
La Russia starebbe intensificando i piani per assassinare dirigenti e figure di primo piano dell’industria della difesa europea. È l’allarme emerso dalle informazioni raccolte da diverse agenzie di intelligence occidentali, secondo quanto riferisce il Financial Times. Nel mirino degli agenti legati al Cremlino non ci sarebbero soltanto obiettivi militari, ma anche amministratori delegati e dirigenti di aziende europee impegnate nel settore degli armamenti. Una minaccia che avrebbe già spinto alcune società a rafforzare le misure di protezione dei propri vertici. Intanto, mentre proseguono gli attacchi russi in Ucraina, con un bambino di 11 anni ucciso nella regione di Dnipropetrovsk, il presidente americano Donald Trump torna a parlare di negoziati: «Putin vorrebbe molto raggiungere un accordo». E rivolge nuove critiche al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenendo che Kiev avrebbe dovuto accettare un’intesa già due anni fa.
Russia, l’allarme dei servizi segreti: nel mirino i dirigenti della difesa europea
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che ha raccolto le testimonianze di funzionari appartenenti a cinque diverse agenzie di intelligence occidentali, Mosca starebbe aumentando gli sforzi per colpire figure di rilievo dell’industria europea della difesa.
Gli obiettivi individuati nei presunti piani russi comprenderebbero amministratori delegati e altri dipendenti di alto livello delle aziende del settore.
Si tratterebbe di un’evoluzione particolarmente preoccupante delle attività attribuite ai servizi russi.
Gli omicidi mirati contro obiettivi civili europei, un tempo considerati un limite difficilmente superabile persino dalle agenzie di spionaggio di Mosca, starebbero infatti assumendo un peso crescente nelle strategie operative denunciate dalle fonti occidentali.
Le informazioni raccolte dall’intelligence avrebbero già prodotto conseguenze concrete sul piano della sicurezza.
Diverse aziende avrebbero deciso di rafforzare le misure di protezione attorno ai propri dirigenti, nel timore che le minacce possano tradursi in attentati.
Le indiscrezioni, tuttavia, non costituiscono una conferma indipendente dell’esistenza di specifici piani di assassinio. Non sono stati resi noti, nelle informazioni disponibili, i nomi dei possibili bersagli né i dettagli delle operazioni ipotizzate.
Attacchi russi in Ucraina, ucciso un bambino di 11 anni
Mentre cresce l’allarme sul fronte della sicurezza europea, la guerra in Ucraina continua a provocare vittime tra i civili.
Un bambino di 11 anni è morto e altre cinque persone sono rimaste ferite in seguito agli attacchi russi condotti nella serata di sabato nella regione di Dnipropetrovsk, secondo quanto comunicato dalle autorità locali ucraine.
L’attacco più grave ha colpito la località di Pokrovske, nel distretto di Nikopol.
Tra i feriti ci sono anche due minori, una bambina di 10 anni e un ragazzo di 12, trasportati in ospedale insieme a un uomo di 47 anni e due donne di 49 e 61 anni.
Il bilancio è stato riferito dai media ucraini sulla base delle informazioni diffuse dai funzionari regionali.
Secondo il governatore Oleksandr Hanzha, le forze russe hanno attaccato la regione di Dnipropetrovsk oltre 30 volte nel corso della giornata di sabato, utilizzando droni e artiglieria.
Nel distretto di Nikopol sono stati danneggiati edifici residenziali, una stazione di servizio e un’ambulanza.
Altri bombardamenti hanno interessato la comunità di Zelenodolsk, nel distretto di Kryvyi Rih, dove sono stati segnalati danni ad abitazioni private e infrastrutture.
Nella comunità di Mykolaiv, nel distretto di Dnipro, gli attacchi hanno invece danneggiato veicoli e macchinari agricoli.
Trump: «Putin vuole raggiungere un accordo, Zelensky avrebbe dovuto accettare due anni fa»
Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a parlare della possibilità di raggiungere un’intesa per porre fine alla guerra.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin gli avrebbe manifestato la volontà di arrivare a un accordo.
«Vladimir Putin vorrebbe molto raggiungere un accordo», ha dichiarato il presidente americano.
Trump ha poi rivolto nuove critiche al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenendo che la guerra avrebbe potuto essere risolta in precedenza.
«La guerra poteva essere risolta molte volte ma Zelensky non ha voluto fare un accordo. Se avesse fatto un accordo due anni fa sarebbe stato meglio per lui, avrebbe potuto fare un accordo migliore», ha affermato.
Si tratta della ricostruzione politica proposta dal presidente statunitense, non di una valutazione condivisa dalle parti coinvolte nel conflitto.
Trump ha inoltre sostenuto che l’Ucraina dovrebbe tenere elezioni, riaprendo il dibattito sulla situazione politica interna del Paese.
Ucraina, la questione delle elezioni durante la guerra
Le dichiarazioni di Trump sulle elezioni ucraine arrivano mentre il Paese continua a essere sottoposto alla legge marziale, introdotta dopo l’invasione russa del febbraio 2022.
La normativa ucraina non consente lo svolgimento delle elezioni nazionali durante la legge marziale. L’organizzazione di una consultazione richiederebbe quindi un cambiamento del quadro giuridico e la soluzione di importanti problemi di sicurezza.
Tra le difficoltà ci sono la possibilità di garantire il voto ai militari impegnati al fronte, ai cittadini sfollati, agli ucraini rifugiati all’estero e agli abitanti dei territori occupati.
Le parole del presidente americano si inseriscono così in un confronto diplomatico ancora complesso, nel quale restano aperte questioni fondamentali come la sicurezza dell’Ucraina, il controllo dei territori occupati e le condizioni di un eventuale cessate il fuoco.
Europa in allerta tra minacce e guerra in Ucraina
Le informazioni pubblicate dal Financial Times sui presunti piani russi contro i dirigenti della difesa europea aggiungono un ulteriore elemento di tensione a uno scenario già segnato dalla prosecuzione del conflitto.
Da una parte, le agenzie di intelligence occidentali segnalano il rischio di operazioni mirate contro figure civili legate all’industria militare. Dall’altra, gli attacchi sul territorio ucraino continuano a provocare morti, feriti e danni alle infrastrutture.
In questo contesto, le dichiarazioni di Trump sulla disponibilità di Putin a negoziare non equivalgono all’annuncio di un’intesa imminente.
La distanza tra le posizioni diplomatiche e la situazione sul campo resta significativa: mentre Washington insiste sulla possibilità di un accordo, l’Ucraina continua a denunciare bombardamenti contro il proprio territorio e i servizi occidentali segnalano nuove possibili minacce alla sicurezza europea.


