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“Ci ha lasciato”. Addio al grande giornalista italiano, il triste annuncio

Pubblicato: 08/10/2026 07:53

Giornalista brillante, dirigente rigoroso, tifoso appassionato. Mario Stoccuto è morto ieri mattina, a 81 anni. Da qualche tempo era ricoverato all’ospedale di Macerata, dove era stato portato per l’aggravarsi di una malattia con cui conviveva da tempo. Una battaglia che, però, non aveva spento il suo spirito ironico, né quella lucidità che lo aveva sempre contraddistinto e che lo portava a seguire con attenzione le vicende della sua Macerata.

Per decenni è stato una presenza fondamentale nella redazione del Carlino, dove era arrivato ancora ragazzo. Aveva appena cominciato il liceo quando, negli anni Sessanta, mise per la prima volta piede in redazione e iniziò a scrivere i suoi primi articoli. Il suo terreno era quello dello sport, in particolare della pallacanestro, e proprio lo sport sarebbe diventato il filo conduttore della sua lunga carriera giornalistica.

A parte una parentesi dedicata alla cronaca giudiziaria, Stoccuto ha infatti legato gran parte della sua esperienza professionale alle pagine sportive. Per molti anni è stato il responsabile dello sport del Carlino a Macerata, diventando un punto di riferimento per colleghi, lettori e soprattutto per quel mondo sportivo cittadino che aveva raccontato con competenza e passione.

Ma la sua è stata una vita professionale molto più ampia di quella raccontata dalla sola esperienza giornalistica. Parallelamente al lavoro in redazione, Mario Stoccuto si era fatto strada anche nella macchina amministrativa dell’azienda sanitaria di Macerata, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità fino ad arrivare alla guida del settore del personale. Anche in questo ambiente era diventato una figura conosciuta e stimata, una vera istituzione.

E al Carlino, anche dopo il pensionamento, non aveva mai davvero smesso di sentirsi a casa. Aveva lasciato il ruolo di redattore per diventare collaboratore, continuando a mettere la sua esperienza al servizio del giornale con la discrezione che lo aveva sempre caratterizzato. La sua passione più grande restava la Maceratese, che ha seguito per anni anche quando i problemi di salute hanno iniziato a rendere più difficile la sua presenza allo stadio.

Le sue cronache della Rata erano un appuntamento fisso per i lettori del lunedì. Raccontava le partite con lucidità e partecipazione, riuscendo a restituire non soltanto il risultato e gli episodi della gara, ma anche le emozioni di una squadra e di una città. Era il suo modo di continuare a fare il giornalista, con la stessa passione di quando aveva iniziato da ragazzo.

Chi ha avuto la fortuna di lavorare accanto a Mario conserverà soprattutto il ricordo della sua simpatia, del suo equilibrio e della capacità di sdrammatizzare anche nelle situazioni più complicate. Sapeva riportare serenità quando in redazione si accendeva qualche tensione e aveva sempre una battuta pronta. Un equilibrio quasi assoluto, almeno fino a quando la conversazione non finiva sull’altra sua grande fede sportiva: l’Inter.

Dalla redazione del Carlino agli uffici dell’azienda sanitaria, passando per gli spalti dell’Helvia Recina, Mario Stoccuto ha attraversato luoghi e ambienti diversi lasciando ovunque lo stesso segno: quello di una persona capace di farsi voler bene. Una presenza discreta ma costante, che negli anni è diventata parte del tessuto umano e professionale della città.

Mario lascia la moglie Franca, i figli Laura e Stefano e i nipoti. La camera ardente è stata allestita al centro funerario di via dei Velini. Oggi, alle 15.30, nella chiesa di Santa Croce, familiari, amici, colleghi e tanti di coloro che lo hanno conosciuto si ritroveranno per l’ultimo saluto. Per tutti resterà il ricordo di un giornalista, di un collega, di un tifoso e soprattutto di un uomo capace di lasciare una traccia

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