
Ilaria Salis porta al Parlamento europeo di Strasburgo la protesta per il diritto alla casa che sta attraversando la Spagna. L’eurodeputata di Avs prende la parola in plenaria facendo tintinnare un mazzo di chiavi, scelto come simbolo della mobilitazione. «Un simbolo di lotta che speriamo di sentire in tutta Europa», afferma Salis, prima di lanciare un duro attacco al sistema della rendita immobiliare.
Nel suo intervento, Salis punta il dito contro le disuguaglianze nel mercato della casa. «Mentre milioni di persone si ammazzano di lavoro per pagare affitto e mutuo, ci sono pochi privilegiati che vivono di rendita senza lavorare», sostiene l’eurodeputata. Da qui la richiesta di un cambio di prospettiva: «Basta con la rendita parassitaria. La casa è un diritto, non una merce».

Le parole di Salis provocano immediatamente la reazione dai banchi della Lega. A replicare è l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, che contesta soprattutto il riferimento alla rendita e alle proprietà private. «Lei colpevolizza i proprietari di casa definendoli “parassitari”», accusa Tovaglieri. E rilancia: «Di parassitario c’è solo chi occupa abusivamente le case comprate dagli altri».
Il confronto si sposta così sul tema delle occupazioni abusive, uno dei punti più controversi del dibattito sulla crisi abitativa. Salis non arretra e respinge l’impostazione della collega leghista, sostenendo che le occupazioni rappresentino, a suo giudizio, una conseguenza della difficoltà di accesso alla casa.
«Le occupazioni sono il sintomo di una crisi abitativa che voi non volete affrontare», replica l’eurodeputata di Avs. La sua tesi è che un intervento strutturale sulle politiche abitative potrebbe ridurre alla radice il fenomeno: «Con politiche capaci di garantire a tutti il diritto alla casa, nessuno occuperebbe».
Salis sposta quindi nuovamente il bersaglio della sua critica, chiamando in causa la gestione del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Nel suo intervento accusa gli enti che gestiscono le case popolari e i fondi immobiliari di lasciare inutilizzati numerosi alloggi, collegando questo fenomeno alle difficoltà di chi è alla ricerca di una sistemazione.
Il tema degli alloggi sfitti si intreccia così con quello della disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili. È uno dei nodi centrali della discussione sulla casa: da una parte la richiesta di aumentare l’offerta e l’intervento pubblico, dall’altra la necessità di tutelare il diritto di proprietà e contrastare le occupazioni senza titolo.
Lo scontro tra Salis e Tovaglieri mette dunque in evidenza due letture profondamente diverse della crisi abitativa. Da un lato, Salis insiste sulla casa come diritto fondamentale e sulla necessità di intervenire contro le dinamiche speculative; dall’altro, Tovaglieri pone al centro la tutela dei proprietari e il contrasto alle occupazioni abusive.
Il confronto andato in scena a Strasburgo riporta così al centro del dibattito europeo una questione che va oltre il singolo episodio: come garantire l’accesso alla casa in un contesto nel quale affitti e mutui rappresentano per molte famiglie una voce di spesa sempre più pesante, conciliando al tempo stesso diritto all’abitazione, proprietà privata e politiche pubbliche.


