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15enne scomparsa ritrovata dopo mesi: costretta a prostituirsi con circa 900 uomini. Due arresti

Pubblicato: 05/11/2026 19:46

Era scomparsa da casa nel maggio 2026 e sua madre temeva che fosse tenuta prigioniera a Marsiglia. Dietro la sparizione di una ragazzina di 15 anni si nascondeva però una vicenda ancora più grave: secondo gli investigatori francesi, la minorenne sarebbe stata vittima di una rete di sfruttamento sessuale, costretta per mesi a incontrare centinaia di uomini tra la Provenza e la Costa Azzurra.

La vicenda, raccontata dall’emittente francese ICI Provence e ripresa da Le Parisien, ha portato all’arresto di due persone, accusate di tratta di minori e favoreggiamento della prostituzione minorile.

Secondo le ricostruzioni emerse dall’indagine, la ragazza sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali con circa 900 clienti nell’arco di quattro mesi. Un numero che restituisce la gravità dello sfruttamento denunciato dagli inquirenti.

La scomparsa a maggio e la denuncia della madre

Tutto è cominciato nel maggio 2026, quando la madre della quindicenne si è rivolta ai gendarmi di Puget-sur-Argens, nel dipartimento francese del Var, per denunciare la scomparsa della figlia.

La donna temeva che la ragazza fosse stata portata a Marsiglia e che qualcuno la stesse trattenendo contro la sua volontà.

Le sue preoccupazioni hanno spinto gli investigatori ad avviare gli accertamenti, coinvolgendo anche gli agenti specializzati nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione.

I gendarmi del Var hanno quindi chiesto l’intervento della brigata anti-prostituzione di Marsiglia, che è riuscita a rintracciare la minorenne nel giro di pochi giorni dall’attivazione delle ricerche.

Il ritrovamento ha consentito agli investigatori di ricostruire quanto la giovane avrebbe subito durante il periodo di allontanamento da casa.

Costretta a incontrare circa 900 clienti: come funzionava la rete

Secondo quanto riportato dai media francesi, la quindicenne sarebbe stata inserita in un sistema organizzato di sfruttamento della prostituzione minorile.

Gli incontri venivano pubblicizzati attraverso annunci su Internet e si svolgevano in camere d’albergo o appartamenti presi in affitto in diverse località del sud-est della Francia.

Le attività si sarebbero concentrate soprattutto tra la Provenza e la Costa Azzurra, con spostamenti organizzati in funzione degli appuntamenti.

Gli investigatori ritengono che la ragazza sia stata sottoposta a violenze e abusi per circa quattro mesi, durante i quali sarebbe stata costretta a incontrare un numero elevatissimo di uomini.

La stima di 900 clienti è uno degli elementi più inquietanti emersi dalla ricostruzione investigativa, anche se dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento giudiziario.

La giovane, in quanto minorenne, è considerata vittima di sfruttamento sessuale. La responsabilità penale per le condotte contestate dovrà essere accertata nei confronti delle persone coinvolte.

Due persone arrestate per tratta di minori

Gli accertamenti hanno portato all’individuazione e all’arresto di due sospettati, chiamati a rispondere di accuse particolarmente gravi.

Le contestazioni riguardano la tratta di esseri umani ai danni di una minorenne e il favoreggiamento della prostituzione minorile.

Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati avrebbero avuto un ruolo nell’organizzazione dello sfruttamento della quindicenne.

Non sono stati forniti, nelle informazioni disponibili, ulteriori dettagli sull’identità dei due arrestati o sulle rispettive responsabilità.

Sarà l’autorità giudiziaria francese a valutare gli elementi raccolti e a stabilire se le accuse siano fondate, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Il ritrovamento della ragazza e le indagini

La denuncia presentata dalla madre si è rivelata decisiva per attivare le ricerche e individuare la quindicenne.

La collaborazione tra i gendarmi del Var e gli investigatori di Marsiglia ha permesso di interrompere la situazione di sfruttamento descritta dagli inquirenti e di avviare gli accertamenti sulle persone ritenute coinvolte.

La vicenda richiama l’attenzione anche sul ruolo delle piattaforme online, attraverso le quali, secondo le indagini, venivano pubblicizzati e organizzati gli incontri.

Resta centrale la tutela della giovane, la cui identità non è stata divulgata per proteggerne la riservatezza.

Le indagini dovranno ora chiarire l’intera organizzazione della rete, le responsabilità dei sospettati e le modalità con cui la minorenne sarebbe stata sottoposta a mesi di violenza e sfruttamento sessuale.

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