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Bimbo con dolore alla gamba, fanno la lastra e restano senza parole: “Era da tre anni nella sua schiena”

Pubblicato: 14/10/2026 13:32

Per tre anni ha pedalato, corso, giocato a calcio con un pezzo di bicicletta piantato nella schiena. Nessun dolore, nessun segno visibile, solo una piccola cicatrice sul fianco che sembrava guarita. Poi a 13 anni un dolore strano alla gamba destra, che non passava, che si allargava. Gli esami che non trovano nulla, fino a una radiografia che svela l’incredibile, una leva del freno lunga 5 centimetri e mezzo conficcata vicino alla colonna, a un millimetro da un nervo.

Tredicenne con una leva del freno della bici nella schiena da tre anni

Una leva del freno di bicicletta è rimasta per tre anni nel corpo di un ragazzo, a ridosso delle strutture nervose della colonna vertebrale, senza provocare a lungo alcun sintomo. A scoprirla sono stati gli accertamenti eseguiti dopo la comparsa di dolori alle gambe, quando il ragazzo aveva ormai 13 anni. Il componente metallico è stato rimosso con un intervento nella sede di Palidoro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a Roma. Il pezzo metallico, lungo 5,5 centimetri e vicino a una radice nervosa lombare, è stato rimosso con un intervento di circa tre ore.

L’incidente a 10 anni

L’incidente risaliva a quando il ragazzo aveva 10 anni, durante una caduta dalla bicicletta, la leva era penetrata attraverso una piccola lacerazione sul fianco sinistro, raggiungendo la parte posteriore del tronco. Dopo l’episodio, il bambino aveva continuato regolarmente la propria vita quotidiana e l’attività sportiva, senza sofferenza né limitazioni. Il corpo estraneo era così rimasto al suo posto per tre anni, durante i quali l’organismo aveva formato intorno al metallo un involucro di tessuto fibroso, isolandolo dai tessuti contigui. Al compimento dei 13 anni è comparso un dolore alla gamba destra, che si è poi esteso in modo più vago a entrambi gli arti inferiori. I primi controlli neurologici non avevano rilevato anomalie evidenti. A mostrare la presenza del corpo estraneo è stata una successiva radiografia della colonna vertebrale, nell’area lombare sinistra era visibile un frammento metallico ricurvo.

L’intervento di tre ore con monitoraggio neurofisiologico

Gli esami diagnostici avanzati eseguiti al Bambino Gesù, tra cui una tomografia computerizzata, hanno permesso ai medici di ricostruire con precisione l’anatomia della lesione e il tragitto del componente. La leva, lunga circa 5,5 centimetri, era penetrata dal fianco sinistro fino a portare la punta in prossimità del forame di coniugazione tra la terza e la quarta vertebra lombare, il condotto attraverso cui passa la radice nervosa. Proprio la contiguità del metallo con la radice nervosa ha reso particolarmente complesso l’intervento, durato circa tre ore. A eseguirlo è stato Leonardo Oggiano, responsabile di alta specializzazione in chirurgia vertebrale del Bambino Gesù, nell’ambito dell’équipe di Ortopedia e Traumatologia diretta da Pier Francesco Costici. I chirurghi hanno praticato una minima incisione sulla schiena ed eseguito una neurolisi per sciogliere le aderenze tessutali e liberare la struttura nervosa senza comprometterla. Oggiano ha spiegato che la difficoltà principale era legata alla posizione della leva, che si era portata nello spazio foraminale, nel punto in cui la radice nervosa fuoriesce dalla colonna vertebrale. È stato quindi necessario liberare progressivamente il nervo dal corpo estraneo, lavorando con estrema precisione per preservarne la funzionalità. Durante tutte le fasi dell’operazione, ha riferito Oggiano, il monitoraggio neurofisiologico ha consentito di verificare che le strutture nervose continuassero a funzionare correttamente. Completata la manovra di distacco, i chirurghi sono riusciti a estrarre la leva del freno integra.

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