
Un operaio di 48 anni è morto schiacciato tra un camion e un muro mentre stava effettuando un intervento di spurgo fognario. La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato 24 ottobre a Baveno, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Secondo una prima ricostruzione, il camion utilizzato per le operazioni di spurgo si sarebbe improvvisamente messo in movimento senza nessuno alla guida, travolgendo il lavoratore e intrappolandolo contro una parete. Inutili i soccorsi. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.
L’incidente a Baveno: schiacciato durante lo spurgo di una fognatura
L’allarme è scattato intorno alle 8 del mattino, quando è stato segnalato un grave incidente durante alcune operazioni di manutenzione di uno scarico fognario.
La vittima, un lavoratore di 48 anni, era impegnata nelle attività di spurgo quando si è verificato l’incidente.
Stando alle prime informazioni, il camion utilizzato per l’intervento si sarebbe messo in movimento senza conducente, finendo per travolgere l’operaio e schiacciarlo contro un muro.
L’uomo è rimasto intrappolato tra il mezzo pesante e la parete, riportando conseguenze fatali.
Non è ancora chiaro che cosa abbia provocato il movimento del veicolo e se si sia verificato un problema tecnico o un’altra circostanza.
I soccorsi: vigili del fuoco al lavoro per venti minuti
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni necessarie per liberare il lavoratore rimasto incastrato.
Le operazioni sono durate circa venti minuti, durante i quali i soccorritori hanno cercato di raggiungere la vittima.
Sono arrivati anche un’ambulanza e un’automedica proveniente da Gravellona Toce, insieme al personale della Polizia.
Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per il quarantottenne non c’è stato nulla da fare.
Gli accertamenti dovranno ora chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e stabilire perché il camion si sia mosso durante le operazioni.
Morti sul lavoro, nel 2026 già 701 vittime in Italia
La tragedia di Baveno si inserisce in un quadro nazionale che continua a destare forte preoccupazione.
Secondo l’ultima elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, diffusa l’11 ottobre sulla base dei dati INAIL, nei primi otto mesi del 2026 sono state registrate in Italia 701 vittime sul lavoro.
Di queste, 504 hanno perso la vita in occasione di lavoro, mentre 197 sono morte in incidenti in itinere, cioè durante il tragitto tra casa e lavoro.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia un aumento dei decessi.
Morti sul lavoro in Italia, gennaio–agosto
■ Decessi complessivi
■ In occasione di lavoro
■ In itinere
Fonte: elaborazione Vega Engineering su dati INAIL, diffusa l’11 ottobre 2026
Nel dettaglio, rispetto ai primi otto mesi del 2025:
- I decessi complessivi sono passati da 681 a 701, con un aumento del 2,9%.
- Le morti in occasione di lavoro sono salite da 493 a 504, pari al 2,2% in più.
- Gli incidenti mortali in itinere sono aumentati da 188 a 197, con una crescita del 4,8%.
I settori più colpiti dagli incidenti mortali
Dai dati emerge che le Costruzioni continuano a essere il settore con il maggior numero di decessi avvenuti in occasione di lavoro.
Nei primi otto mesi del 2026 sono state registrate 83 vittime, pari al 16,5% del totale dei decessi in occasione di lavoro.
Seguono il settore del Trasporto e Magazzinaggio, con 68 morti, e quello delle Attività Manifatturiere, con 62.
Numeri che confermano la gravità del fenomeno degli incidenti mortali nei luoghi di lavoro.
A Baveno, intanto, resta da ricostruire come un’operazione di manutenzione fognaria si sia trasformata in una tragedia. Saranno gli accertamenti delle autorità a chiarire le cause del movimento del camion e le eventuali responsabilità.


