Vai al contenuto

Nodulo polmonare, lo specialista spiega tutto su Papa Leone: cosa succede adesso

Pubblicato: 11/10/2026 14:48

Papa Leone XIV ha annunciato che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli dopo la scoperta di un nodulo circoscritto al polmone. Sulla situazione è intervenuto Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), che ha commentato la notizia in un’intervista all’Adnkronos Salute.
Leggi anche: Papa Leone, scoperto un nodulo al polmone: “Nei prossimi giorni mi opererò”

«I noduli polmonari benigni non vengono operati, ma tenuti sotto controllo. Se, invece, si decide di intervenire chirurgicamente, è probabile che si tratti di una lesione che necessita di essere asportata», spiega lo specialista. Micheletto sottolinea che la possibilità di intervenire chirurgicamente rappresenta un elemento positivo, perché soltanto una piccola percentuale dei tumori polmonari può essere operata. In molti casi, infatti, la malattia viene individuata quando è già in fase avanzata.

Tumore al polmone, i sintomi possono comparire tardi

Secondo il pneumologo, i sintomi del tumore polmonare tendono a manifestarsi tardivamente e possono essere poco specifici. Tra i segnali possibili figurano il dolore al torace, che può essere associato a una malattia già avanzata, e la presenza di sangue nell’espettorato, ovvero nel catarro. Micheletto precisa di non conoscere la situazione clinica del Pontefice e di non poter quindi formulare valutazioni specifiche sul suo caso.

Lo specialista ricorda inoltre la forte associazione tra tumore al polmone e fumo. Un nodulo circoscritto, localizzato cioè in un’area limitata dell’organo, può invece essere operabile e, in molti casi, l’intervento può risultare risolutivo. Le tecniche chirurgiche mininvasive permettono anche di ridurre i tempi di ricovero, che possono arrivare indicativamente a dieci giorni, in base alle condizioni del paziente e alla complessità dell’operazione.

Come funziona l’intervento chirurgico al polmone

Durante l’operazione, spiega Micheletto, viene rimossa soltanto la porzione di polmone interessata dalla lesione. I medici prelevano anche alcuni linfonodi, che vengono sottoposti a un esame istologico per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. L’esito di questi accertamenti contribuisce a stabilire se l’intervento sia sufficiente oppure se siano necessarie ulteriori terapie.

Se i linfonodi risultano negativi, in alcuni casi l’asportazione chirurgica può essere sufficiente. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva. La scelta dipende quindi dai risultati degli esami e dalle caratteristiche della lesione.

Un ruolo centrale è svolto dalla diagnosi precoce, che può consentire di individuare eventuali noduli prima che la malattia raggiunga uno stadio avanzato. Per rilevarli è possibile ricorrere alla Tac, ma lo screening non è raccomandato indistintamente a tutta la popolazione. L’esame comporta infatti un’esposizione alle radiazioni e deve essere valutato in base al rischio individuale, soprattutto nelle persone con una storia significativa di fumo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure