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“Il test è fatto”. L’annuncio del presunto figlio di Celentano

Pubblicato: 07/10/2026 18:52
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Una storia rimasta aperta per decenni è tornata in tribunale e potrebbe arrivare a un passaggio decisivo. Al centro della vicenda c’è Antonio Maria Segatori, 55 anni, che chiede di accertare l’identità del suo padre biologico e sostiene di essere figlio di Adriano Celentano.

La richiesta è stata depositata al Tribunale di Milano. Segatori, originario di Roma, ha ricostruito la vicenda già nei mesi scorsi, raccontando che sua madre, Luigia Biscardi, avrebbe avuto negli anni Settanta una relazione clandestina con il cantante. Da quel rapporto, secondo la sua versione, sarebbe nato lui.

La richiesta di riconoscimento contro Adriano Celentano

Adriano Celentano ha respinto in modo netto questa ricostruzione e ha affidato la propria tutela all’avvocata Giulia Bongiorno, annunciando iniziative contro ulteriori speculazioni. La situazione, però, non si è fermata alle dichiarazioni pubbliche: la questione è approdata nelle aule giudiziarie.

Il primo atto della causa si è svolto il 2 luglio a Milano. L’udienza è avvenuta da remoto e Segatori ha raccontato di essersi trovato per la prima volta, seppure attraverso uno schermo, davanti all’uomo che considera suo padre. Dall’altra parte del collegamento c’erano Celentano e i suoi legali, Carlo Rimini, Giulia Bongiorno e Antonella Rizzi.

L’udienza a distanza e l’appello per il test del Dna

Segatori ha descritto quel momento con parole molto personali: “Eravamo tutti collegati da remoto”, ha spiegato, prima di ricostruire la scena: “Una sensazione strana: io di qua con i miei avvocati, Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, e dall’altra parte dello schermo Celentano con i suoi, Carlo Rimini, Giulia Bongiorno e Antonella Rizzi. Lui guardava fisso davanti a sé, era tranquillo, composto, non parlava, non commentava. L’ho osservato con attenzione, ha 88 anni e i segni dell’età si vedono, ma nel complesso mi sembra ancora in gran forma. Guardarlo, lo ammetto, non mi lascia indifferente. Per quanto in questo momento ci divida una causa, vedo in lui mio padre. E mi emoziono”.

Il 55enne ha quindi rivolto un appello diretto al cantante, riassumendo il cuore della causa civile e la sua richiesta di accertamenti genetici: “Adriano, la verità la conosciamo tutti molto bene, facciamolo ‘sto esame che poi ti chiamo papà”.

Testimoni e accertamenti genetici al centro della causa

Secondo quanto riferito, Segatori non avrebbe portato davanti ai giudici soltanto il proprio racconto. L’uomo sostiene di poter contare su dodici testimoni e su un test del Dna privato, nel quale il suo patrimonio genetico sarebbe stato confrontato con quello della sorella, figlia di Sandro Segatori.

Da quell’esame, sempre secondo la ricostruzione fornita, emergerebbe che i due condividerebbero un solo genitore, la madre. Il test, tuttavia, è stato eseguito in un laboratorio privato e i prossimi passaggi potrebbero chiarire se sarà necessario procedere con ulteriori verifiche attraverso un consulente ufficiale.

Il procedimento a Tivoli e la nuova udienza

Parallelamente alla causa milanese, Antonio Maria Segatori si è rivolto anche ai giudici di Tivoli. In quel procedimento chiede il disconoscimento di Sandro Segatori, l’uomo che sua madre sposò quando lui aveva già cinque anni. Le due azioni giudiziarie rappresentano, quindi, parti della stessa battaglia per ricostruire formalmente le proprie origini familiari.

Dopo l’udienza di luglio, il tribunale ha fissato un nuovo appuntamento per il 12 ottobre. Segatori ha spiegato di non conoscere con certezza le ragioni del rinvio: “Il giudice sembrava convinto, poi è tutto tornato al punto di partenza e ci hanno convocato per una nuova udienza il 12 ottobre. Non so perché”.

Il possibile nuovo esame e una vicenda iniziata nel 1975

L’uomo ha avanzato anche una possibile interpretazione: “Il test è stato eseguito da un laboratorio privato, forse vogliono rifarlo con un consulente ufficiale”. Sarà dunque il procedimento a stabilire se esistano gli elementi per disporre nuovi accertamenti sul Dna.

La vicenda ha radici lontane. Già nel 1975 il Tribunale di Roma si era occupato di una richiesta di riconoscimento della paternità, poi archiviata. A circa mezzo secolo di distanza, Segatori ha deciso di riportare la questione davanti alla giustizia civile, ribadendo la propria motivazione: “Non lo faccio per soldi, voglio solo sapere chi è mio padre”.

La posizione di Celentano e l’attesa per ottobre

Celentano aveva già espresso pubblicamente la sua posizione dopo la prima intervista in cui Segatori si dichiarava suo figlio. In un lungo messaggio pubblicato su Instagram, il cantante aveva negato la ricostruzione e annunciato l’intervento dei suoi legali: “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio. Circa mezzo secolo fa, è stato sollevato un polverone da una signora che sosteneva che io fossi padre di suo figlio. La tanto sbandierata azione giudiziaria contro di me è finita nel nulla. Oggi, un cinquantacinquenne riesce a ottenere le luci della ribalta ripescando la stessa vicenda e dichiarandosi pubblicamente mio presunto figlio. A questo punto credo doveroso affidare un mandato all’avvocato Giulia Bongiorno perché mi tuteli da ogni ulteriore speculazione”.

Il Molleggiato aveva poi scelto l’ironia per rivolgersi direttamente a Segatori: “Caro Antonio, mi spiace contraddirti… Purtroppo io non sono tuo padre… La verità è che io sono tuo nonno!”. Al momento, però, il confronto resta aperto sul piano giudiziario. L’udienza del 12 ottobre sarà un nuovo snodo della causa: Segatori chiede un accertamento sulla paternità, mentre Adriano Celentano continua a negare di essere suo padre.

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