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“Costretta alle dimissioni da Trump”. Terremoto politico: l’annuncio

Pubblicato: 13/10/2026 17:32

La Casa Bianca scarica Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia ed ex compagna di Donald Trump Jr. «Abbiamo chiesto all’ambasciatrice Kimberly Guilfoyle di dimettersi. Le auguriamo ogni bene». Con queste parole, la nuova portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, ha annunciato la decisione durante il suo primo briefing con la stampa, aprendo un nuovo capitolo in una vicenda che intreccia diplomazia, affari privati e presunti favoritismi.

Al centro del caso ci sono le indagini del Dipartimento di Stato, dalle quali sarebbero emersi elementi relativi ai rapporti tra Guilfoyle e alcuni imprenditori greci e americani. Secondo le accuse, la diplomatica avrebbe favorito gli interessi commerciali di alcuni uomini d’affari in cambio di viaggi di lusso. Si tratta di contestazioni che gettano un’ombra sul suo operato istituzionale e sollevano interrogativi sull’eventuale sovrapposizione tra relazioni personali, interessi economici e funzioni pubbliche.

Le polemiche, tuttavia, non nascono oggi. In precedenza, diversi esponenti democratici avevano puntato il dito contro Guilfoyle, accusandola di aver promosso gli interessi commerciali di un’azienda greca durante alcuni impegni ufficiali. Secondo i suoi critici, il ruolo di ambasciatrice sarebbe stato utilizzato per agevolare attività imprenditoriali private. Accuse che hanno alimentato le richieste di chiarimenti sulla condotta della diplomatica e sulla gestione dei suoi rapporti con il mondo degli affari.

A rendere la vicenda ancora più delicata è il caso dei 100mila dollari che Guilfoyle avrebbe chiesto a un importante donatore repubblicano per saldare un debito personale con American Express. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la diplomatica si sarebbe rivolta a Eric Deters, sostenitore di Donald Trump, proponendogli il proprio aiuto per risolvere alcune questioni fiscali e legali. In cambio, gli avrebbe chiesto di coprire il conto della sua carta di credito, per un importo pari a 100mila dollari.

La ricostruzione del quotidiano americano si basa anche su alcuni messaggi che Guilfoyle avrebbe inviato a Deters attraverso Signal, l’applicazione di messaggistica utilizzata per comunicazioni private. «Non risulterà da nessuna parte se trasferisci il denaro ad American Express. Ti prego», avrebbe scritto la diplomatica, secondo le conversazioni citate dal giornale. Un passaggio particolarmente controverso, perché solleva dubbi sulla natura della richiesta e sulle modalità con cui sarebbe stato prospettato il trasferimento del denaro.

I messaggi risalirebbero al luglio 2025, pochi giorni prima dell’udienza di conferma della nomina di Guilfoyle ad ambasciatrice in Grecia. La tempistica aggiunge un elemento di particolare rilievo alla vicenda: la richiesta di pagamento sarebbe arrivata mentre la sua designazione diplomatica era ancora al centro del procedimento di conferma. «Tesoro, ti prego, ho bisogno che tu sbrighi questa cosa per me oggi stesso», avrebbe scritto a Deters, insistendo affinché la questione venisse risolta rapidamente.

Dal canto suo, Eric Deters ha dichiarato di non aver effettuato il pagamento richiesto. La sua versione conferma almeno un punto della ricostruzione riportata: il denaro, secondo quanto da lui riferito, non sarebbe stato versato. Resta quindi da chiarire la portata dei contatti tra i due, così come la natura dell’aiuto che Guilfoyle avrebbe prospettato al donatore in relazione alle sue questioni fiscali e legali.

La vicenda riporta sotto i riflettori il delicato confine tra incarichi pubblici e interessi privati, soprattutto quando a essere coinvolti sono esponenti di primo piano dell’ambiente politico vicino al presidente. Guilfoyle, già figura nota nel mondo conservatore americano e legata alla famiglia Trump attraverso la sua precedente relazione con Donald Trump Jr., si trova ora al centro di contestazioni che riguardano sia la sua attività diplomatica sia presunti comportamenti nella gestione di rapporti economici personali.

La richiesta di dimissioni annunciata dalla Casa Bianca segna dunque una svolta politica significativa. Le accuse, che dovranno essere valutate sulla base degli elementi disponibili, riguardano presunti favoritismi commerciali e una richiesta di denaro a un donatore repubblicano. Per ora, il dato politico è chiaro: l’amministrazione ha chiesto a Guilfoyle di lasciare l’incarico. Sul piano delle responsabilità, invece, sarà necessario distinguere le contestazioni dalle eventuali conclusioni degli accertamenti, in una vicenda che rischia di trasformarsi in un nuovo caso imbarazzante per l’entourage di Donald Trump.

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