Vai al contenuto

Sondaggi politici, Meloni risale e Schlein perde terreno: FdI al 27%, Pd al 20,4%. Vannacci in calo

Pubblicato: 08/10/2026 14:44

Fratelli d’Italia torna a crescere, il Partito Democratico perde consensi e il distacco tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein si allarga. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio YouTrend per Sky Tg24, diffuso giovedì 8 ottobre, che fotografa le intenzioni di voto degli italiani e il giudizio sulla nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum o Melonellum. Il partito della premier raggiunge il 27%, mentre il Pd scende al 20,4%, con una distanza di 6,6 punti percentuali. Nel frattempo, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si conferma quarta forza politica, davanti a Forza Italia e Lega. Ma il dato più significativo riguarda gli schieramenti: il centrosinistra allargato supera di 3,5 punti l’attuale coalizione di governo, mentre il quadro cambierebbe considerando anche il partito dell’ex generale.

Sondaggi politici, FdI cresce e il Pd arretra: tutti i dati

La rilevazione di YouTrend mostra un rafforzamento di Fratelli d’Italia, che guadagna mezzo punto percentuale rispetto al 24 settembre, raggiungendo il 27%. Una crescita che si accompagna alla flessione del principale partito di opposizione: il Partito Democratico guidato da Elly Schlein perde lo 0,7% e si attesta al 20,4%.

Il divario tra i due partiti sale così a 6,6 punti, aumentando di 1,2 punti rispetto alla precedente rilevazione.

Segnali positivi arrivano invece per il Movimento 5 Stelle, che guadagna lo 0,3% e si colloca intorno al 13%. Forza Italia cresce leggermente, raggiungendo il 7,4%, mentre la Lega continua a perdere terreno, scendendo al 4,8%.

A consolidare la propria posizione è Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che con il 7,8% resta la quarta forza politica italiana. Il dato segna tuttavia una lieve flessione dello 0,3%, confermando una fase di sostanziale stabilità dopo le precedenti rilevazioni.

Ecco le intenzioni di voto:

PartitoConsensiVariazione
Fratelli d’Italia27,0%+0,5
Partito Democratico20,4%-0,7
Movimento 5 Stellecirca 13%+0,3
Futuro Nazionale7,8%-0,3
Forza Italia7,4%+0,1
Alleanza Verdi e Sinistra5,8%—
Lega4,8%—
Azione3,3%-0,1
Italia Viva2,5%—
+Europa1,5%—
Ora!1,2%+0,1
Partito Liberaldemocratico1,1%=
Noi Moderati1,0%—

Fonte: YouTrend per Sky Tg24, 8 ottobre 2026. Variazioni rispetto al 24 settembre, dove disponibili.

Centrodestra e centrosinistra, chi vincerebbe oggi? Il peso di Vannacci

Il confronto tra le coalizioni restituisce uno scenario più equilibrato rispetto a quello dei singoli partiti.

L’attuale maggioranza di governo, composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, raccoglie complessivamente il 40,2% dei consensi.

Il centrosinistra allargato, comprendente Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa, raggiunge invece il 43,7%, superando il blocco di governo di 3,5 punti percentuali.

La situazione cambia considerando un’eventuale alleanza tra il centrodestra e Futuro Nazionale. Con il contributo del partito di Vannacci, il totale arriverebbe al 48%, superando il centrosinistra largo.

Si tratta, naturalmente, di simulazioni basate sulla somma delle intenzioni di voto dei singoli partiti, non di una previsione certa del risultato elettorale. Molto dipenderebbe dalle alleanze effettivamente costruite e dal sistema con cui verrebbero assegnati i seggi.

Nuova legge elettorale, tre italiani su quattro non conoscono lo Stabilicum

Il sondaggio si concentra anche sulla nuova legge elettorale, soprannominata Stabilicum o Melonellum, che potrebbe modificare le regole con cui gli italiani eleggeranno il prossimo Parlamento.

Il primo dato riguarda la conoscenza della riforma: tre italiani su quattro dichiarano di non sapere cosa sia.

Dopo aver ricevuto informazioni sulle principali caratteristiche del sistema, tuttavia, il giudizio degli intervistati risulta leggermente favorevole: il 41% si dice a favore, mentre il 37% è contrario.

Il consenso cambia sensibilmente a seconda delle singole misure previste.

La novità più apprezzata è il voto per i fuorisede, che ottiene l’83% dei consensi. Si tratta della possibilità di consentire agli elettori che studiano o vivono temporaneamente lontano dal proprio Comune di residenza di votare senza dover tornare nel territorio di iscrizione elettorale.

Un risultato positivo emerge anche per il ritorno parziale delle preferenze, sostenuto dal 62% degli intervistati. La stessa percentuale approva l’indicazione del candidato premier da parte delle coalizioni al momento della presentazione del programma, pur trattandosi di una designazione non vincolante.

Premio di maggioranza e capilista bloccati, le misure che non convincono

Non tutte le disposizioni della riforma incontrano il favore degli elettori.

Il premio di maggioranza, pensato per favorire la formazione di una maggioranza parlamentare, divide gli intervistati: il 39% si dichiara contrario, contro il 34% dei favorevoli.

Ancora più netto il giudizio sui capilista bloccati, cioè i candidati collocati in cima alle liste e non direttamente selezionabili attraverso le preferenze. A bocciare questa soluzione è il 56% degli italiani.

Ma il dato forse più significativo riguarda l’obiettivo principale attribuito alla riforma: garantire una maggiore stabilità politica.

Soltanto un italiano su quattro ritiene che lo Stabilicum renderà i governi più stabili. Un risultato che evidenzia lo scetticismo degli elettori sulla possibilità che una modifica delle regole elettorali sia sufficiente, da sola, a evitare crisi di maggioranza e interruzioni anticipate delle legislature.

Elezioni politiche, il 52% degli italiani vorrebbe votare in anticipo

L’ultima parte del sondaggio riguarda il calendario delle prossime elezioni politiche e i criteri che guideranno le scelte degli elettori.

La maggioranza degli intervistati preferirebbe un ritorno anticipato alle urne: il 52% vorrebbe votare prima della scadenza naturale della legislatura, mentre il 34% preferirebbe attendere l’autunno, quando è previsto il termine ordinario.

Tra le ipotesi di voto anticipato viene considerata anche quella della primavera, ma al momento il sondaggio fotografa soltanto le preferenze degli intervistati, non una decisione sul calendario elettorale.

Quanto ai fattori che potrebbero influenzare il voto, il programma politico risulta decisivo per l’88% degli intervistati. Seguono le alleanze considerate sgradite, indicate dal 73%, e la figura del candidato presidente del Consiglio, ritenuta importante dal 67%.

Numeri che confermano quanto la costruzione delle coalizioni potrebbe pesare sul risultato delle prossime elezioni. Se Fratelli d’Italia mantiene un vantaggio significativo sul Pd, il confronto tra gli schieramenti appare più aperto. E il ruolo di Roberto Vannacci, con un partito accreditato di quasi l’8%, potrebbe diventare determinante nella definizione dei futuri equilibri politici.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure