
Un quadro indiziario articolato, composto da ventuno elementi, si trova al centro degli ultimi sviluppi giudiziari relativi al delitto di Chiara Poggi. Le recenti valutazioni degli inquirenti spaziano dalle presunte incongruenze relative alle chiamate effettuate verso l’abitazione della vittima nei giorni precedenti all’evento delittuoso, fino all’analisi di materiale scritto, ricerche online e contenuti pubblicati da Andrea Sempio. Secondo l’impostazione accusatoria formulata dalla Procura di Pavia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, tali elementi traccerebbero il profilo di una personalità caratterizzata da frustrazioni personali e da una condotta non rispettosa della sfera femminile.
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La ricostruzione del movente
Al centro della tesi della Procura figura l’ipotesi di un rifiuto di un approccio sessuale, che sarebbe maturato a seguito della visione di filmati intimi. Tale diniego avrebbe scatenato una reazione violenta e improvvisa nel momento in cui la giovane ha tentato di allontanare l’aggressore. La ricostruzione descrive un’azione aggressiva prolungata e concentrata sul volto e sulla testa della vittima, delineando i contorni di una violenta colluttazione.

Le analisi scientifiche e i reperti
Gli accertamenti tecnici, comprensivi di test genetici e rilievi dattiloscopici eseguiti sui reperti repertati all’epoca e analizzati durante l’incidente probatorio, avrebbero condotto a profili riconducibili ai familiari o a contaminazioni della scena, facendo eccezione solo per una traccia degradata associata ad Alberto Stasi. Per gli inquirenti, la presenza del Dna e la valutazione dell’impronta bagnata rinvenuta nei pressi del corpo condurrebbero a un contatto diretto, escludendo l’ipotesi di un trasferimento indiretto a causa della frequenza solo sporadica con cui l’indagato frequentava la villetta di via Pascoli.

Le fasi processuali e la decisione del giudice
La complessa documentazione coordinata dalla Procura passa ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pavia, Luigi Riganti, chiamato a decidere in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per il trentottenne. La fissazione dell’udienza preliminare è attesa a breve, sebbene i carichi di lavoro giudiziari e la mole degli atti potrebbero determinarne lo slittamento ai primi mesi del nuovo anno. Parallelamente, si attende la formalizzazione della richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi, che verrà presentata a breve dai legali difensori.


