
È trascorso circa un mese da quel ricovero d’urgenza che ha cambiato improvvisamente la quotidianità di Alessandro Di Battista. Dopo il malore e la scoperta del problema, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato sottoposto a un intervento chirurgico a Cuba. Ora, terminata la fase dell’operazione, è iniziato un nuovo percorso, quello delle cure.
A raccontare come sta è stato lo stesso Di Battista, ospite dello studio di DiMartedì, il programma di La7 condotto da Giovanni Floris. Nel corso dell’intervista, l’ex parlamentare ha parlato della propria condizione e del modo in cui sta affrontando questa fase, spiegando anche quanto la malattia riesca a essere presente nella sua quotidianità in alcuni momenti e quasi assente in altri.
La diagnosi, aveva raccontato la settimana precedente, era arrivata dopo un malore e il successivo ricovero. Il tumore al cervello aveva provocato un edema cerebrale e l’intervento aveva consentito di rimuovere una parte consistente della massa.
Ora, però, il percorso è entrato in una fase diversa. Dopo l’operazione sono infatti cominciate le terapie, con l’obiettivo di proseguire il trattamento indicato dai medici.
Leggi anche: Di Battista, la telefonata di Giorgia Meloni dopo la diagnosi di tumore
La nuova fase dopo l’intervento
Nel corso della trasmissione, Di Battista ha spiegato di avere iniziato le cure e ha raccontato anche i timori che le avevano precedute. «Ho iniziato le terapie, temevo gli effetti collaterali», ha detto rispondendo alle domande di Floris.
L’ex parlamentare ha descritto anche il rapporto quotidiano con la diagnosi e con la consapevolezza della malattia. Non si tratta, ha spiegato, di una presenza costante nei suoi pensieri. Ci sono momenti in cui la condizione torna invece a essere molto concreta, soprattutto quando il corpo manifesta qualche difficoltà.
«Quando mi sveglio e non mi sento tanto bene mi ricordo di avere la malattia. Quando conduco una vita normalissima non penso mai di avere una malattia».
Una distinzione che restituisce il modo in cui Di Battista sta affrontando il periodo successivo all’operazione. Da una parte ci sono le terapie e il percorso medico da seguire, dall’altra la volontà di continuare, per quanto possibile, una vita quotidiana normale.

Le parole dei medici
Durante il confronto con Giovanni Floris, Di Battista ha parlato anche delle indicazioni ricevute dai medici e delle prospettive legate al trattamento.
«Ho iniziato le terapie. I medici dicono che ci sono tutte le carte in regola per poter guarire».
L’ex deputato ha quindi spiegato che una parte importante del percorso dipenderà dalla risposta del suo organismo ai farmaci. «Dipende dai farmaci, spero che il mio corpo risponda. Perché non dovrebbe rispondere? Le ultime analisi sono buone, posso continuare a fare le terapie».
Le parole riportate in trasmissione descrivono quindi una fase nella quale il monitoraggio delle condizioni di salute procede insieme alle cure. Le ultime analisi, secondo quanto riferito dallo stesso Di Battista, sarebbero positive e avrebbero consentito di proseguire con il trattamento.
Il percorso rimane comunque legato alla risposta individuale alle terapie, un aspetto sul quale lo stesso ex parlamentare ha posto l’attenzione parlando dei farmaci che sta assumendo.

Le caratteristiche del tumore
Nel corso dell’intervista è emerso anche un elemento che, secondo quanto spiegato da Di Battista, rappresenterebbe un fattore importante rispetto alle possibilità di risposta alle cure.
«Il tipo di tumore che ho ha caratteristiche molecolari che lo rendono vulnerabile alle terapie».
È un aspetto che l’ex parlamentare ha indicato parlando delle prospettive del trattamento e delle valutazioni ricevute dai medici.
Dopo l’intervento effettuato a Cuba per rimuovere gran parte della massa tumorale e affrontare l’edema cerebrale, Di Battista si trova dunque ora nella fase delle terapie. Il racconto fatto a DiMartedì restituisce il quadro di un percorso ancora in corso, nel quale alle valutazioni mediche si affianca la vita quotidiana.
L’ex deputato ha scelto di raccontare pubblicamente questa fase rispondendo alle domande di Giovanni Floris, spiegando non soltanto le indicazioni ricevute dai medici, ma anche il modo in cui la diagnosi incide sulla sua giornata. Un percorso che, nelle sue parole, alterna la consapevolezza della malattia ai momenti nei quali riesce a condurre una vita normale senza pensarci.


