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Guerra in Ucraina, Putin e Trump verso una nuova telefonata: a Miami si tratta sulla fine del conflitto

Pubblicato: 09/10/2026 16:24

La diplomazia prova ad accelerare mentre la guerra continua a colpire duramente l’Ucraina. Il Cremlino ha fatto sapere che Vladimir Putin e Donald Trump potrebbero sentirsi al telefono a breve, mentre negli Stati Uniti sono in programma colloqui tra gli inviati americani e la delegazione ucraina per discutere nuove proposte sulla possibile fine del conflitto.

Il nuovo round negoziale si tiene a Miami e coinvolge Steve Witkoff e Jared Kushner per la parte americana. Secondo le informazioni disponibili, ai colloqui dovrebbero partecipare anche esponenti europei e rappresentanti delle istituzioni occidentali. Sul tavolo ci sono garanzie di sicurezza per Kiev, possibili intese sul dopoguerra e nuove formule per sbloccare una trattativa che da mesi resta ferma.

Putin e Trump verso un nuovo colloquio

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che una telefonata tra Putin e Trump è attesa a breve. Mosca continua inoltre a mantenere aperto il canale con gli inviati americani, sottolineando che Witkoff e Kushner sono sempre benvenuti nella capitale russa e che Putin è disponibile a incontrarli.

Il messaggio del Cremlino arriva mentre Washington cerca di costruire una nuova proposta capace di tenere insieme le richieste russe e ucraine. Gli Stati Uniti parlano apertamente di una guerra entrata in una fase di stallo pericoloso, con fronti relativamente fermi ma bombardamenti sempre più intensi sulle città e sulle infrastrutture.

Witkoff e Kushner al lavoro sul nuovo piano

Prima dell’incontro di Miami, Witkoff e Kushner hanno avuto un colloquio con Donald Trump per presentargli le idee maturate nelle ultime settimane e raccogliere le indicazioni del presidente americano.

Secondo le fonti statunitensi, i due inviati stanno lavorando a “nuove idee e proposte” sviluppate dopo i recenti contatti con Mosca e Kiev. Ai colloqui partecipano anche rappresentanti del Consiglio per la sicurezza nazionale e del Dipartimento del Tesoro americano, mentre sono stati invitati consiglieri di sicurezza di Regno Unito, Francia e Germania, oltre a funzionari della Nato e dell’Unione europea.

Kiev chiede garanzie e difese aeree

Per l’Ucraina uno dei punti centrali resta quello delle garanzie di sicurezza. Zelensky ha ribadito che un eventuale accordo non può limitarsi a congelare il fronte, ma deve prevedere strumenti concreti per impedire una nuova offensiva russa.

Nel confronto con Washington, Kiev vuole inoltre tornare a discutere di difesa aerea e forniture militari. Negli ultimi giorni l’Ucraina ha subito una nuova ondata di bombardamenti che ha provocato decine di vittime, spingendo Zelensky a chiedere un rafforzamento dei sistemi antiaerei e antibalistici.

Zaporizhzhia colpita all’alba

Mentre si prepara il nuovo round diplomatico, gli attacchi non si fermano. Nelle prime ore del mattino la Russia ha colpito Zaporizhzhia con bombe guidate, provocando almeno un morto e nove feriti, tra cui un bambino.

Secondo le autorità locali, sei attacchi hanno interessato una zona residenziale e alcune strutture civili. Gli edifici hanno subito danni e diversi veicoli sono stati distrutti o incendiati.

L’episodio si inserisce in una nuova fase di intensificazione dei bombardamenti russi sulle città ucraine, con particolare attenzione alle infrastrutture energetiche e logistiche.

La guerra aerea continua

Russia e Ucraina continuano a colpirsi anche in profondità. Kiev ha annunciato attacchi contro infrastrutture energetiche russe, tra cui la raffineria di Ukhta, mentre Mosca sostiene di avere colpito strutture portuali e imbarcazioni utilizzate dalle forze ucraine.

Nel frattempo, anche le regioni russe di confine restano coinvolte. Nella regione di Belgorod sono state segnalate vittime e feriti dopo nuovi bombardamenti ucraini.

La guerra resta quindi sempre più caratterizzata dagli attacchi a lunga distanza, mentre sul fronte terrestre la situazione continua a essere descritta come sostanzialmente bloccata.

Von der Leyen: “Sono crimini di guerra”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha denunciato la nuova escalation russa, parlando di decine di morti e centinaia di feriti in pochi giorni e definendo gli attacchi contro civili e infrastrutture “crimini di guerra”.

Bruxelles ha ribadito l’intenzione di continuare a sostenere Kiev con sistemi di difesa aerea, droni, missili e aiuti economici, oltre alle risorse necessarie per riparare le infrastrutture energetiche prima dell’inverno.

L’inverno pesa sui negoziati

Il fattore tempo diventa sempre più importante. Mosca continua a colpire la rete energetica ucraina mentre Kiev cerca di proteggere centrali, linee elettriche e infrastrutture strategiche prima dell’arrivo del freddo.

Proprio l’avvicinarsi dell’inverno sta aumentando la pressione sulle trattative. Gli Stati Uniti vogliono capire se esista uno spazio per un’intesa, mentre l’Ucraina insiste sulla necessità di evitare una soluzione che lasci il Paese esposto a una nuova offensiva.

La possibile telefonata tra Trump e Putin e i colloqui di Miami rappresentano quindi il nuovo passaggio diplomatico da osservare. Ma per ora il contrasto tra tavolo negoziale e realtà sul terreno resta netto: mentre si discute di pace, la guerra continua.

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