
Tutto sarebbe cominciato con una lieve infiammazione alle vie respiratorie, un disturbo apparentemente banale che ha spinto Papa Leone XIV a sottoporsi ad alcuni accertamenti medici. Proprio durante quei controlli sarebbe stato individuato il nodulo al polmone annunciato domenica dal Pontefice al termine dell’Angelus. Una scoperta inattesa, arrivata quando la formazione era ancora in una fase molto iniziale, e che ha portato i medici a consigliare un intervento chirurgico senza attendere ulteriormente.
La decisione di operarsi subito potrebbe però avere anche una ragione legata agli impegni del Papa. Leone XIV vuole infatti rispettare il programma del suo importante viaggio in America Latina, previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. A spiegarlo è padre Alejandro Moral Anton, amico del Pontefice, per dodici anni suo collaboratore e successivamente suo successore alla guida dell’ordine degli agostiniani. «Penso che voglia fare questa operazione subito per non cancellare le visite che ha nel mese di novembre», ha raccontato.
L’infiammazione e gli esami che hanno portato alla scoperta
Secondo le ricostruzioni delle ultime ore, i primi accertamenti sarebbero stati effettuati meno di un mese fa nell’ambulatorio dello Stato della Città del Vaticano. Il Papa avrebbe deciso di approfondire le cause di una leggera infiammazione respiratoria. Gli esami avrebbero così permesso di individuare una formazione polmonare ancora circoscritta, che non aveva provocato sintomi specifici.
La scoperta sarebbe stata tenuta riservata a una cerchia molto ristretta di persone. Tra coloro che ne erano a conoscenza figurerebbero il segretario particolare don Edgar Rimaycuna e il medico vaticano Luigi Carbone, che già seguiva Papa Francesco e che accompagna Leone XIV anche durante i viaggi internazionali. La decisione definitiva di procedere con l’operazione risalirebbe invece a pochi giorni fa.
L’annuncio pubblico ha sorpreso gran parte della Curia romana, rimasta all’oscuro sia degli accertamenti sia della prospettiva di un ricovero. Il Pontefice ha voluto comunicare personalmente ai fedeli la propria situazione, spiegando che i medici hanno individuato il nodulo in una fase precoce e che, proprio per questo, hanno suggerito di rimuoverlo chirurgicamente.
Il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma potrebbe avvenire già martedì 13 ottobre, anche se la comunicazione ufficiale della Santa Sede ha indicato più genericamente i primi giorni della prossima settimana. Un calendario particolarmente ravvicinato che comporterebbe la rinuncia ad alcuni appuntamenti già programmati, tra cui la celebrazione di mercoledì per la conclusione dell’incontro con i presidenti delle conferenze episcopali.
Perché il Papa vuole accelerare l’operazione
A pesare sulla scelta dei tempi sarebbe soprattutto il desiderio di non modificare gli impegni internazionali. Leone XIV considera particolarmente importante il viaggio in America Latina, soprattutto il ritorno in Perù, il Paese dove ha trascorso circa vent’anni della sua vita prima come missionario e poi come vescovo.
La trasferta prevede anche una visita a Cusco, città peruviana situata a oltre tremila metri di altitudine. Un impegno che rende particolarmente importante affrontare per tempo l’intervento e il successivo recupero, anche se al momento non esistono indicazioni ufficiali sui tempi della convalescenza.
Un segnale della volontà del Papa di confermare il viaggio è arrivato proprio durante l’Angelus di domenica. Poco prima di annunciare l’operazione, Leone XIV ha salutato i pellegrini della Hermandad del Señor de los Milagros, ringraziandoli per le preghiere in vista della visita che, ha ribadito, compirà in Perù.
Secondo padre Moral Anton, il Pontefice avrebbe quindi scelto di anticipare il più possibile l’intervento per preservare gli appuntamenti di novembre. «Penso che abbia detto: facciamo adesso l’operazione, così rispettiamo il programma del viaggio», ha spiegato l’agostiniano, precisando di aver appreso la notizia del ricovero direttamente dalla televisione.
Restano invece interrogativi sugli impegni delle prossime settimane. Tra quelli più importanti figura la partecipazione all’incontro interreligioso di Assisi del 27 ottobre, organizzato a quarant’anni dallo storico appuntamento voluto da Giovanni Paolo II. La presenza del Pontefice dipenderà dall’andamento dell’intervento e dai tempi necessari per la ripresa.
Chi conosce Leone XIV descrive comunque un uomo sereno e metodico, abituato ad affrontare con calma anche le situazioni più delicate. «Lui è una persona molto, molto calma: la affronterà come la cosa in programma da fare quel giorno», ha assicurato padre Moral Anton.
Per il momento, dunque, l’obiettivo è rimuovere il nodulo individuato precocemente e consentire al Papa di riprendere i propri impegni. Le informazioni disponibili non permettono ancora di conoscere la natura della formazione né di stabilire con certezza quanto durerà la convalescenza. Ma la volontà di Leone XIV appare chiara: affrontare immediatamente l’operazione e, se le condizioni di salute lo consentiranno, partire regolarmente per l’America Latina.


