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Caos alla Camera, Giorgetti umiliato: “È indecente, mai visto”

Pubblicato: 13/10/2026 14:52

Immaginate di dover parlare del futuro economico di un intero Paese, dei conti, delle tasse, del debito, di una manovra da miliardi, e di trovarvi davanti file e file di banchi vuoti, sedie vuote, microfoni spenti. Pochi volti, sguardi imbarazzati, il brusio assente. E voi che iniziate con un saluto ai molti deputati presenti, con un filo di ironia che nasconde tutta l’amarezza del momento.

Giorgetti illustra il Documento di finanza pubblica di fronte alla Camera vuota

Un’Aula praticamente vuota e appena cinque deputati di maggioranza presenti compreso il relatore hanno accolto Giancarlo Giorgetti alla Camera, dove ha presentato il Documento programmatico di finanza pubblica, la cornice della futura legge di Bilancio. Tanto che il ministro dell’Economia apre il suo intervento salutando, con un filo di ironia, i molti deputati presenti. L’ironia del titolare del Tesoro però diventa polemica quando i cronisti gli chiedono di commentare le numerosissime assenze, soprattutto all’interno della sua coalizione. In un colloquio con Repubblica infatti Giorgetti si sfoga, non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa, dice riferendosi al voto sulla risoluzione che autorizza lo scostamento di bilancio da 29 miliardi, previsto qualche ora dopo. Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia, è la chiosa finale che ha fatto il giro dei palazzi.

Il messaggio della Lega e il voto a favore

Ma come mai i banchi della maggioranza erano pressoché deserti mentre Giorgetti ha tenuto il suo intervento? Al netto di ricostruzioni e retroscena, al Fatto Quotidiano risulta che venerdì scorso i delegati d’aula della Lega, Massimiliano Panizzut e Simona Bordonali, hanno inviato a tutti gli eletti un messaggio di convocazione in aula per il voto sullo scostamento alle 12.30, sottolineando che non sarebbero state ammesse assenze o missioni. Non sfugga un particolare, l’intervento di Giorgetti era programmato per le 9.30, quindi l’ordine di presentazione dei vertici del Carroccio comunque non avrebbe evitato l’Aula vuota durante il discorso del ministro. Ad ogni modo poi i deputati alla Camera sono arrivati e anche in massa, tanto che la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio è stata approvata con 219 voti a favore e 210 contrari. Tutto è bene quel che finisce bene e polemica chiusa? Sempre Giorgetti, dopo il voto, soddisfatto dai voti in Aula? Beh, di vincere abbiamo vinto.

La solidarietà beffarda delle opposizioni

Occasione ghiottissima per l’opposizione, che immediatamente è passata all’attacco, esprimendo la propria beffarda solidarietà al ministro. Una voce su tutte, quella della deputata Pd Maria Cecilia Guerra, che nel suo intervento ha detto, ha parlato di fronte ad un’Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza, è indecente. Un affondo che ha messo in luce l’imbarazzo del centrodestra, stretto tra la necessità di mostrare compattezza sui conti e una gestione dell’Aula che ha lasciato a desiderare.

Cosa ha detto Giorgetti

Nel merito del suo discorso, Giorgetti ha usato una metafora marinaresca per descrivere la situazione economica, quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare in questi anni. Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. Questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza, puntando a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno, pronostica il ministro, a primavera sarà possibile l’uscita dalla procedura d’infrazione, solo sfiorata a settembre per meno dell’1% di troppo nel rapporto deficit Pil.

Rispetto a questa linea di sostenibilità e prudenza, argomenta Giorgetti, un passo consapevole di deviazione è la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia europea che consente lo scostamento per un importo pari allo 0,6% del Pil ogni anno, per le spese su difesa ed energia. Uno spazio di manovra che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica, ma anche, almeno nella fase iniziale, a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese in difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione. Per questo, spiega, è una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso. L’auspicio, afferma, è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati.

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Ultimo Aggiornamento: 13/10/2026 15:23

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