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Trump-Putin, accordo sul diesel russo: Washington sospende temporaneamente le sanzioni a Mosca. Interviene Zelensky

Pubblicato: 09/10/2026 21:42

Donald Trump annuncia un’intesa con Vladimir Putin per aumentare rapidamente l’offerta di gasolio sui mercati americano e globale. Dopo una telefonata definita dal presidente statunitense “di grande successo”, la Russia si è impegnata a fornire oltre 300mila tonnellate di diesel nell’immediato, altre 500mila tonnellate a novembre e un milione di tonnellate subito dopo. In una fase successiva, secondo Trump, potrebbero arrivare ulteriori 3 milioni di tonnellate.

Per rendere possibile l’operazione, il Dipartimento del Tesoro americano ha disposto una sospensione temporanea di alcune restrizioni sul diesel russo, attraverso una licenza generale dell’Office of Foreign Assets Control. La misura segna un cambio di passo significativo nella politica energetica americana verso Mosca, dopo anni di sanzioni legate alla guerra in Ucraina.

Trump: “I prezzi del gasolio scenderanno rapidamente”

Il presidente americano ha collegato direttamente l’accordo con Mosca alla necessità di ridurre i prezzi dei carburanti, diventati uno dei principali problemi economici interni agli Stati Uniti.

“Grazie al nostro controllo dello Stretto di Hormuz e a questo importante annuncio sull’energia russa, i prezzi del gasolio per gli americani e per il mondo intero scenderanno rapidamente e in misura record”, ha scritto Trump.

Il presidente ha indicato in particolare agricoltori, allevatori e autotrasportatori tra le categorie che dovrebbero beneficiare della riduzione dei prezzi, ribadendo che il contenimento del costo del diesel resta una delle priorità della sua amministrazione.

La sospensione temporanea delle sanzioni

L’accordo è accompagnato dalla decisione del Tesoro americano di consentire temporaneamente la commercializzazione del diesel russo. L’Ofac ha emesso una licenza generale che permette determinate operazioni legate alla fornitura del prodotto sui mercati internazionali.

Si tratta di una misura mirata e temporanea, adottata in un momento in cui l’offerta mondiale di diesel è fortemente sotto pressione. Le guerre in Iran e Ucraina, gli attacchi alle raffinerie russe e le tensioni sulle rotte energetiche hanno contribuito negli ultimi mesi a spingere i prezzi verso livelli molto elevati.

Interviene Zelensky

Secondo Volodymyr Zelensky capo dello Stato ucraino, qualsiasi cedimento sul piano delle misure punitive rischia di trasformarsi in un assist strategico per il Cremlino, minando la fermezza dell’alleanza occidentale. «Qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia, in assenza di un accordo chiaro e duraturo di de-escalation, rappresenta un’evidente debolezza», ha denunciato con fermezza il presidente. Proseguendo nella sua disamina, il leader politico ha sottolineato le drammatiche implicazioni di questa scelta sul campo di battaglia: «Gioca a favore della Russia, permettendole di uccidere di più, di prolungare la guerra, di mostrare ancora meno rispetto per l’America e di infliggere al mondo perdite e danni ancora maggiori».

Un cambio di rotta nei rapporti con Mosca

L’intesa con Putin assume anche un forte significato politico. Gli Stati Uniti hanno mantenuto negli ultimi anni un ampio sistema di sanzioni contro il settore energetico russo e avevano vietato l’importazione di prodotti petroliferi russi dopo l’invasione dell’Ucraina.

La scelta di autorizzare ora nuove forniture di diesel rappresenta quindi una deroga importante, giustificata dalla Casa Bianca con l’emergenza legata ai prezzi e alla disponibilità di carburante.

Il provvedimento arriva inoltre mentre Washington continua a sostenere diplomaticamente Kiev e a cercare una soluzione negoziale alla guerra in Ucraina, rendendo ancora più delicato l’equilibrio tra pressione politica su Mosca e necessità economiche interne.

Mosca: “Benefici per il mondo intero”

Da parte russa, la reazione è stata positiva. Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato speciale di Putin per la cooperazione economica internazionale, ha definito il colloquio tra i due presidenti molto proficuo.

Secondo Dmitriev, una maggiore cooperazione tra Stati Uniti e Russia nel settore dell’energia e del gasolio potrebbe produrre benefici non soltanto per i due Paesi, ma per l’intero mercato globale.

Mosca aveva ridotto fortemente le esportazioni di diesel nelle scorse settimane dopo i danni subiti da diverse raffinerie russe a causa degli attacchi ucraini. Proprio la contrazione dell’offerta russa aveva contribuito alla tensione sui prezzi internazionali.

Diesel alle stelle negli Stati Uniti

L’annuncio arriva dopo settimane di fortissima pressione sul mercato americano. Il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha superato i 6 dollari al gallone, con effetti particolarmente pesanti sui trasporti, sull’agricoltura e sulla logistica.

Nei giorni precedenti Trump aveva già adottato altre misure d’emergenza, tra cui l’ampliamento temporaneo dell’uso del cosiddetto diesel rosso, normalmente riservato a mezzi agricoli e attività fuori strada, con il differimento di alcune imposte federali.

L’accordo con la Russia rappresenta però un intervento molto più ampio perché punta direttamente ad aumentare l’offerta fisica di prodotto disponibile sul mercato.

L’effetto sui mercati

L’annuncio ha avuto un impatto immediato sulle quotazioni. Dopo le parole di Trump, i prezzi del petrolio e dei prodotti raffinati hanno registrato una flessione, con il mercato che ha iniziato a incorporare l’ipotesi di una maggiore disponibilità di diesel nei prossimi mesi.

Resta però da capire quanto rapidamente le forniture russe potranno arrivare effettivamente sul mercato e quale sarà il loro peso rispetto alla domanda complessiva.

Gli Stati Uniti consumano quantità molto elevate di diesel ogni giorno, quindi le prime 300mila tonnellate annunciate rappresentano un sollievo immediato ma non sufficiente da solo a risolvere il problema strutturale dell’offerta.

Trump torna anche sull’Iran

Nel messaggio con cui ha annunciato l’accordo, Trump è tornato anche sul dossier iraniano. “Deve essere chiaro che l’Iran non avrà un’arma nucleare”, ha scritto, collegando ancora una volta politica energetica e sicurezza internazionale.

Il presidente americano continua infatti a indicare il controllo delle rotte del Golfo e dello Stretto di Hormuz come uno degli elementi centrali della strategia energetica americana.

La combinazione tra l’apertura alle forniture russe e la gestione della crisi nel Golfo rappresenta ora il nuovo tentativo dell’amministrazione di spingere verso il basso i prezzi del carburante. La promessa di Trump è netta: il diesel deve tornare a costare meno, e deve farlo rapidamente.

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Ultimo Aggiornamento: 09/10/2026 22:36

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