
Un matrimonio che si spezza, un veleno rarissimo e un giallo che si fa sempre più fitto. Ora le indagini sul duplice omicidio di madre e figlia a Pietracatella puntano in una direzione precisa, tre nomi, tre legami strettissimi con la famiglia distrutta, e una scia digitale che parte da una scuola agraria e arriva fino a Reddit, dove qualcuno chiedeva come uccidere con la ricina fingendosi uno scrittore.
Morte avvelenate da ricina, il cerchio dei sospetti su tre persone
Monia, amica speciale di Gianni Di Vita. Michele, marito di Monia. E una stretta parente di Gianni, probabilmente una cugina. Sarebbero questi i tre individui su cui si concentrano le attenzioni degli inquirenti chiamati a fare chiarezza sul duplice omicidio premeditato di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina. Anche in questa ottica diventano fondamentali le quattro perquisizioni sui pc di altrettanti istituti scolastici, in cui i nuovi possibili protagonisti del giallo lavorano. La procura punta dritto su questo triangolo, mentre al setaccio finiscono i computer di quattro scuole del Molise.
Le scuole e i legami con i sospettati, prima l’agrario di Riccia, dove Michele lavora come tecnico di laboratorio e dove è presente una serra. Quindi, sempre a Riccia, il liceo scientifico dove ha insegnato Monia. Mercoledì il classico di Campobasso, in cui studiavano Sara e la sorella primogenita Alice, diplomata a luglio. Infine il liceo Silvio Di Lalla a Casacalenda, dove una cugina di Gianni è insegnante di sostegno. Una mappa che incrocia lavoro, famiglia e veleno, con un dettaglio che inquieta, nell’agrario c’è tutto l’occorrente per maneggiare piante tossiche come il ricino.
I dubbi su Gianni Di Vita e l’ipotesi shock
I dubbi su Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. Secondo quanto riferito da Corriere della Sera e Repubblica, addirittura i dubbi degli inquirenti si spingerebbero persino oltre. Fino a ipotizzare che mamma e figlia siano state avvelenate per sbaglio nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso. E che quella tossina fatale fosse invece per lo stesso marito e padre, Gianni Di Vita. Tre persone, una verità. E una storia che, stando a quanto emerso in lunghi mesi di indagini e oltre 200 audizioni in procura, porrebbe le sue radici in un matrimonio ormai fratturato dall’interno. Antonella, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe voluto separarsi dal marito a causa delle sue presunte relazioni extraconiugali con altre donne, passate e presenti.
I pc sequestrati e le strane ricerche su Reddit
La soluzione, come detto, potrebbe arrivare dal web. In particolare dalle decine di pc disponibili nei quattro istituti scolastici molisani e da cui una mano anonima, collegata sulla piattaforma americana Reddit da una zona compatibile con quella di Campobasso, fin da agosto 2025 avrebbe chiesto informazioni precise sulla ricina fingendosi uno scrittore. E ponendo domande su come ricavare il veleno dalla pianta così come sui suoi effetti letali, se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati? Un account rimasto sospettosamente disattivo nei giorni intorno alla morte delle due donne per poi tornare il 5 gennaio, dieci giorni dopo la tragedia, a chiedere per quanto tempo rimanessero le tracce della ricina e se potessero essere rilevate da un’autopsia. Intorno alle 17 di lunedì sono terminate le perquisizioni all’Agrario di Riccia. Nulla è stato portato via fisicamente, sono stati acquisiti dei dati da un server centralizzato che gestisce le connessioni di rete, ha spiegato Giovanni Alfonso, consulente informatico nominato dalla difesa di Gianni Di Vita. Nessuno dei 71 computer presenti nell’istituto è stato dunque sequestrato. Martedì gli accertamenti informatici proseguiranno al Liceo scientifico di Riccia.


