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Nobel per la Fisica a Francis Halzen, l’uomo che ha trasformato l’Antartide in un telescopio

Pubblicato: 06/10/2026 14:37

Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen, fisico di origine belga e professore all’Università del Wisconsin-Madison, per il ruolo decisivo avuto nello sviluppo di IceCube, il gigantesco osservatorio costruito sotto i ghiacci dell’Antartide per studiare i neutrini ad altissima energia provenienti dallo spazio.

Halzen, 82 anni, è stato premiato per avere aperto una nuova strada nell’astronomia: usare particelle quasi impossibili da osservare per ricostruire alcuni degli eventi più violenti dell’universo, dalle esplosioni stellari ai fenomeni legati ai buchi neri.

Cosa sono i neutrini

I neutrini sono particelle subatomiche prive di carica elettrica e con una massa estremamente piccola. Interagiscono pochissimo con la materia e proprio per questo sono spesso definiti “particelle fantasma”.

Attraversano continuamente la Terra e persino il nostro corpo senza lasciare praticamente traccia. Questa caratteristica li rende difficilissimi da osservare, ma anche particolarmente preziosi per gli scienziati: possono viaggiare per enormi distanze senza essere deviati e conservano quindi informazioni sulla regione dello spazio dalla quale provengono.

I neutrini ad alta energia possono essere prodotti da fenomeni estremi, come esplosioni stellari, nuclei galattici attivi e processi legati ai buchi neri.

L’idea di usare il ghiaccio dell’Antartide

La grande intuizione di Halzen fu quella di utilizzare il ghiaccio del Polo Sud come parte integrante di un enorme rivelatore. L’idea venne sviluppata a partire dalla fine degli anni Ottanta e portò alla realizzazione di IceCube, completato nel 2011.

L’osservatorio occupa circa un chilometro cubo di ghiaccio e contiene oltre 5.000 sensori installati a grande profondità sotto la superficie antartica.

Il ghiaccio è particolarmente adatto perché è buio, stabile e trasparente. Quando, molto raramente, un neutrino interagisce con un atomo nel ghiaccio, produce particelle secondarie che generano un debole lampo di luce. I sensori di IceCube registrano quella luce e permettono agli scienziati di ricostruire direzione ed energia del neutrino.

Un nuovo modo di osservare l’universo

La scoperta ha aperto la strada alla cosiddetta astronomia dei neutrini. A differenza della luce, i neutrini possono attraversare regioni molto dense dello spazio senza essere assorbiti o deviati, portando sulla Terra informazioni difficili da ottenere con i telescopi tradizionali.

Nel corso degli anni IceCube ha rilevato neutrini provenienti sia dalla nostra galassia sia da sorgenti extragalattiche. Alcuni eventi hanno consentito di collegare queste particelle a fenomeni cosmici estremamente energetici.

È proprio questo nuovo modo di “guardare” l’universo che l’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha deciso di premiare.

Perché il Polo Sud è il luogo ideale

La posizione di IceCube non è casuale. Sotto il ghiaccio antartico le interferenze sono ridotte al minimo e l’assenza di luce rende più facile individuare i debolissimi segnali prodotti dalle interazioni dei neutrini.

Il volume enorme del rilevatore è altrettanto importante. I neutrini interagiscono così raramente con la materia che per intercettarne un numero sufficiente serve una quantità gigantesca di materiale.

IceCube sfrutta quindi la natura stessa come parte dell’esperimento: invece di costruire un contenitore artificiale, utilizza direttamente un chilometro cubo di ghiaccio antartico.

Halzen e il legame con l’Italia

Francis Halzen mantiene anche rapporti scientifici stretti con l’Italia. È membro del consiglio scientifico del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila e ha ricevuto la telefonata del Nobel proprio mentre si trovava nel nostro Paese.

L’Italia è inoltre protagonista della ricerca sui neutrini con altri grandi esperimenti, tra cui quelli condotti nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso e il progetto KM3NeT, il telescopio per neutrini installato nelle profondità del Mediterraneo.

Il futuro si chiama IceCube-Gen2

Il lavoro non è però concluso. È già in fase di progettazione IceCube-Gen2, una nuova versione dell’osservatorio destinata ad aumentare enormemente il volume di rilevazione e la capacità di individuare neutrini provenienti dalle regioni più remote dell’universo.

Il nuovo progetto dovrebbe arrivare a coprire diversi chilometri cubi di ghiaccio e consentire agli scienziati di localizzare con maggiore precisione le sorgenti cosmiche.

Il Nobel a Halzen premia quindi non solo una scoperta, ma una nuova tecnica osservativa destinata a svilupparsi ancora nei prossimi anni.

Il Nobel 2026

Francis Halzen è l’unico vincitore del Nobel per la Fisica di quest’anno. Il riconoscimento ha un valore di 12 milioni di corone svedesi, circa 1,1 milioni di euro, oltre alla tradizionale medaglia d’oro.

La cerimonia ufficiale si terrà il 10 dicembre a Stoccolma, nell’anniversario della morte di Alfred Nobel. Dopo il Nobel per la Medicina assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per i loro studi sull’optogenetica, la settimana dei premi proseguirà con Chimica, Letteratura, Pace ed Economia.

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