con l’ingresso delle forze centriste. Italia Viva e +Europa sono entrambe al 2,1% e, insieme alle tre principali forze del campo largo, porterebbero il totale al 44,5%.

Un risultato che, secondo la simulazione collegata al sondaggio, consentirebbe al centrosinistra allargato di superare la soglia prevista dallo Stabilicum per l’assegnazione del premio di maggioranza.

Il confronto interno alla coalizione, però, resta aperto. Il rapporto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sulla leadership del possibile schieramento continua a essere uno dei nodi politici principali.

Alla direzione del Pd del 2 ottobre, Schlein ha rivendicato il ruolo del Partito democratico come prima forza dell’opposizione e ha sottolineato che, nella costruzione di un programma comune, bisognerà tenere conto dei rapporti di forza. Conte ha invece rilanciato l’ipotesi delle primarie per scegliere il candidato premier.

Anche Angelo Bonelli ha contestato l’idea che nel confronto interno debba prevalere esclusivamente «la forza dei numeri».

La simulazione con lo Stabilicum

Il sondaggio prova anche a tradurre le percentuali in una possibile distribuzione dei seggi applicando lo Stabilicum, la legge elettorale attualmente in discussione alla Camera.

Nel caso in cui Vannacci corresse da solo, il campo largo arriverebbe, nella simulazione, a 219 deputati contro i 130 del centrodestra e i 30 di Futuro Nazionale. Al Senato il rapporto sarebbe di 109 seggi per il campo largo, 64 per il centrodestra e 15 per Futuro Nazionale.

Lo scenario cambierebbe radicalmente nel caso di un accordo tra Vannacci e la coalizione guidata da Meloni, con Forza Italia e Lega.

In questo caso il centrodestra raggiungerebbe 222 deputati, contro i 154 del campo largo. Al Senato il rapporto diventerebbe invece di 110 seggi contro 76.

La presenza o meno di Futuro Nazionale nella coalizione assume quindi un peso decisivo nella simulazione elettorale.

Azione resta fuori dai due blocchi

In questo scenario rimane autonoma la posizione di Azione, stimata al 3%, un decimo in meno rispetto alla precedente rilevazione.

Carlo Calenda ha ribadito la volontà di ricostruire uno spazio indipendente di centro e ha espresso la convinzione che Vannacci, alla fine, non entrerà nella coalizione guidata da Meloni.

La scelta delle forze centriste potrebbe dunque incidere ulteriormente sulla composizione dei due principali schieramenti e sugli equilibri necessari per raggiungere la maggioranza.

Resta infine molto ampia l’area di chi non sceglierebbe nessuno dei partiti indicati dal sondaggio. Astensionisti, indecisi, schede bianche e nulle arrivano complessivamente al 40,5%.

La quota è comunque in diminuzione di 2,1 punti rispetto alla precedente rilevazione Ipsos. Il dato conferma però quanto sia ancora consistente l’area di elettori che, allo stato attuale, non esprime una scelta politica.

La fotografia restituita dal sondaggio resta quindi fortemente condizionata dalla collocazione di Futuro Nazionale. Con Vannacci fuori dal centrodestra, il campo largo risulterebbe avanti e potrebbe ottenere il premio di maggioranza; con il generale alleato di Meloni, invece, sarebbe il centrodestra a prevalere nella simulazione.

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