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Bonelli attacca Meloni: “Sono gli italiani a doversi difendere dal suo governo”

Pubblicato: 14/10/2026 22:52

Scontro durissimo alla Camera tra Angelo Bonelli e Giorgia Meloni dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del prossimo Consiglio europeo. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde ha contestato frontalmente la linea del governo su energia, clima e politiche industriali, rovesciando contro la premier uno dei passaggi centrali del suo intervento.

“Lei ha detto che il suo governo è qui per difendere i cittadini dalle regole sbagliate dell’Europa. Purtroppo dopo quattro anni dobbiamo constatare che oggi sono gli italiani a doversi difendere dal suo governo”, ha affermato Bonelli durante la discussione generale. Il terreno dello scontro è soprattutto quello del caro energia, indicato dalla stessa Meloni come uno dei principali problemi per famiglie e imprese.

Bonelli: “Dopo quattro anni scoprite che servono risposte strutturali”

Il leader ecologista ha attaccato la premier proprio sulle parole utilizzate nelle ultime ore per chiedere interventi di lungo periodo contro il costo dell’energia. “Dopo quattro anni viene a dirci che l’Italia ha bisogno di risposte strutturali sull’energia. Sono d’accordo con il fatto che servano risposte strutturali, ma io sono all’opposizione: se a dirlo è chi governa da quattro anni c’è un problema”, ha sostenuto.

Bonelli ha quindi citato una serie di dati per contestare l’azione dell’esecutivo. Dal primo ottobre, la bolletta elettrica per i clienti vulnerabili in maggior tutela è effettivamente aumentata del 37,3% rispetto al trimestre precedente, mentre l’inflazione italiana a settembre è salita al 4,2% su base annua, spinta soprattutto dall’aumento dei prezzi energetici.

Proprio il caro bollette è diventato nelle ultime settimane uno dei principali terreni di confronto tra governo e opposizione, con Meloni che chiede una risposta europea coordinata e maggiore flessibilità sulle regole, mentre Avs accusa l’esecutivo di avere perso tempo prezioso sul fronte della transizione energetica.

Lo scontro sulle rinnovabili

Bonelli ha poi puntato il dito contro il ritardo nell’installazione di nuova capacità da fonti rinnovabili. Il Piano nazionale integrato energia e clima prevede di arrivare a circa 131 gigawatt di potenza rinnovabile installata entro il 2030, mentre il sistema italiano si trova ancora sensibilmente al di sotto di quella soglia.

Secondo i dati disponibili, nel 2025 la potenza installata aveva superato gli 80 gigawatt, con un ritmo annuo di nuove installazioni intorno ai 7-8 gigawatt. Per centrare l’obiettivo fissato per il 2030 sarebbe invece necessario avvicinarsi a circa 10 gigawatt aggiuntivi ogni anno.

“State marciando a ritmo di circa 7 gigawatt l’anno, ne dovremmo mettere 10”, ha accusato Bonelli, sostenendo che il governo stia rallentando proprio sul terreno che dovrebbe consentire all’Italia di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e abbassare progressivamente il costo dell’energia.

“Avete tagliato le comunità energetiche”

Il deputato di Avs ha contestato anche le scelte sulle comunità energetiche rinnovabili, accusando il governo di aver ridotto le risorse disponibili. Da qui l’accusa politica più generale: secondo Bonelli, l’esecutivo starebbe combattendo il Green Deal proprio mentre il cambiamento climatico rende sempre più urgente una trasformazione del sistema energetico.

“Lei non ha pronunciato la parola clima di fronte al disastro climatico che abbiamo davanti”, ha affermato, accusando Meloni di voler presentare le politiche ambientali europee come un ostacolo alla crescita industriale.

La premier, dal canto suo, ha più volte sostenuto che la decarbonizzazione non possa trasformarsi in deindustrializzazione e che le imprese europee non possano essere penalizzate da vincoli che i concorrenti internazionali non sono tenuti a rispettare.

L’affondo: “Da underdog a lapdog”

Il momento più duro dell’intervento è arrivato quando Bonelli ha ripreso una delle definizioni utilizzate da Meloni all’inizio della sua esperienza di governo. La premier si era descritta come una “underdog”, una figura capace di arrivare al vertice nonostante un sistema che, secondo la sua narrazione politica, non la considerava favorita.

Bonelli ha trasformato quella parola in un attacco diretto: “Lei ha trasformato il suo governo oggi in ‘lapdog'”, ha detto, usando il termine inglese che indica letteralmente un cagnolino da compagnia. Secondo il deputato di Avs, il governo sarebbe diventato “il cagnolino dei salotti, dei poteri forti che hanno accumulato rendite finanziarie e interessi”.

Un’accusa che Bonelli ha collegato anche all’andamento degli utili delle grandi società energetiche, contrapponendo i profitti delle imprese del settore alle difficoltà affrontate da famiglie e aziende alle prese con bollette più alte.

Due visioni opposte sull’energia

Dietro lo scontro personale emerge una contrapposizione politica più ampia. Meloni sostiene che il costo dell’energia debba essere affrontato attraverso un mix di maggiore autonomia nazionale, revisione delle regole europee, produzione interna di gas, sviluppo delle rinnovabili e ritorno al nucleare.

Bonelli e Avs indicano invece nelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e nell’accelerazione della transizione ecologica la strada principale per ridurre strutturalmente i costi e la dipendenza dall’estero.

Il confronto destinato ad arrivare anche al Consiglio europeo parte quindi da posizioni quasi opposte. Per il governo il problema è impedire che le regole ambientali aggravino la crisi industriale; per Bonelli il rischio è esattamente contrario: rallentare la transizione e continuare a dipendere da un sistema energetico esposto alle crisi internazionali e alle oscillazioni dei prezzi.

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