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Elezioni anticipate, spunta l’ipotesi maggio 2027: la decisione di Meloni

Pubblicato: 09/10/2026 07:35

Elezioni politiche anticipate nella primavera del 2027, anziché alla scadenza naturale della legislatura in autunno. È uno degli scenari che cominciano a circolare nella maggioranza di centrodestra, alimentato dalle dichiarazioni di Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Il parlamentare ha aperto alla possibilità di accorpare le elezioni politiche con le amministrative di maggio, salvo poi precisare che l’obiettivo del partito resta quello di portare a termine la legislatura. Parole che hanno riacceso il dibattito sul futuro del governo e che, secondo alcune indiscrezioni, non sarebbero state gradite dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sullo sfondo resta anche il passaggio parlamentare della riforma elettorale, considerato particolarmente delicato per gli equilibri della maggioranza.

Elezioni anticipate a maggio 2027, cosa ha detto Lucio Malan

A riportare al centro della discussione l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne è stato Lucio Malan, intervenuto durante la trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato ha ragionato sulle difficoltà legate alla collocazione delle prossime elezioni politiche, indicando nella primavera una possibile alternativa al voto autunnale.

«La scadenza è cinque anni, abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre. Il difetto per il voto a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale, e poi c’è da fare la legge di Bilancio che è molto delicata come cosa», ha spiegato.

Da qui l’ipotesi di anticipare l’appuntamento elettorale di alcuni mesi: «Per cui, potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali».

Un ragionamento che ha immediatamente attirato l’attenzione, perché introduce la possibilità di una conclusione anticipata della legislatura, nonostante l’assenza di una crisi di governo dichiarata.

La precisazione di Malan: «La legislatura va fino in fondo»

Dopo le reazioni suscitate dalle sue parole, Malan è tornato sull’argomento per chiarire la posizione di Fratelli d’Italia.

«Per quanto ci riguarda la legislatura va fino in fondo e cioè fino all’autunno del 2027, ferme restando le prerogative del Capo dello Stato», ha precisato.

Una dichiarazione che ridimensiona l’ipotesi delle elezioni anticipate e ribadisce l’intenzione ufficiale di arrivare alla scadenza naturale.

Il riferimento al voto di maggio, tuttavia, ha alimentato diverse interpretazioni all’interno della maggioranza. Secondo alcune ricostruzioni, Giorgia Meloni non avrebbe apprezzato l’uscita del capogruppo, ritenendo prematuro aprire pubblicamente una discussione sulla fine della legislatura.

Altri osservatori leggono invece quelle parole come il segnale che l’eventualità di un voto primaverile sia già entrata nei ragionamenti politici del centrodestra.

Si tratta, in entrambi i casi, di interpretazioni e indiscrezioni: al momento non risulta annunciata alcuna decisione ufficiale di anticipare le elezioni.

Legge elettorale, il voto segreto alla Camera e il possibile passaggio al Quirinale

Un altro elemento al centro delle valutazioni politiche è la riforma della legge elettorale, sulla quale la maggioranza è chiamata a misurare la propria compattezza.

Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni politiche, Meloni avrebbe indicato il voto definitivo sul provvedimento come uno dei passaggi cruciali per il futuro dell’esecutivo.

L’attenzione si è concentrata in particolare sul voto segreto previsto alla Camera per giovedì 8 ottobre, considerato un banco di prova per la tenuta della coalizione.

In caso di bocciatura della riforma, la presidente del Consiglio avrebbe prospettato la possibilità di recarsi al Quirinale per un confronto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Non si tratterebbe, tuttavia, di uno scioglimento automatico delle Camere: un’eventuale sconfitta parlamentare su un provvedimento non determina necessariamente la caduta del governo.

Al momento, secondo il quadro descritto dalle fonti politiche, a Palazzo Chigi non emergerebbero tensioni tali da far pensare a una crisi imminente.

Chi decide se andare alle elezioni anticipate

Un eventuale ritorno alle urne prima dell’autunno 2027 richiederebbe comunque un passaggio istituzionale preciso.

La presidente del Consiglio potrebbe aprire una crisi di governo, ma la decisione di sciogliere anticipatamente le Camere spetta al presidente della Repubblica, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento.

Il Quirinale dovrebbe inoltre valutare il quadro politico e parlamentare, compresa l’eventuale possibilità di formare un nuovo governo sostenuto da una maggioranza diversa.

La prospettiva di un voto a maggio resta quindi un’ipotesi politica, non una decisione già assunta.

La riforma elettorale approvata l’8 ottobre

Nel frattempo è arrivato un aggiornamento decisivo rispetto allo scenario descritto nei giorni precedenti. Giovedì 8 ottobre la Camera ha approvato definitivamente la nuova legge elettorale, con 227 voti favorevoli e 164 contrari nello scrutinio segreto. La riforma introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza per le coalizioni che superano il 42% dei voti.

Reuters

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È dunque venuta meno l’ipotesi di una crisi immediata provocata dalla bocciatura del provvedimento.

Resta invece aperto il confronto politico sulla durata della legislatura. Le dichiarazioni di Malan hanno mostrato che l’eventualità di un voto nella primavera 2027 è oggetto di discussione, ma non è stata annunciata alcuna convocazione anticipata delle elezioni.

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