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Manovra da 23,5 miliardi, aiuti a famiglie e imprese: le coperture arrivano da banche, giochi e ministeri

Pubblicato: 15/10/2026 11:34

Una manovra economica da 23,5 miliardi di euro, con interventi destinati alle famiglie, incentivi per le imprese, investimenti nella sanità e nuove risorse per la difesa. Il governo di Giorgia Meloni ha delineato l’impianto della prossima legge di bilancio nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso nella notte a Bruxelles e al Parlamento. Il provvedimento, tuttavia, non è ancora definitivo: una parte delle misure dipenderà dall’esito del confronto con la Commissione europea sulla flessibilità richiesta dall’Italia per finanziare gli interventi in campo energetico.

Le priorità indicate dall’esecutivo sono la difesa del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto quelle economicamente più vulnerabili, e il sostegno al sistema produttivo. Il governo punta a distribuire le risorse tra politiche sociali, competitività delle imprese, infrastrutture e servizi pubblici, affiancando agli stanziamenti nuove entrate provenienti dal settore finanziario, dai giochi e dalla riduzione delle spese ministeriali.

Come saranno distribuiti i 23,5 miliardi della manovra

Il capitolo più consistente riguarda le politiche per la famiglia e la spesa sociale, alle quali vengono destinati 5 miliardi di euro. Seguono la difesa, con 4,5 miliardi, e gli interventi a favore delle imprese, che potranno contare su 3,4 miliardi. Per le infrastrutture sono previsti 3,1 miliardi, mentre alla sanità andranno 2,3 miliardi. Completano il quadro 2,1 miliardi per le misure fiscali, 1,9 miliardi per il fondo sentenze e 250 milioni destinati agli enti territoriali. Il documento contempla inoltre ulteriori interventi che saranno precisati nella versione definitiva della legge di bilancio.

Una parte degli investimenti sarà indirizzata alla transizione energetica e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche. Il governo prevede risorse per il sistema ferroviario, la riqualificazione di scuole, ospedali e università, gli impianti sportivi e i bacini idroelettrici. Sul fronte delle imprese, gli interventi saranno rivolti al rafforzamento della competitività, al contenimento di una parte dei costi dell’energia elettrica e alla sicurezza degli approvvigionamenti. Tra gli strumenti individuati figurano anche maggiori contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti e ridurre l’esposizione delle attività produttive alle oscillazioni dei prezzi energetici.

Le coperture: 5 miliardi da banche e assicurazioni

Per finanziare la manovra, l’esecutivo prevede un contributo significativo del settore finanziario. Banche e assicurazioni dovranno garantire 5 miliardi di euro nel 2027, nell’ambito di un intervento che complessivamente raggiungerà 10,7 miliardi nel triennio 2027-2029. Si tratta di una delle principali fonti di copertura individuate nel documento, anche se le modalità precise del prelievo dovranno essere definite nei successivi passaggi della legge di bilancio.

Un’altra quota arriverà dalla spending review, la revisione della spesa pubblica che interesserà direttamente i ministeri. Per il 2027 sono previsti risparmi pari a 1,2 miliardi, ai quali si aggiungeranno 1,9 miliardi nel 2028 e altrettanti nel 2029. Anche il settore dei giochi sarà chiamato a contribuire: le entrate aggiuntive previste ammontano a 718 milioni sia nel 2027 sia nel 2028, per poi scendere a 478 milioni nel 2029. Il quadro delle coperture comprende inoltre altre entrate che il governo non ha ancora dettagliato.

Resta però aperta una questione decisiva per la definizione della manovra: il confronto con Bruxelles sulla flessibilità energetica. L’Italia ha chiesto di poter utilizzare margini di bilancio per finanziare interventi del valore complessivo di 14 miliardi di euro, dei quali circa la metà dovrebbe confluire nella legge di bilancio. Il negoziato riguarda sia i tempi di realizzazione degli investimenti sia la tipologia delle misure ammissibili.

In particolare, il governo vorrebbe superare il vincolo che impone di completare gli investimenti entro la fine del 2028. Una scadenza considerata problematica per interventi destinati a svilupparsi su un periodo più lungo, come l’ecobonus al 65% sulle prime abitazioni. Ma il confronto riguarda anche la possibilità di utilizzare le risorse per misure di sostegno diretto ai consumatori e alle imprese. Le regole europee sulla flessibilità non consentono infatti di finanziare semplici sussidi, come gli sconti sulle bollette o le riduzioni delle accise sui carburanti.

Tra i provvedimenti ancora da valutare figura anche la cosiddetta energy release, il meccanismo che prevede la cessione di energia elettrica a prezzi calmierati alle imprese in cambio della restituzione, negli anni successivi, di energia prodotta da fonti rinnovabili. La Commissione europea dovrà stabilire se questo sistema possa essere considerato un aiuto di Stato e, di conseguenza, se risulti compatibile con le condizioni previste per la flessibilità.

Il Documento programmatico di bilancio rappresenta dunque la prima definizione della strategia economica del governo per il 2027, ma lascia ancora aperti alcuni elementi fondamentali. Sarà l’esito della trattativa europea a determinare il perimetro definitivo degli interventi energetici e, di conseguenza, la composizione della legge di bilancio che l’esecutivo presenterà al Parlamento.

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