Vai al contenuto

Andrea Bocelli, esplode la clamorosa polemica: “Annullate tutti i suoi concerti”. Cosa sta succedendo

Pubblicato: 15/10/2026 07:14

È bufera su Andrea Bocelli. Il tenore italiano finisce al centro di una controversia internazionale che rischia di compromettere alcuni degli appuntamenti più attesi del suo tour mondiale. La vicenda, che intreccia musica, politica e sensibilità religiose, sta assumendo i contorni di un vero e proprio caso mediatico, con richieste di interruzione degli spettacoli e polemiche destinate a superare i confini nazionali. Al centro del dibattito, le posizioni attribuite all’artista e le reazioni di chi ritiene che la sua presenza sui palcoscenici internazionali non possa essere separata dalle sue scelte passate.

La pressione cresce e il futuro di alcuni concerti appare sempre più incerto. Non si tratta soltanto di una contestazione rivolta a una celebrità della musica mondiale, ma di una vicenda che riaccende il confronto sul rapporto tra artisti, impegno politico e conflitti internazionali. In poche ore, la richiesta di fermare gli spettacoli ha acceso l’attenzione sulla tournée del cantante, trasformando appuntamenti nati per celebrare la sua carriera in occasioni di scontro. E mentre si moltiplicano le prese di posizione, resta da capire se la polemica si tradurrà in cancellazioni concrete.

A innescare la controversia è la richiesta del Consiglio degli Ulema indonesiani (Mui), considerato il principale organismo di studiosi islamici del Paese, che chiede di annullare i due concerti di Bocelli in programma in Indonesia. La motivazione riguarda il sostegno a Israele che il tenore avrebbe manifestato in passato, giudicato incompatibile con la sensibilità di una nazione a maggioranza musulmana e ampiamente favorevole alla causa palestinese.

Gli appuntamenti contestati fanno parte del tour mondiale organizzato per celebrare il trentesimo anniversario di Romanza, l’album che ha consacrato Bocelli a livello internazionale. Il calendario prevede un concerto il 31 ottobre al tempio di Borobudur, complesso monumentale dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nella città di Magelang, sull’isola di Giava, e un secondo live il 3 novembre a Giacarta, capitale indonesiana. Due date importanti per la tournée, ora finite al centro di una disputa che rischia di mettere in secondo piano la musica.

Secondo quanto riferito dall’Associated Press, il Mui ha annunciato la propria opposizione il 10 ottobre, richiamando alcune iniziative alle quali Bocelli avrebbe partecipato negli anni scorsi. Tra queste, una raccolta fondi organizzata a Los Angeles nel 2010 a favore delle Forze di difesa israeliane (Idf) e un concerto tenuto a Tel Aviv nel 2022. Sono questi precedenti, secondo il consiglio religioso, a giustificare la richiesta di cancellazione degli spettacoli indonesiani.

Non è la prima volta che il tenore, 68 anni, viene contestato per le sue presunte simpatie verso Israele. Nei giorni scorsi, anche alcuni gruppi filopalestinesi hanno chiesto il boicottaggio del suo concerto previsto per il 27 novembre nell’antica città di Petra, in Giordania. La vicenda conferma come le posizioni politiche attribuite a personaggi di fama mondiale possano diventare motivo di mobilitazione e alimentare campagne di protesta, con possibili conseguenze sull’organizzazione di eventi culturali.

La posizione del Mui è netta. In una nota, il consiglio ha dichiarato che «dare spazio a una figura che ha finanziato o sostenuto azioni militari legate ad abusi umanitari a Gaza è contrario ai valori della nazione indonesiana e alla guida religiosa del Mui». Nel frattempo, il governo cerca una soluzione che permetta, se possibile, di salvare i concerti. Bayu Aji, segretario del ministero del Turismo, ha confermato che sono in corso discussioni con il consiglio religioso, ma ha ribadito la linea ufficiale: «La posizione del governo è chiara: sosteniamo la Palestina». Aji ha inoltre precisato che, dopo la presa di posizione del Mui, le autorità si allineeranno alla sua decisione.

Il quadro resta dunque incerto. L’Indonesia è il Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo e una parte ampia della popolazione sostiene la creazione di uno Stato palestinese. In questo contesto, la questione mediorientale assume un peso rilevante anche nelle scelte culturali e negli eventi internazionali. Intanto, è stata ritirata la raccomandazione di concedere il permesso per il concerto al complesso di Borobudur, un segnale che alimenta i dubbi sulla conferma della data del 31 ottobre. Secondo l’Associated Press, né Bocelli né gli organizzatori hanno finora rilasciato commenti. Non è stata quindi annunciata una cancellazione definitiva, ma il destino dei due appuntamenti resta appeso alle prossime decisioni.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure