Caos al Maradona durante Napoli-Frosinone, partita valida per la sesta giornata di Serie A. Nel primo tempo un episodio arbitrale ha scatenato le proteste della squadra di Massimiliano Alvini: l’arbitro Ermanno Feliciani ha assegnato un calcio di rigore agli azzurri per un contatto tra Giorgio Cittadini e Rasmus Hojlund, il danese ha fallito dal dischetto ma il penalty è stato fatto ripetere dopo l’intervento del Var. Sul secondo tentativo si è presentato Kevin De Bruyne, che non ha sbagliato.
L’episodio nasce da un contatto molto leggero in area, giudicato comunque sufficiente dal direttore di gara per indicare il dischetto. Il Frosinone ha protestato immediatamente, mentre le immagini hanno mostrato un tocco effettivamente minimo sul tallone dell’attaccante del Napoli. Una decisione destinata a far discutere anche perché il Var, in presenza di un contatto, non ha ritenuto di poter intervenire per correggere la valutazione dell’arbitro. :chatgpt-content-reference{index=”2″}
Il contatto tra Cittadini e Hojlund
L’azione si sviluppa intorno alla mezz’ora. Hojlund entra in area in progressione e incrocia la traiettoria di Cittadini. Il difensore del Frosinone lo tocca leggermente e il centravanti danese finisce a terra, chiedendo subito il calcio di rigore.
Feliciani non ha dubbi e indica il dischetto. I giocatori del Frosinone protestano, convinti che il contatto sia troppo lieve per giustificare la massima punizione. Le immagini mostrano in effetti un tocco molto leggero, ma sufficiente a spiegare perché il Var non abbia richiamato il direttore di gara alla revisione.
L’ex arbitro Luca Marelli, intervenuto durante la diretta DAZN, ha spiegato che a suo giudizio si trattava più di uno scontro di gioco regolare che di un fallo da rigore, ma ha anche chiarito che il protocollo Var non consentiva un intervento netto proprio perché il contatto esisteva. :chatgpt-content-reference{index=”3″}
Hojlund sbaglia dal dischetto
Sul pallone si presenta lo stesso Hojlund. Il danese calcia con il sinistro, ma il tiro non è abbastanza angolato e Lorenzo Palmisani riesce a respingerlo, facendo esplodere l’esultanza del Frosinone.
La gioia degli ospiti dura però pochissimo. Dopo la ripresa dell’azione, Feliciani viene richiamato dal Var e blocca il gioco. Il problema non riguarda il rigore assegnato, ma la posizione del portiere al momento della battuta.
Le immagini mostrano che Palmisani aveva entrambi i piedi staccati dalla linea di porta prima che Hojlund colpisse il pallone. In base al regolamento, il portiere deve mantenere almeno una parte di un piede sulla linea, in linea con essa o dietro la linea fino al momento del tiro.
Il rigore viene fatto ripetere
La decisione è quindi quella di ripetere il penalty. A quel punto il Napoli cambia rigorista: Hojlund lascia il pallone a Kevin De Bruyne, indicato come primo specialista dagli undici metri nelle gerarchie azzurre.
Il belga si presenta sul dischetto e questa volta non lascia scampo a Palmisani, calciando con precisione e portando avanti il Napoli. La decisione sulla ripetizione è stata giudicata corretta anche da Marelli, proprio per la posizione irregolare del portiere. :chatgpt-content-reference{index=”4″}
Le proteste del Frosinone
Le proteste del Frosinone si sono concentrate soprattutto sull’origine dell’episodio, cioè sul rigore concesso per il contatto tra Cittadini e Hojlund. Il tecnico Massimiliano Alvini e i giocatori ciociari hanno contestato con grande veemenza la decisione dell’arbitro, ritenendo eccessiva la concessione della massima punizione.
Più difficile contestare, invece, la ripetizione del tiro. La posizione di Palmisani era irregolare e il regolamento in questi casi prevede che il rigore venga ripetuto se il portiere para la conclusione dopo essersi mosso in anticipo senza mantenere almeno un piede sulla linea.
Il vero punto di discussione resta quindi la valutazione iniziale di Feliciani.
Marelli: “Per me più scontro di gioco che rigore”
La lettura dell’ex arbitro Luca Marelli sintetizza bene il dibattito. Secondo l’esperto arbitrale, il contatto c’è ma è “leggerissimo” e, nel complesso, l’azione gli appare più come un normale scontro di gioco che come un fallo da rigore. :chatgpt-content-reference{index=”5″}
Una valutazione che però non cambia la dinamica del Var. Una volta accertato che il contatto esiste, il margine per definire la decisione di campo come un chiaro ed evidente errore si riduce notevolmente.
È proprio questo che ha reso l’episodio così controverso: una decisione molto severa sul primo contatto, seguita però da una correzione tecnicamente corretta sulla posizione del portiere.
De Bruyne conferma le gerarchie dal dischetto
L’episodio ha anche chiarito un aspetto interno al Napoli: il rigorista principale resta De Bruyne. Hojlund aveva chiesto di calciare il primo tentativo, ma dopo l’errore e la decisione di ripetere il penalty lo staff azzurro ha riportato il belga sul dischetto.
De Bruyne ha trasformato senza esitazioni, confermando le gerarchie previste alla vigilia. :chatgpt-content-reference{index=”6″}
Per Hojlund resta invece un errore che, grazie alla ripetizione, non ha avuto conseguenze immediate sul risultato. Ma l’episodio è destinato comunque a far discutere, soprattutto per la valutazione del contatto che ha dato origine a tutto.
Un episodio destinato a far parlare
Napoli-Frosinone si accende quindi non soltanto per il risultato, ma per una sequenza arbitrale che concentra in pochi minuti tutti gli elementi più delicati del calcio moderno: contatto minimo, discrezionalità dell’arbitro, limiti dell’intervento Var e applicazione rigorosa della regola sui portieri durante i penalty.
Il Frosinone contesta il rigore originario, il Napoli sfrutta la seconda opportunità e De Bruyne porta avanti gli azzurri. La ripetizione, regolamento alla mano, appare corretta. Molto più discutibile resta invece la valutazione iniziale sul contatto tra Cittadini e Hojlund.
Ed è proprio lì che resterà concentrata la polemica dopo la partita.


