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Gennaro Gattuso, non si era mai saputo prima: la rivelazione shock sulla malattia

Pubblicato: 09/10/2026 17:53

Gennaro Gattuso si è raccontato senza filtri al Festival dello Sport di Trento, parlando della miastenia oculare con cui convive da circa quindici anni e del dolore ancora fortissimo per la morte della sorella Francesca. L’attuale allenatore della Lazio ha spiegato che proprio la malattia autoimmune agli occhi contribuì alla decisione di lasciare il calcio giocato, quando sentiva di avere ancora molto da dare.

“Da 15 anni faccio uso di cortisone”, ha raccontato Gattuso, spiegando che senza la terapia torna a manifestarsi la diplopia, cioè la visione doppia. Il tecnico ha ammesso che convivere ogni giorno con la malattia non è semplice, ma ha anche sottolineato di averla ormai accettata e di aver imparato a gestirla.

La miastenia oculare e il problema della vista

La miastenia oculare è una forma di malattia autoimmune che colpisce soprattutto i muscoli che controllano gli occhi e le palpebre. Nel caso di Gattuso, uno dei sintomi più evidenti è stata proprio la diplopia, problema che gli provocava una visione alterata e che si era già manifestato negli ultimi anni della sua carriera da calciatore.

Gattuso ha ricordato che c’è chi, con la stessa malattia, può essere costretto a letto per mesi, incapace di muoversi normalmente. “Io l’ho accettata, ci lavoro”, ha spiegato, aggiungendo però che assumere cortisone ogni giorno “non è facile”. Per questo ha modificato anche alcune abitudini di vita: da quasi sette anni non beve alcol e presta molta attenzione all’alimentazione.

“Ho smesso quando avevo ancora molto da dare”

Gattuso ha spiegato che la malattia arrivò quando aveva 34 anni e che proprio quel problema contribuì alla fine della sua carriera da calciatore. “Ancora ne avevo”, ha detto, ricordando di sentirsi ancora competitivo, ma di avere dovuto fare i conti con una condizione che rendeva sempre più complicato continuare ad allenarsi e giocare ai massimi livelli.

La miastenia oculare lo aveva già costretto in passato a fermarsi e sottoporsi ad accertamenti. Negli anni successivi Gattuso ne aveva parlato pubblicamente, raccontando anche quanto fosse difficile convivere con la visione doppia per molte ore al giorno.

Il ricordo della sorella Francesca

Il momento più emozionante dell’intervento è arrivato quando Gattuso ha ricordato la sorella Francesca, morta nel 2020 a soli 37 anni. A distanza di sei anni, il dolore resta intatto.

“Ho perso una sorella molto giovane. Darei tutto quello che ho per passare un’ora con lei”, ha raccontato. Gattuso ha spiegato anche quanto sia difficile osservare il dolore dei propri genitori, ricordando che nessun padre o madre è preparato alla possibilità di perdere un figlio.

“Mi manca e non riesco a sognarla”

Gattuso ha confidato anche un dettaglio molto personale: il fatto di non riuscire a sognare Francesca gli provoca ancora sofferenza. “Mi manca tanto e non riesco a sognarla”, ha raccontato davanti al pubblico di Trento.

Il ricordo della sorella si è intrecciato con quello della propria malattia e con una riflessione più generale sulla vita. Il tecnico ha spiegato di avere imparato a relativizzare le proprie difficoltà, pensando a chi deve affrontare situazioni ancora più gravi.

Gattuso: “Si va avanti”

Il messaggio finale di Gattuso è stato quello che ha caratterizzato gran parte della sua carriera: andare avanti nonostante tutto. “Si va avanti fino a quando Dio ci dà la forza di continuare”, ha detto, spiegando di non volersi lasciare definire né dalla malattia né dal dolore.

Oggi, a 48 anni, Gattuso continua il proprio percorso da allenatore sulla panchina della Lazio. Al Festival dello Sport, però, per una volta il calcio è rimasto sullo sfondo: al centro sono finiti la convivenza con la miastenia, i sacrifici quotidiani e il ricordo di Francesca, la ferita più profonda di una vita trascorsa quasi sempre sotto i riflettori.

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