Vai al contenuto

Meloni non firma il Dpcm sugli aumenti ai magistrati da un miliardo di euro

Pubblicato: 18/10/2026 17:37

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non intende firmare il Dpcm che consentirebbe di sbloccare gli aumenti degli stipendi dei magistrati, per un importo complessivo stimato in circa un miliardo di euro. La posizione della premier è stata confermata da fonti di Palazzo Chigi, secondo cui le risorse richieste sarebbero eccessive rispetto alle altre priorità economiche del governo.

La decisione riguarda gli adeguamenti retributivi riconosciuti sulla base di alcune sentenze del Consiglio di Stato. La questione si inserisce nel quadro delle risorse previste dal Documento programmatico di bilancio (DpB), che per il 2027 contempla un fondo una tantum da 1,9 miliardi di euro, pari allo 0,08% del Pil. Una parte consistente della somma sarebbe destinata proprio agli aumenti per i magistrati, come riportato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore.

Meloni: «Cifra dieci volte superiore a quella necessaria per l’autotrasporto»

Secondo quanto riferito dalle fonti di Palazzo Chigi, la premier ritiene che l’importo destinato agli adeguamenti degli stipendi dei magistrati sia circa dieci volte superiore alle risorse necessarie per affrontare le difficoltà dell’autotrasporto. Il settore è alle prese con problemi che, se non risolti, potrebbero compromettere la distribuzione delle merci in tutta Italia.

Il governo sta cercando le risorse necessarie per rispondere alle richieste degli operatori del comparto ed evitare ripercussioni sulla catena delle consegne. In questo contesto, Meloni considera prioritaria la gestione delle criticità dell’autotrasporto e non intende procedere, almeno per il momento, con la firma del decreto sugli aumenti ai magistrati.

L’apertura al confronto con l’Anm

Nonostante la contrarietà alla firma del Dpcm, la presidente del Consiglio si è detta disponibile ad ascoltare i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati (Anm). L’intenzione, riferiscono le fonti di Palazzo Chigi, è quella di avviare un confronto sulla questione, tenendo conto delle risorse disponibili e delle priorità attuali.

La premier ritiene inoltre che «la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità del momento». Resta quindi aperta la possibilità di un dialogo con la categoria, mentre il decreto per sbloccare gli aumenti retributivi da circa un miliardo di euro rimane senza la firma della presidente del Consiglio.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 18/10/2026 18:11

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure